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“Minori in carico ai Comuni: giusto utilizzare i soldi di tutti per aiutare pochi?”

Il sindaco di Torre Boldone Claudio Sessa e l'assessore ai Servizi Sociali Vanessa Bonaiti si interrogano su una questione che li riguarda da vicino, ovvero il mantenimento dei minori residenti nel territorio qualora i genitori non siano in grado di garantirlo.

Nel dicembre del 2014 il sindaco Claudio Sessa, tramite apposita delibera, aveva annunciato che i Servizi sociali di Torre Boldone non si sarebbero presi in carico una minore straniera non accompagnata di nazionalità nigeriana ricoverata alla Comunità Martinella, gestita dall’Associazione Micaela Onlus, per la quale avrebbero dovuto sborsare circa 65 euro al giorno: la vicenda si concluse con l’intervento del Tribunale per i Minorenni di Brescia che stabilì il mantenimento a carico del Ministero delle Pari opportunità.

Un caso concreto che ha spinto il sindaco e l’assessore ai Servizi Sociali Vanessa Bonaiti a una riflessione, resasi necessaria anche alla luce di un nuovo caso riguardante una famiglia di extracomunitari con cinque figli residente sul suolo comunale:

“È da tempo che desideriamo informare la comunità di alcuni fatti a nostro dire incresciosi e alla lunga pericolosi quanto meno per il bilancio dell’amministrazione comunale e quindi per tutti i cittadini – scrivono i rappresentanti dell’amministrazione – Come abbiamo in più occasioni avuto modo di ricordare sono i Comuni a doversi fare carico del mantenimento dei minori residenti nel territorio qualora i genitori di questi non siano in grado di garantire il mantenimento e un tetto ai bambini. Questo implica che – ad esempio- quando una famiglia subisce uno sfratto e non ha possibilità immediata di reperire una nuova abitazione i minori possono essere affidati ad una comunità ad hoc. Queste comunità in Italia mediamente costano per i minori sotto i 12 anni circa 90/100 euro al giorno pro capite e sopra i 12 anni circa 60/70 euro. Questa somma deve essere erogata dal Comune – e quindi dai suoi cittadini.

La vera problematica è che, soprattutto di questi tempi, i Comuni soprattutto medio piccoli rischiano il default. Queste problematiche non hanno né colore politico né sono legate a questioni di razza o cultura differente essendo un problema traversale.

Inutile negare, però, che di fatto sino ad oggi circa l’80% dei casi presentati a noi derivano da famiglie di extra comunitari che hanno mediamente maggiore instabilità economica e che – soprattutto – tendono a generare molti figli. Inutile dire che si sono più volte a noi presentati e continuano a presentarsi casi di persone che, non appena acquisita la residenza, si sono recati all’ufficio del sociale per chiedere informazioni circa le sovvenzioni avendo a carico dei minori. Uno degli ultimi casi del Comune riguarda una famiglia di extracomunitari con 5 minori che abbiamo aiutato sino ad oggi anche solo per evitare che i piccoli venissero inseriti nelle comunità, mettendo così a rischio l’instabilità del bilancio comunale con pesanti aggravi per tutti i cittadini. Pochi giorni fa questa famiglia ci comunica di aver trovato abitazione lontano dal Comune di Torre Boldone, ma che necessitano di 5.000 euro per pagare l’intera annualità d’affitto! Ora: inutile dire che, qualora trasferissero la residenza noi elimineremmo un “problema” non indifferente, ma le problematiche sono le seguenti:

1) è moralmente corretto semplicemente spostare il problema da un territorio all’altro senza risolverlo? 
2) è corretto moralmente – seppur legalmente legittimo – utilizzare soldi di tutti per una sola famiglia che comunque, dopo tutti questi anni, possiamo pensare che non saranno mai in grado di mantenersi da soli? 
3) è davvero così ingiusto chiedere e sollecitare almeno gli extracomunitari di prendere coscienza che, se non sono in grado di mantenere da soli i propri bambini e viste le ormai crescenti problematiche pure tra cittadini italiani, dovrebbero valutare seriamente il rientro in patria?

Insomma le questioni sono molte.

Ci chiediamo anche quanta responsabilità abbiano alcuni Proprietari di case che, come già capitato, ‘sfruttano’ queste dinamiche a scapito di tutti. Inutile dire che stiamo valutando azioni legali almeno per i casi più gravi e per quelli in cui intravediamo estremi di ‘minaccia’ nei confronti dell’amministrazione comunale. C’è qualche parte politica che voglia seriamente impegnarsi per mettere sul tavolo del Governo questo problema? Oggi più che mai il Governo così apparentemente attento e disponibile verso la problematica dei più deboli che, però, pare identifichi solo con i clandestini o profughi, deve trovare una soluzione che, seppur ahimè utilizzando sempre soldi nostri, almeno cerchi di sostenere le realtà comunali. Questo è quello che accade in tutti i Comuni. Riteniamo doveroso che a questo punto tutti i predetti si uniscano in un’accorata richiesta di intervento da parte del governo e di risposte concrete”.

Il sindaco Claudio Sessa

L’assessore Vanessa Bonaiti

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