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Atalanta, involuzione da paura: negli ultimi due mesi il fortino è crollato fotogallery

I nerazzurri non sono più quelli che a inizio campionato avevano dettato legge al Comunale, e non solo per colpa della cessione di Maxi. La classifica resta rassicurante, ma serve una svolta al più presto

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Ciao ciao fortino.

In due mesi e mezzo l’Atalanta ha buttato via un po’ del tesoretto che, in buona parte, aveva costruito in casa: tre vittorie su quattro fino alla decima giornata (2-0 al Frosinone, 2-1 alla Sampdoria, 3-0 al Carpi e 2-1 alla Lazio, unico pareggio 1-1 col Verona), una vittoria e tre sconfitte poi (ko con Torino 0-1, 3-0 al Palermo, di nuovo ko con Napoli 1-3 e Genoa 0-2). Tanto per dire del cambio di passo: alla decima giornata l’Atalanta era a un passo dall’Europa, settima con una classifica che vedeva in testa la Roma con 23 punti, poi Fiorentina, Napoli e Inter a 21, Lazio e Sassuolo 18, Atalanta a 17. La Juve rincorreva a 12, l’Empoli a 11.

D’accordo che i conti si fanno alla fine, però in nove partite i nerazzurri hanno poi raccolto solo 7 punti. Non sono precipitati, perché dietro non sono dei fulmini e la salvezza è sempre a debita distanza, il tesoretto dava un bel margine prima (11 punti sulla terzultima, il Bologna) e adesso (9 punti sul Frosinone).

Stiamo tranquilli? Fino a un certo punto.

Vero che i record negativi non sempre hanno avuto conseguenze, vedi l’Atalanta di Colantuono con quattro sconfitte consecutive e comunque ampiamente salva e vent’anni fa l’Atalanta di Mondonico, con Morfeo e Vieri che… tenetevi forte, incappò in sei sconfitte di fila, proprio tra dicembre e gennaio (Cagliari 2-0, Fiorentina 1-3, Lazio 5-1, Juve 0-1, Padova 3-2, Parma 2-0), per poi riprendersi il 28 gennaio, 2-1 in casa alla Roma con gol di Delvecchio, Pisani e Morfeo.

Atalanta-Genoa 0-2

Però, se ne sono accorti anche i sassi, quattro ko consecutivi sono preoccupanti, lo stesso Reja ammette che non c’è più la brillantezza fisica, non si costruiscono più palle gol e la squadra fa molta più fatica a fare gioco. Non è al Maxi, facile la battuta, ma il problema non è solo la perdita di Moralez.

Proviamo a controllare? A Bologna, brutto ko (3-0), c’erano D’Alessandro, Denis e Gomez; in casa col Torino (0-1) Moralez, Denis e Gomez; a Verona col Chievo (ko 2-1), Moralez, Denis e Gomez. Non calcoliamo il ko col Napoli, che ci può stare e tutto sommato dopo un buon primo tempo.

La realtà è che c’è stata un’involuzione nella squadra: brillante e per la prima metà dell’andata al passo della rivelazione Sassuolo, poi frenata e comunque calata, fisicamente e mentalmente. Non solo perché se n’è andato Maxi, che come ha riconosciuto Reja ha dato tanto ed era spesso tra i migliori. Ma quando tirava il fiato lui c’era Gomez che andava a mille, mentre ora tutto (o quasi) l’attacco resta sulle spalle del Papu, con Denis che fatica a reggere ed è ormai lontano dal Tanque che valeva una quindicina di gol.

Non solo. I nuovi erano il vero valore aggiunto della squadra, quel centrocampo con de Roon e Grassi a dare intensità e ritmo e Cigarini che si stava reinserendo. Carmona ha giocato solo otto partite…

E’ un brutto colpo il ko col Genoa perché è una pari grado e poi ancora al Comunale, dove l’Atalanta aveva costruito una gran bella classifica.

Edy Reja

Un primo segnale negativo si era avuto col Torino, poi sul campo del Chievo si è avuta la conferma di quanto la squadra di Reja soffra contro avversari che fanno del contatto fisico e dell’agonismo la loro prerogativa. Che si chiudono e via in contropiede, abbiamo visto il Genoa come ne ha approfittato.

Non sarà l’esame con l’Inter a dire se l’Atalanta sta guarendo, ma certo da Frosinone in poi bisognerà ripartire per forza. Con o senza mercato: almeno un paio di ritocchi sono fondamentali, per ridare ossigeno a un attacco che non punge quasi più.

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Commenti

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  1. Scritto da veronika

    Belotti davanti è la scelta più logica. Monachello + qualche spicciolo dovrebbero convincere Cairo.
    Come sostituto di Maxi (sanguinosa la cessione dell’uomo più forte in squadra) mi aspetto un colpo da Sartori come Tannane (anche se mi dicono sia passato al St Etienne) o Larsson, oppure un nome nuovo.

  2. Scritto da Zanzara

    La squadra da un mese é in apnea. I Dirigenti dicono: “Stiamo lavorando sott’acqua!”. L’unica cosa che trovano sono i “granchi”.