BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Riforma pensioni, Damiano: “La flessibilità aiuterà i giovani a trovare lavoro”

L'ex ministro sarà a Bergamo venerdì per spiegare l'impatto del provvedimento non solo per chi è a pochi passi dalla pensione, ma soprattutto per chi non riesce a trovare un impiego.

Una riforma delle pensioni che aiuta i giovani. E’ l’obiettivo della proposta lanciata nel 2013 dal presidente della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano. L’ex ministro sarà a Bergamo venerdì insieme Maurizio Martina e all’onorevole Elena Carnevali (Casa del giovane, ore 20.40 venerdì 15 gennaio) per spiegare l’impatto del provvedimento non solo per chi è a pochi passi dalla pensione, ma soprattutto per chi non riesce a trovare un impiego.

“La nostra proposta prevede la possibilità di andare in pensione con massimo quattro anni di anticipo, quindi a 62 anni e 7 mesi, a condizione che si abbiano 35 anni di contributi e si accetti una penalizzazione massima dell’8%, cioè 2% ogni anno – spiega Damiano -. E’ sostenibile? Il presidente dell’Inps Tito Boeri sostiene che possa costare 8,5 miliardi all’anno. Noi contestiamo quella cifra e siamo disposti a confrontarci. A nostro avviso si può fare a costo zero, perché la penalizzazione prevista per l’anticipo vale per sempre. Se mettiamo sulla bilancia quattro anni di costo e 19 di risparmio (considerata l’aspettativa di vita media di 85 anni) ci accorgiamo che siamo sostanzialmente  in pareggio. I vantaggi sono molti: risparmiare soldi altrimenti erogati sotto forma di indennità di disoccupazione o assistenza. La questione essenziale è che rifiutiamo il modello di lavoro che  nel 2043, un tempo nemmeno troppo lontano, prevede che si vada in pensione a 69 anni e 10 mesi di età”.

Per Damiano l’aspetto “cruciale” è l’occupazione giovanile. “Se il governo vuole davvero aiutare le nuove generazioni deve favorire il turn over, in favore di giovani lavoratori più propensi all’innovazione e alle nuove tecnologie, un aspetto che potrebbe far aumentare anche la produttività delle aziende italiane”. In questo senso la riforma delle pensioni può andare a braccetto con il Jobs Act. “Una cosa aiuta l’altra – continua Damiano -. Se non ci sono posti di lavoro sufficienti e crescita le imprese non assumeranno anche se gli incentivi sono consistenti”.

Il premier Matteo Renzi però non ha citato la flessibilità tra gli obiettivi prioritari del 2016. Per Damiano lo è, e non è disposto a fare passi indietro: “Renzi aveva promesso di affrontare il tema quest’anno. Deve mantenere la promessa. Mi auguro che il fatto di aver citato soltanto la riforma della pubblica amministrazione e il referendum di ottobre sulla riforma costituzionale non significhi che altri argomenti che non verranno affrontati. Su questo punto daremo battaglia, dopo i risultati ottenuti fin qui con le salvaguardie che hanno tutelato oltre 172.000 lavoratori e anche con la legge di stabilità”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.