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Moviola in campo verso il sì: ecco le nuove regole a cui il calcio va incontro

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Il calcio verso la sua più grande rivoluzione. Ne sono convinti gli addetti ai lavori: dopo aver visto brillantemente all’opera la goal-line stanno spingendo per l’introduzione definitiva della moviola in campo. Che, per la prima volta, viene guardata con ottimismo anche dai vertici del football mondiale.

E il 5 febbraio a Cardiff l’International Board si radunerà per discutere le prossime modifiche regolamentari e valutare una serie di proposte molto importanti nell’economia del gioco.

Si parlerà anche di moviola in campo, appunto. Ma sarà solo un inizio. La novità, infatti, non entrerà in vigore prima del 2020 (secondo le previsioni più ottimistiche) dal momento che ogni suo punto deve ancora essere pensato, deciso e votato.

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E i dubbi sono ancora tanti. Le possibilità di analisi di una moviola sono in teoria infinite, ma i costi molto alti e i rischi (per il calcio come lo conosciamo) enormi. Si è deciso di definire un protocollo per stabilire: chi deciderà (l’opinione più logica è per l’arbitro); i casi su cui si deciderà; se il cronometro dovrà essere fermato o meno (e pare proprio di sì). L’accordo andrà trovato entro una riunione convocata a metà febbraio. Sarà molto difficile da applicare ai contrasti (non è mai chiara la dinamica), mentre il fuorigioco potrebbe essere più probabile.

Sei campionati si sono offerti (si parla di Serie B o Coppa nazionale) per la sperimentazione dal 2016-’17: Olanda, Usa, Brasile, Germania, Francia e Italia.

Ma il calcio non si ferma al totem della tecnologia, il contrario, e apre la strada a novità regolamentari che possono entrare in vigore dalla prossima stagione. La Gazzetta dello Sport in edicola mercoledì 12 gennaio ha pubblicato in esclusiva le novità più importanti. Eccole.

ABOLIZIONE TRIPLA SANZIONE — L’idea è questa: non abolire del tutto il “rosso” nel caso di fallo che impedisca una chiara occasione da gol. Sarà sempre espulsione in caso di fallo violento o che impedisce un gol “altrimenti inevitabile” (tipo mano sulla linea). Ammonizione, invece, per la semplice “occasione”. Anche qui un protocollo e poi il via a esperimenti in tornei di Serie B (o magari in Europa League, visto che l’Uefa è la più interessata), per verificare sul campo benefici e svantaggi. Un dubbio: come valutare il fallo del portiere?

FALLO DI MANO E “GIALLO” — Oggi l’ammonizione è automatica per il tocco di mano. Anche se commesso a centrocampo – magari a 70 metri dall’area, in zona non cruciale -, basta che impedisca all’avversario di ricevere il pallone. Il prossimo anno gli arbitri dovrebbero ammonire soltanto se, con il fallo di mano, verrà interrotta un’azione “efficace”, altrimenti semplice punizione. Dovrebbe anche esser cancellata la parola “deliberately”, cioè “volontariamente”: certificando così che sarà fallo se la mano e/o il braccio sono in posizione innaturale (non congrua).

“ROSSO” E VANTAGGIO — Oggi, in caso di fallo da “rosso”, l’arbitro deve sempre fischiare: questo però può impedire a chi attacca di concretizzare un vantaggio molto importante (per esempio, un’azione in campo aperto). Se passa la modifica, il prossimo anno l’arbitro potrà lasciare proseguire l’azione ed espellere chi ha fatto il fallo soltanto in seguito. In questi casi: a) dopo che il gioco si ferma (gol, palla fuori); b) se il gioco prosegue, con la possibilità di fermarlo (”stop tecnico”) nel momento in cui il giocatore da espellere è coinvolto nell’azione di ripartenza. 

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CURE MEDICHE IN CAMPO — Oggi, in caso di infortunio causato da un fallo che merita il “giallo” (o il “rosso”), il giocatore che lo ha subito deve lasciare il campo e rientrare successivamente. Col paradosso che la squadra che ha commesso il fallo può godere del vantaggio della superiorità numerica. La modifica? Il prossimo anno, se le cure mediche non saranno troppo lunghe (40 secondi/un minuto), l’infortunato non dovrà più uscire e, finite le cure, riprenderà a giocare dal campo. Non accolta invece l’espulsione a tempo per chi ha fatto il fallo.

ESPULSIONE PRIMA DEL VIA — In caso di fatti gravi o violenti nel pre-gara, l’arbitro potrà espellere i colpevoli anche prima del fischio d’inizio.

OSTACOLO AL RIENTRO — Se due giocatori finiscono fuori campo e uno tenta di rallentare il rientro dell’altro, oltre all’ammonizione non sarà più palla a due ma punizione (o rigore, se in area). Idem se uno della panchina o un medico entra in campo senza autorizzazione, così danneggiando un’azione.

PUNIZIONE SU FUORIGIOCO — Oggi, in caso di fuorigioco, la punizione si batte dove il giocatore in offside tocca palla: una zona che può anche essere 20 e più metri avanti alla posizione iniziale. La proposta è di batterla nella posizione iniziale.ù

LE ALTRE PROPOSTE — 1) Nuovo calcio d’inizio: c’è l’idea di poter indirizzare la palla dovunque, e non soltanto in avanti nel cerchio di centrocampo. 2) Gestualità degli arbitri: non sarà più necessario indicare il vantaggio con le mani avanti, per consentire una corsa più fluida e utile. 3) Quarto cambio nei supplementari: lo chiedono gli allenatori, lo suggerisce la commissione medica, rientrerebbe nella media (tre cambi in 90 minuti, quattro in 120’). 4) In caso di rigori per il risultato: se un giocatore è espulso durante i 5 tiri dal dischetto, anche l’altra squadra dovrà ridurre i suoi effettivi di uno. Altrimenti si rischia il paradosso che una squadra può far espellere il suo peggior rigorista così da fare tornare il migliore sul dischetto. Machiavellico ma possibile .

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