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Alzano, Nowak dopo le dimissioni: “Consiglieri irresponsabili, si sono accaniti”

Dopo le dimissioni, l'ex sindaco di Alzano Lombardo Annalisa Nowak spiega il perchè della crisi: “La soluzione proposta salvaguardava l'integrità morale e professionale di tutti. L'accanimento dei consiglieri mi ha impedito di perseguire l'obiettivo” .

Il sindaco Annalisa Nowak ha lasciato: Alzano Lombardo da venerdì 15 gennaio ha perso così il suo primo cittadino che, a meno di 24 ore di distanza, torna però a farsi sentire. Se nell’annuncio delle proprie dimissioni il rammarico e il dispiacere si mischiavano con i ringraziamenti, ora è arrivato il momento di fare chiarezza.

Perchè la situazione ad Alzano è precipitata e non si è più riusciti a sanare le fratture? Negli ultimi giorni Nowak aveva provato a ricomporre i cocci, proponendo la sua ultima soluzione ai consiglieri: proposta che, alla luce dei fatti, è stata respinta senza appello.

Affinchè sia chiara la gestione irresponsabile dei Consiglieri che non hanno saputo andare oltre gli impulsi emotivi del momento, voglio spiegare i contenuti della soluzione che in questi giorni ho proposto in modo riservato per tutelarne l’efficacia – scrive Nowak in una nota -. La soluzione salvaguardava l’integrità morale e professionale di tutti. Questa per me era una condizione di verità irrinunciabile. In caso contrario, la conseguenza sarebbe stata un’ombra sul sindaco e sull’intera amministrazione”.

Sul piatto della bilancia l’ex sindaco aveva messo l’ingresso di un nuovo assessore per il rilancio delle politiche relative al Commercio e per l’innovazione nella gestione delle manutenzioni; l’accelerazione dell’attività amministrativa attraverso tavoli di lavoro, per realizzare le priorità individuate insieme ai Consiglieri; il trasferimento della delega ai lavori pubblici al nuovo assessore al termine di in un ragionevole periodo (entro luglio) come conseguenza di un processo di lavoro condiviso e non di una prova di forza.
“La soluzione si fondava sul riconoscimento del fatto che non esistevano elementi concreti per revocare a nessuno degli Assessori le deleghe attribuite. Ciascuno ha infatti lavorato con onestà, competenza e professionalità. Ho avanzato pertanto la mia proposta assecondando il cambiamento richiesto dai Consiglieri, a condizione che avvenisse come risultato di un processo pacificato, che anche riconoscesse la qualità del lavoro sin qui svolto con l’apporto di tutti”.

“La soluzione di uno spacchettamento – continua Nowak – era già ipotizzata tempo fa, data la necessità di rispondere ad istanze sempre più impegnative di governo territoriale, anche in vista della nascita delle aree omogenee. Proprio l’accanimento dei consiglieri, mettendo una normale necessità di governo sotto la luce del ricatto, ha impedito al sindaco di perseguire l’obiettivo. Come Sindaco, nell’avanzare questa soluzione, mi sono proposta come garante delle istanze di tutti gli Attori coinvolti e della puntuale attivazione di tutte le fasi della transizione. Questo ruolo non mi è stato riconosciuto”.

Un’ultima battuta l’ex sindaco di Alzano la dedica a chi la accusava di essere rimasta troppo in silenzio: “In queste ore il mio silenzio non ha rappresentato un segno di sufficienza verso il legittimo desiderio dei cittadini di conoscere gli esiti della trattativa. La responsabilità nei confronti della città mi ha però imposto di proseguire a lavorare per il bene di Alzano, della Giunta e dei Consiglieri, valutando l’importanza della presenza della nostra Amministrazione ai tavoli di lavoro della Valle e della Provincia. Ho esaminato le scelte relative al proseguimento del mio mandato anche in un confronto aperto e costruttivo con le istituzioni che in questo momento si trovano a delineare le politiche di sviluppo dei nostri territori, consapevole della rilevanza che al nostro contributo veniva riconosciuta. La proposta qui delineata è stata condivisa ed appoggiata concretamente da molti che ringrazio pubblicamente”.

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