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“Ho visto la morte in faccia, mi ha salvato l’airbag”

La testimonianza di un 30enne di Casirate d'Adda uscito indenne da un frontale venerdì 8 gennaio mentre tornava dal lavoro

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E’ il 6 gennaio quando l’avventura lavorativa di A.P. ha avuto inizio. Quel giorno, a bordo della sua Polo bianca, è partito per scrivere un nuovo capitolo della propria vita, a Torino.

La posta in gioco è alta. Un impiego stabile in un ambiente professionale riconosciuto, per lui, da sempre grafico 3d freelance e con poca stabilità.

“Ero contentissimo – ha detto – , finalmente uno stipendio buono e delle ottime prospettive”.

Venerdì 8 gennaio, il 30enne decide di far ritorno a Casirate d’Adda per il weekend, e per recuperare alcuni oggetti di utilità quotidiana.

“Sfortuna ha voluto – ha continuato – che fossi distratto quando ho saltato lo svincolo ad Alessandria per la Milano-Genova direzione Binasco perché ero al telefono, in vivavoce, con un’amica. Dunque, ho deciso di procedere il direzione Piacenza prendendo l’uscita all’altezza di Lodi.

Una brutta strada. Molte buche e molto poco illuminata. Ho quindi proceduto con cautela, chiudendo la telefonata e concentrandomi sulla guida”.

Erano le 22 quando A.P. esce in direzione Dovera, nel lodigiano. Di lì a poco l’impatto.

“Non ho fatto caso alla vettura che arrivava nel senso opposto finché non l’ho vista di fronte a me – ha ricordato – , ho cercato di sterzare subito a sinistra ma non ho fatto in tempo, anche se al momento ho creduto di farcela. Con questa manovra ho evitato l’impatto diretto, ma sono comunque finito sul lato destro”.

Le cause dello scontro in un primo momento sono risultate poco chiare. Molto probabilmente, sono riconducibili a uno sbandamento.

Il designer casiratese, che poco prima si è visto puntare i fari dell’auto che inesorabile procedeva verso di lui, un istante dopo si è ritrovato immobile e incollato al sedile per via degli airbag, col motore della sua vettura acceso a lato della carreggiata. Probabilmente, ha anche perso conoscenza per qualche minuto.

Poi c’è stato l’intervento delle forze dell’ordine e dei soccorsi, che hanno ripristinato l’ordine.

Della coppia di fidanzati che si trovava a bordo dell’automobile che giungeva nel senso opposto nessuno è in pericolo di vita.

“Ammetto che mi stava venendo una crisi di pianto – ha confessato A.P. – , per la situazione in cui mi ero ritrovato, per lo spavento, il rischio e la consapevolezza di poter aver rischiato molto di più. Ora mi ritrovo con una macchina distrutta e un lavoro che chi lo sa come andrà a finire.

Cosciente, però, di essere stato molto fortunato. L’airbag mi ha letteralmente salvato la vita. Anche i sanitari del pronto soccorso stentavano a credere che fossi proprio io, quello dell’auto bianca”.

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