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Adiconsum: nel 2015 in 11mila agli sportelli per i propri diritti

Il bilancio delle attività di Adiconsum per il 2015. Consumatori tra tutela e educazione: in 11.000 agli sportelli per i propri diritti. Eddy Locati: “trasformare i bisogni individuali in tutela collettiva".

Un altro anno vissuto sulle barricate, quello di Adiconsum Bergamo: quasi 11.000 consumatori hanno richiesto l’intervento dell’associazione legata alla Cisl e in molti casi hanno ottenuto il riconoscimento dei loro diritti.
Dal bilancio del 2015, infatti, si nota che circa 3.500 persone si sono rivolte di persona ai dieci sportelli Adiconsum diffusi sul territorio bergamasco (Bergamo, Treviglio, Romano, Ponte S. Pietro, Grumello del Monte, Gazzaniga, Zogno, Trescore Balneario, Costa Volpino e Lovere, oltre ai recapiti di Almenno S. Salvatore, Sarnico e Seriate), mentre altri 7.500 bergamaschi hanno contattato l’associazione telefonicamente o on-line.
Il lavoro dell’Associazione Consumatori della CISL anche quest’anno si è concretizzato nel potenziare la presenza sul territorio per la tutela individuale dei consumatori, sviluppare nuove iniziative e campagne per uno stile di vita consapevole, oltre che educare i cittadini ad un consumo responsabile e informato.

“In questi  difficili anni di crisi economica, con la nostra rete di sedi, sportelli e punti informativi – dice Eddy Locati –  abbiamo cercato di proseguire al meglio la nostra azione per stare al fianco dei consumatori e renderli sempre più soggetti, e non oggetti, delle dinamiche sociali ed economiche, puntando a paradigmi e modelli di consumo sempre più responsabili e sostenibili. L’azione sul territorio per la tutela del consumatore è da sempre il nostro punto di forza – ha aggiunto -. Questa nostra capacità di cogliere i bisogni delle persone può essere la base per trasformare questi bisogni, spesso espressi su base individuale, in forma di tutela collettiva”.

Nell’anno appena concluso, oltre a dare informazioni immediate, Adiconsum ha aperto 2.150 pratiche, su vari aspetti: telecomunicazioni e energia, aspetti finanziari, truffe e raggiri, rispetto della garanzia.

Nelle telecomunicazioni (600 casi) sono state diverse le questioni affrontate.

“Purtroppo – racconta Locati – continuano a presentarsi i soliti casi degli addebiti non dovuti, comprendenti i “servizi mai richiesti” o servizi promessi e mai regolarmente funzionanti, con conseguenti difficoltà, da parte degli utenti a cambiare gestore senza costi aggiuntivi, come quelli derivanti dagli oneri di disattivazione”.
Nel campo dell’energia (550 “interventi”) spesso si assiste a passaggi da un gestore all’altro, senza che l’interessato lo voglia. “Ancora troppi sottoscrivono contratti, “fidandosi” di quello che dicono venditori non sempre corretti, alcuni dei quali si presentano perfino “a nome delle Associazioni di Consumatori”! Ricordiamo che i fornitori di energia non mandano in giro propri addetti a vendere contratti, ma delegano a terzi questo ruolo”.

Nel campo della fornitura dell’acqua, grazie all’intervento di Adiconsum, si è risolta, con relativi rimborsi di Uniacque, la vicenda di chi pagò per gli oneri di depurazione anche in assenza del depuratore.

Non c’è ancora chiarezza sul diritto di recesso e sulla garanzia legale (250 casi). I contratti relativi a servizi e beni di consumo portano spesso a contenziosi.

“Ricordiamo che il diritto di recesso o meglio di “ripensamento” (oggi di 14 giorni), vale solo per gli acquisti fatti “fuori dai locali” e quindi non per gli acquisti fatti direttamente nel negozio o nella sede del venditore. Mentre la garanzia legale è di due anni dall’acquisto e si riferisce ai cosiddetti “difetti di conformità”. Su questo tema abbiamo grossi problemi quando si acquista l’usato (vedi ad esempio le auto) : c’è sempre da discutere sui difetti di “conformità” o dovuti all’usura”. Nel corso dello scorso anno, molti consumatori si sono rivolti a ADICONSUM anche per la vicenda della Volkswagen : “al momento stiamo raccogliendo adesioni sul sito nazionale, per poi valutare gli eventi, tenendo presente che non è così certa l’ammissione di una class action sul tema”.

Diverse pratiche hanno riguardato la difficoltà di avere rimborsati alcuni danni subiti, per vari motivi (180 casi). Purtroppo “le polizze assicurative continuano a “nascondere” vere e proprie “trappole”, che il contraente sottovaluta e solo nel bisogno, si accorge che ci sono difficoltà ad avere rimborsi”.

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