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Il petrolio scende, ma la benzina no: petizione contro le accise foto

Sul sito Change.org l'automobilista e consumatore Roberto Beninato ha lanciato una petizione che ha già riscosso più di 112 mila firme nella quale si chiede l'abolizione delle 9 accise di più vecchia data.

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Il prezzo della benzina che paghiamo ogni volta che ci fermiamo al distributore per far rifornimento, si sa, è solo in parte determinato dal costo reale del petrolio. Negli anni si sono infatti accumulate accise che hanno fatto salire sempre di più il prezzo dei carburanti in Italia, portandolo ad essere anche il 30% in più rispetto ad altri paesi europei.

Molte di queste risalgono a fatti eccezionali del secolo scorso: dal finanziamento della guerra di Etiopia del 1935-1936, la crisi di Suez del 1956, la ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963), l’alluvione di Firenze (1966), il terremoto del Belice (1968), il terremoto del Friuli (1976), il terremoto dell’Irpinia (1980), sino al finanziamento della guerra in Libano del 1983 e della missione in Bosnia del 1996. Ma negli ultimi anni le accise hanno continuate ad aumentare di numero: nel 2004 quella per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri, nel 2005 per l’acquisto di autobus ecologici, nel 2009 per far fronte al terremoto dell’Aquila. Il 2011 è stato un anno da record con l’arrivo di quattro nuove accise una dopo l’altra: per il finanziamento alla cultura, per far fronte all’arrivo di immigrati dalla Libia, per l’alluvione in Liguria e Toscana e per il decreto “Salva Italia”.

Sul sito Change.org l’automobilista e consumatore Roberto Beninato ha lanciato una petizione che ha già riscosso più di 112 mila firme nella quale si chiede l’abolizione delle 9 accise di più vecchia data, che consentirebbe un risparmio di 0,23 euro al litro di carburante, il che significa 11 euro ogni pieno da 50 litri. “Considerando solo due pieni al mese – spiega il promotore dell’iniziativa – in un anno un normale consumatore risparmierebbe 264 euro! Con questa cifra credo che chiunque di noi possa acquistare qualcosa di più importante che regalarla allo Stato per chissà quale scopo.
Senza contare che l’intera economia in generale ne trarrebbe moltissimi vantaggi, in quanto praticamente tutto ciò che noi utilizziamo quotidianamente viene distribuito utilizzando veicoli a combustione.

Come consumatore sono stanco di pagare per spese ormai obsolete. In questo momento di crisi economica, che sta continuando a devastare le famiglie e le imprese italiane, ritengo sia il momento di far sentire la nostra voce. Ad oggi siamo in più di centomila a chiedere all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, al Ministero dell’Economia e al governo tutto di porre finalmente fine a queste tasse inique, vecchie e in certi casi decisamente ridicole. Inoltre, perché dovremmo pagare delle accise per questioni che risalgono a 80 anni fa? A me pare una tempistica eccessiva. Queste accise dovrebbero estinguersi per legge e automaticamente dopo vent’anni e non di più. Onestamente dubito che un solo centesimo di quanto versiamo ogni giorno per finanziare, ad esempio, la Guerra in Etiopia sia attualmente incassato per tale finalità”.

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Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    La benzina e il gasolio hanno prezzi accettabili, le accise dovrebbero essere usate contro l’inquinamento.
    Energie rinnovabili, risparmio energetico, ricerca.

  2. Scritto da il polemico

    iniziativa lodevole,ma dubito che sortirà qualche effetto,ci sono troppe banche dasalvare e servono parecchi soldi….si è ormai riusciti a far diventare più costoso l’impiego del metano per auto a dispetto del diesel…