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Profughi a Romano, la maggioranza: “Contrari ma non peseranno sulle casse comunali”

Partito Democratica e lista civica “Nicoli Sindaco” ribadiscono la loro totale contrarietà a questo tipo di accoglienza: “Nessun euro verrà comunque speso dal comune e dai cittadini di Romano per eventuali arrivi di profughi”.

La notizia del presunto arrivo di circa 200 profughi a Romano di Lombardia ha agitato la scena politica: si è mosso in prima persona il sindaco Nicoli che da subito si è detto contrario a tale ipotesi, poi anche l’opposizione di centrodestra. Ora a ribadire la posizione della maggioranza sono il Partito Democratico romanese e la lista civica “Nicoli Sindaco”.

“A proposito del presunto arrivo di un numero imprecisato di richiedenti asilo a Romano, il Partito Democratico e la Lista Civica “Nicoli Sindaco”, in assoluta sintonia con l’operato del Sindaco e della Giunta, ribadiscono la loro totale contrarietà verso tale ipotesi.

Contrarietà non certo dovuta ad un pregiudiziale rifiuto dei valori dell’accoglienza e dell’ospitalità, quanto piuttosto alle modalità ed alle forme con le quali si vuol far fronte ad un problema drammatico quale è quello del massiccio arrivo di profughi sul nostro territorio.

La modalità prevista dalla norma, che subordina l’ospitalità di queste persone a bandi pubblici aperti alle strutture private senza alcun coinvolgimento preventivo delle Amministrazioni interessate – ma solo successivo, come ribadito ancora martedì dal Signor Prefetto nell’incontro con il Sindaco di Romano – è una scelta che, seppur corretta sul piano formale, è poco coraggiosa e per niente lungimirante.

Noi siamo per l’accoglienza diffusa, come già avviene in molti altri Comuni della Lombardia (compresa la vicina provincia di Brescia dove pure sono in vigore le medesime normative), perché tale forma di accoglienza attiva permette una gestione più dignitosa ma anche più controllata degli ospiti e consente anche il coinvolgimento delle istituzioni civili, religiose e delle tante realtà associative.

È ovvio che l’accoglienza diffusa è una scelta che richiede coraggio alle Istituzioni chiamate in causa, a partire dalla Prefettura.

Vogliamo infine ribadire che, nonostante la demagogica campagna di disinformazione messa in campo da alcuni schieramenti politici, le casse del comune di Romano di Lombardia non vengono minimamente toccate. In altre parole, nessun Euro verrà comunque speso dal comune e dai cittadini di Romano per eventuali arrivi di profughi, siano essi in accoglienza diffusa o in strutture alberghiere”.

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