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Orizzonte Zingonia, la rinascita si costruisce con associazioni e reti sociali foto

Ecco alcuni dei piccoli ma preziosi passi, prefissati come obiettivi del 2016 da “Orizzonte Zingonia”, il progetto di riqualificazione sociale e di sviluppo di comunità sostenuto da Fondazione Cariplo

Uno spazio giovanile interculturale nel bel mezzo delle problematiche “Quattro Torri”, un contalitri in ogni appartamento per sistemare i problemi con le bollette idriche e l’allacciamento dell’elettricità a Casa Mamadou, lo spazio di portierato intitolato al bambino di origine senegalese tragicamente scomparso pochi mesi fa.

Sono questi alcuni dei piccoli ma preziosi passi, prefissati come obiettivi del 2016 da “Orizzonte Zingonia”, il progetto di riqualificazione sociale e di sviluppo di comunità sostenuto da Fondazione Cariplo, promosso e gestito da tre imprese sociali (oltre alla capofila Il Pugno Aperto di Treviolo, del gruppo fanno parte il Consorzio Famiglia Accoglienza di Brignano Gera d’Adda e la Fondazione San Giuliano di Ciserano) e i cinque Comuni del territorio di Zingonia.

Come spiega la nota stampa inviata dal progetto, dopo la prima esperienza di “Zingonia 3.0”, da giugno “Orizzonte Zingonia” ha raccolto l’eredità del lavoro – forse più silenzioso, ma non per questo meno importante – dei predecessori cogliendo importanti risultati, raggiungendo obiettivi insperati. L’equipe che sta seguendo da vicino le iniziative del progetto (sei operatori di formazione sociale, oltre a un amministratore di condominio, tutti in costante rapporto con le forze dell’ordine, in particolare con il vicino comando dei Carabinieri) ha consolidato un gruppo eterogeneo, capace di ascoltare e di ascoltarsi l’un l’altro, con le competenze adatte per trattare i complessi problemi che ormai da anni affliggono il territorio di Zingonia: temi non solo sociali, ma anche di natura pratica, operativa. Da qui un complesso lavoro casa per casa, di una conquista metro dopo metro legata al lavoro di mappatura sociale di una zona che deve fare anche i conti con chi, sul disagio, prolifera.

L’obiettivo raggiunto è quello di una gestione dei condomini “Quattro Torri” e Barbara 1 che si avvicini a quella “ordinaria” in cui viene effettuato un preventivo con scadenze delle rate da far rispettare a tutti i condomini che vi abitano, coinvolgendoli direttamente tramite la sensibilizzazione al rispetto delle regole di civile abitazione e attraverso un controllo capillare effettuato dagli operatori in concerto con gli stessi abitanti. Questo dovrà creare una situazione tale che coloro che non pagano senza un giustificato motivo (che sarà verificato caso per caso) dovranno in qualche modo rendere conto alla comunità attiva che studierà il modo di mettere in difficoltà i “furbetti del quartiere” che sono all’origine del degrado e del disagio sociale.

A coloro che sono senza lavoro e possibilità economiche verrà data la possibilità di onorare il loro impegno nel condominio con lavoretti interni che saranno quantificati e valorizzati in modo da dare dignità a chi è in difficoltà, ma non alle spalle di chi ha un lavoro e che con sacrificio riesce a mala pena a pagare la sua parte. Si vuole quindi arrivare alla costituzione di un’associazione che sostenga i condomini senza amministratore e aiuti quelli in difficoltà a non arrivare ad una situazione di completa ingestibilità come quella che gli operatori del progetto si sono trovati ad affrontare.

Il tutto all’insegna del mutuo intervento, con gli abitanti del palazzo che – sollecitati dagli operatori di Orizzonte Zingonia – iniziano ad attivarsi pensando al bene comune: “I problemi, ovviamente, non possono dirsi risolti – spiegano gli operatori del progetto, che come quartier generale utilizza proprio uno spazio commerciale nel bel mezzo di piazza Affari -. Ma il sentiero è ormai intrapreso, e l’intenzione è quella di percorrerlo fino in fondo”.

Ecco quindi che la ripresa è inevitabilmente lenta, ma sempre più tangibile: dal cortile delle Quattro Torri alla portineria del Barbara Uno, nel 2015 molti spazi hanno iniziato a mostrare segni di riqualificazione. I residenti sono stimolati a sviluppare spazi e azioni condivise, a partire della sempre più partecipate assemblee condominiali, impensabili fino a poco tempo fa. Certo, non si tratta ancora di numeri che possono far cantare vittoria, ma tra gli operatori e i referenti del progetto la sensazione di aver fatto dei concreti passi in avanti c’è tutta.

Uno dei primi risultati, appena un anno fa davvero impensabile, è stata la riqualificazione della scala e della portineria del “Barbara Uno”, uno dei palazzi più contraddittori di Piazza Affari, dove nel periodo natalizio sono anche spuntati addobbi e festoni che nemmeno nei “tempi d’oro” della zona erano stati appesi nel palazzo. “Il tutto è stato condiviso con i condomini: l’obiettivo non è quello di sostituirci a loro. Lavoriamo sotto traccia, rimanendo umili, pur riuscendo a coinvolgere gli altri”, spiegano gli operatori di Orizzonte Zingonia.

La parte condominiale continua quindi ad essere la sfida più ambiziosa e impegnativa dell’intero progetto: l’attenzione è sullo spazio tra la porta di casa (alcuni appartamenti, tra l’altro, sono davvero ben gestiti dai condomini) e il cortile, spazio che per più di un motivo spesso implode, diventando terra di nessuno. Questo in particolare nelle Quattro Torri e nel Barbara Uno, dove i sistemi fisiologici di gestione tra i condomini erano saltati da tempo, senza alcun amministratore che facesse da collante. Da qui la comunicazione e l’azione, due fasi che hanno portato al cambiamento fisico, con l’obiettivo che è ora di riuscire a creare un sistema autonomo, in grado di autorigenerarsi.

Qualche esempio? Casa Mamadou, dove nei prossimi giorni arriverà la corrente, con un gesto davvero simbolico ma anche importante dal punto di vista operativo; o ancora la difficoltosa pulizia dei garage operata nelle Quattro Torri, guidata anche da nuovi capiscala con tanto di fondo cassa; o addirittura un contalitri in ogni appartamento per sistemare gli annosi problemi legati al consumo (e conseguente pagamento) dell’acqua. Grazie ad un accordo con Uniacque, il debito accumulato negli anni da molti condomini verrà completamente individualizzato ed estinto grazie ad un piano di rientro, mentre grazie ai nuovi contatori si spera di evitare problemi del genere nel prossimo futuro.

Ma a far ben sperare c’è tutta la rete che si sta creando nell’orbita di Orizzonte Zingonia. Non solo le cinque amministrazioni (Verdellino, Verdello, Ciserano, Boltiere e Osio Sotto) che, al di là di ogni colore politico, sostengono attivamente il progetto, ma ad aiutare ci sono gli scout, le parrocchie, l’oratorio, la scuola e tanti, tantissimi volontari. Come quelli dell’associazione Progetto Karol, che hanno messo il loro tempo e le loro capacità a disposizione di chi ha bisogno.

Nel 2016 l’obiettivo di Orizzonte Zingonia sarà anche quello di sviluppare altri temi: a partire da quello degli Orti Sociali, progetto avviato sperimentalmente con Zingonia 3.0 nel parco del Centro Sociale, che negli ultimi mesi del 2015 ha visto attivare nuove esperienze presso l’asilo nido e la scuola primaria e che nel 2016 cercherà di allargarsi negli spazi condominiali e negli spazi pubblici verdi.

L’orto rappresenta un’occasione per fare comunità, riqualificare il territorio e produrre anche piccoli risparmi famigliari; verranno poi lanciate diverse iniziative pensate per i giovani, da uno spazio di aggregazione all’interno delle Quattro Torri (qualcosa di davvero impensabile fino a pochi mesi fa) fino a progetti di alternanza scuola-lavoro o Learning weeks con esperienze formative a Zingonia.

L’idea è quella di offrire un’ulteriore opportunità ai giovani di Zingonia per riflettere sul tema dell’identità culturale, della qualità dei luoghi, della responsabilità e della cittadinanza attiva e di ospitare ragazzi provenienti dalle scuole bergamasche per brevi ma significative esperienze formative per avere un’idea diretta e meno stereotipata di Zingonia.

Zingonia è, infatti, un luogo “dove si impara” come hanno dimostrato i workshop con studenti universitari internazionali sul Disegno urbano e l’architettura del paesaggio coordinati nel corso degli ultimi anni da Deni Ruggeri che attualmente insegna alla NMBU – Norwegian University of Life Sciences di Oslo. Temi che possono essere approfonditi con efficacia ripercorrendo la storia peculiare di Zingonia e proposti anche ai giovani studenti delle scuole di Zingonia che come, accaduto lo scorso anno, hanno partecipato con impegno e passione a un laboratorio sul Paesaggio e la città vivibile promosso dal progetto. Percorso che verrà sicuramente riproposto nel corso del 2016. E poi, ancora, in ordine sparso: cineforum sotto le stelle, anguriate e altri momenti comunitari. Come qualche giorno fa, quando gli operatori di Orizzonte Zingonia hanno distribuito panettoni agli abitanti delle Quattro Torri. Un piccolo regalo simile a una speranza, da cogliere.

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