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Ubi e Banco Popolare: corteggiamento serrato su Bpm, e gli investitori ci credono

Ubi Banca e Banco Popolare rilanciano, ognuna a loro modo, nel corteggiamento serrato per la fusione con Banca Popolare di Milano.

Banca Popolare di Milano come una fanciulla ambita da due pretendenti, Ubi Banca e Banco Popolare, che rilanciano ad ogni occasione. Un corteggiamento serrato e ormai di dominio pubblico che ha la benedizione degli investitori. Nella giornata di mercoledì 13 gennaio, infatti, il titolo Bpm è stato il più premiato con un +5,6% a 0,89 euro, seguito da Banco Popolare, +4,21% a 11,63 euro, e da Ubi Banca +2,33% a 5,7 euro.
E proprio nella giornata di mercoledì 13 gennaio si è svolto un vertice tra Bpm e e Ubi. Per la Popolare di Milano c’erano i presidenti Piero Giarda (presidente del Consiglio di Sorveglianza), Mario Anolli (presidente del Consiglio di Gestione), e l’amministratore delegato Giuseppe Castagna assistiti da Lazard e Citi. Per Ubi Banca c’erano Andrea Moltrasio (presidente del Consiglio di sorveglianza) e Franco Polotti (presidente del Consiglio di gestione) e il ceo Victor Massiah – tutti assistiti da Credit Suisse.

Al centro dell’incontro è il rilancio alla proposta di fusione avanzata dal veronese Banco Popolare alla Popolare milanese. Se il Banco – assistito da Merrill Lynch e Mediobanca – ha proposto una fusione con la creazione di una holding con doppia sede a Milano e Verona, nella quale Bpm Spa sarebbe autonoma, e un board unico composto da 9 veronesi, 7 milanesi e tre indipendenti, Ubi Banca proporrebbe sempre la creazione di una holding con sede legale a Milano e anch’essa una Bpm Spa autonoma.

La proposta dei bergamaschi e bresciani però vedrebbe un bilancio diverso nei vertici anche in base ai valori portati in dote dalle due colossi bancari: Ubi (5 miliardi) e Bpm (3,7 miliardi). La nuova holding inoltre manterrebbe il modello duale con 15 posti nel Consiglio di sorveglianza e sette in quello di gestione. Castagna sarebbe il direttore generale della holding e ceo di Bpm, Massiah rimarrebbe alla guida della superbanca.

La presidenza del consiglio di sorveglianza sarebbe stata offerta ai milanesi, anche se non ci sarebbe unanimità sul nome di Giarda (già ministro nel Governo Monti).
Ora non resta che attendere. Se dovesse chiudersi entro fine mese la trattativa tra Popolare di Milano con i Veronesi del Banco, per Ubi Banca non rimarrebbe che guardare altrove, magari a quel Monte Paschi di Siena dal grande valore storico ma dal titolo sempre più impoverito in Borsa.

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