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Barcella, Gamec: “Tante richieste, 36mila visite, proroghiamo la mostra di Malevic” fotogallery

L'interesse per la mostra di Kazimir Malevic alla Gamec di Bergamo continua a crescere: nelle ultime settimane poi si è registrata una accelerazione delle richieste per poter visitare l'intrigante e originale esposizione che sta facendo conoscere l'artista sovietico, padre del suprematismo.

L’interesse per la mostra di Kazimir Malevic alla Gamec di Bergamo continua a crescere: nelle ultime settimane poi si è registrata una accelerazione delle richieste per poter visitare l’intrigante e originale esposizione che sta facendo conoscere l’artista sovietico, padre del suprematismo. E’ per questo, come spiega il presidente della Galleria d’arte moderna e contemporanea Alberto Barcella, che si è deciso di “verificare col museo russo di San Pietroburgo che ci ha dato le opere se era possibile prolungare la mostra aperta inaugurata il 1° ottobre scorso”.

E la risposta?

La risposta è stata che si possono tenere i quadri e le sculture, gli abiti, gli allestimenti… solo per una settimana oltre la scadenza programmata perché alcune di queste opere sono già prenotate per una rassegna a Vienna.

Quindi proroga di una settimana?

Sì, la mostra di Malevic chiuderà il 24 di gennaio e proporremo, proprio per venire incontro alle esigenze emerse, due giornate a tempo prolungato, dalle 9 alle 24: il 22 e il 23.

Quanti visitatori sono venuti ad ammirare questo artista finora?

Abbiamo registrato 36 mila presenze.

Ve le aspettavate?

Diciamo che sempre, quando si  sceglie di dare spazio a un protagonista si pensa che la mostra debba raccogliere un buon gradimento del pubblico, ma questo non è scontato. E dobbiamo dire che Malevic, pur essendo uno dei più importanti artisti del Novecento, non è così noto al grande pubblico perché per molto rimasto confinato in un ambito specialistico. Peraltro non ha mai avuto un forte richiamo sul mercato dell’arte perché non sono disponibili molte opere, a differenza per esempio di Chagall, suo conterraneo e coetaneo che, trasferitosi a Parigi, ha goduto dell’attenzione dei collezionisti del periodo nella capitale francese.

Alberto Barcella, Presidente della Banca Popolare Commercio e Industria

Vero, Chagall è molto proposto ed esposto, soprattutto ultimamente, Malevic invece è una scoperta.

C’è una mostra di Chagall a Brescia e stiamo collaborando con questa vendendo un biglietto unico a prezzo scontato per le due esposizioni. E proprio venerdì 15 alle 17.30 all’auditorium di piazza Libertà, è in programma un film che mette a confronto i due artisti. Devo dire che in qualche modo proprio Malevic fece la fortuna di Chagall.

In che modo?

Quando Malevic insegnò alla scuola di fondata da Marc Chagall (l’Accademia delle Belle Arti di Vitebsk) divenne così popolare e amato che costrinse il fondatore ad andarsene. Chagall partì allora per la Francia e quella fu la sua occasione d’oro.

Ancora una decina di giorni poi questa fortunata manifestazione chiuderà i battenti, avete in programma altre “perle” per il 2016?

Dopo lo sforzo organizzativo ed economico supportato per Malevic dovremo essere molto attenti alle questioni di budget e peraltro gli spazi sono disponibili solo per la prima metà dell’anno perché poi saranno utilizzati dall’Accademia Carrara.

E cosa proporrete?

A marzo mostreremo alla città le opere donate alla Gamec da parte degli artisti che hanno esposto qui. Vogliamo far capire e toccare con mano stiamo costruendo un patrimonio artistico per i bergamaschi, stiamo di fatto creando un museo di arte contemporanea, con sempre più opere. Contemporaneamente allestiremo la mostra di Ryan McGinley, un fotografo statunitense nato nel 1977: il più giovane artista a cui il Whitney di New York ha dedicato una personale nel 2004 così come il MoMa nel 2005.

C’è un importante anniversario a Bergamo…

Sì, Trento Longaretti compie 100 anni, il 27 settembre. E noi, a nome dei bergamaschi gli renderemo un doveroso e sentito omaggio: all’Ateneo proporremo una mostra di disegni del maestro e saremo promotori di un percorso alla scoperta dei grandi dipinti murari presenti in vari spazi della città tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Si conclude qui la programmazione 2016?

No no, nella seconda parte dell’anno, non avendo la disponibilità degli spazi, nella sala delle capriate al palazzo della Ragione organizziamo un omaggio a Fabio Mauri, uno dei maestri dell’Avanguardia italiana, poi proporremo le opere di Aldo Rossi, il primo architetto italiano che vinse il Pritzker.

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