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Ricorso a Mattarella contro la vendita del Foro boario, il Pd: “Battaglia da sostenere”

La vendita di quest'area è da sempre stata un vero e proprio pomo della discordia sia per il relativo comitato di quartiere, che si è sempre opposto alla cessione a Ossidiana, che per le opposizioni consiliari, Forza Italia compresa.

Dopo il “via” ai lavori che partiranno a breve per la realizzazione del parcheggio interrato di piazza Setti, la decisione di mettere in vendita l’area fiere a sud di Treviglio per la costruzione di un polo commerciale è senz’altro uno degli atti più contestati del mandato Pezzoni.

L’ex Foro Boario, che da sempre ospita feste cittadine e fiere dell’agricoltura, si sviluppa su una superficie di circa 12.700 metri quadrati, ed è stato venduto per 4,3 milioni di euro a Ossidiana srl (società immobiliare controllata dalla Coop Lombardia, ndr), dopo che la prima asta il cui prezzo era fissato a 5,2 milioni di euro è andata deserta.

La vendita di quest’area è da sempre stata un vero e proprio pomo della discordia sia per il relativo comitato di quartiere, che si è sempre opposto alla cessione a Ossidiana, che per le opposizioni consiliari, Forza Italia compresa. Dal Partito Democratico, inoltre, era stato messo in evidenza un danno erariale dell’entità di quasi 250mila euro, per cui si era paventato un ricorso alla Corte dei Conti.

La cessione dell’ex Foro Boario da sempre caro ai trevigliesi, lo “sconto”, che maliziosamente in molti identificano più come una “svendita”, applicato sul suo valore di circa il 15%, e la realizzazione di sole attività del settore terziario al suo interno ha fatto infervorare, e non poco, i vari schieramenti politici oltre che molti trevigliesi.

Come se non bastasse, per manifestare la loro piena contrarietà a tale manovra di vendita, tre cittadini, Isa Gatti, Giovanna Vertova e Andrea Mossali, hanno presentato a riguardo un ricorso direttamente al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Le motivazioni che hanno spinto queste persone ad intavolare un ricorso al Presidente della Repubblica sostanzialmente ruotano attorno al fatto che, ha spiegato Mossali,  “l’opera proposta è troppo invasiva, e vuole imporre una struttura tipica di una periferia in una zona centrale. Inoltre,  lo studio del traffico eseguito da Ossidiana non era per noi oggettivo, perché non ha preso in considerazione il cantiere che c’era all’altezza del sottopasso di via Redipuglia (che collega la città alla zona industriale Pip 2, ndr), ora reso agibile”.

Ragionamento condiviso anche dal segretario del Partito Democratico trevigliese Erik Molteni che, non appena appresa la notizia che il Comune di Treviglio, rappresentato da Alfredo Nappi (il commissario prefettizio nominato dopo le dimissioni di Pezzoni a traghettare Treviglio verso le prossime elezioni) si sarebbe costituito in giudizio, ha fatto sapere che, il suo, “è un atto dovuto. Sosterremo la battaglia di questi tre cittadini anche perché il loro ‘no’ è ben argomentato, e non è detto tanto per dire”.

“In realtà – ha poi proseguito Mossali – avrei preferito che Nappi avesse preso in considerazione altre scelte prese della precedente amministrazione, per poi quindi rinunciare alla vendita visti anche i disagi che porterà”.

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