BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Psichedelia, progressive e attitudine “freak”: ecco i Winstons

Roberto Dell'Era (Afterhours), Enrico Gabrielli (Calibro 35) e Lino Gitto (UFO) sono i Winstons: il power trio "composto da basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale" che venerdì 8 gennaio suonerà al Druso di Ranica. Li abbiamo intervistati in anteprima...

Più informazioni su

Nel 1971 Andrew Latimer e Peter Bardens fondavano i Camel. Quasi mezzo secolo più tardi Roberto Dell’Era (Afterhours), Enrico Gabrielli (Calibro 35) e Lino Gitto (UFO) danno vita ai Winstons. Che cos’hanno in comune le due band, se non il nome di una nota marca di sigarette? In primis, la passione per il prog-rock. Specialmente quello made in Canterbury: un pentolone di musica psichedelica, progressive rock, beat, jazz, avantgarde, spirito hippie e cultura dadaista nato a metà degli anni Sessanta e caratterizzato da un approccio senz’altro più ironico e ‘freak’ – chiamiamolo così – rispetto al rigore virtuosistico del prog ‘classico’, quello di Genesis e King Crimson, tanto per intenderci.

Il tappeto volante degli Winstons spicca il volo partendo proprio da quì: da quell’angolo di spazio e tempo che ha partorito band leggendarie come i Gong di Daevid Allen e i Soft Machine di Robert Wyatt.

Abbiamo intervistato Lino Gitto in occasione del concerto che venerdì 8 gennaio li vedrà protagonisti al Druso di Ranica.

Mercoledì 6 gennaio è uscito il vostro primo disco. Come e quando è nato il progetto Winstons? 

“E’ nato in primis dalla forte amicizia che lega me, Roberto ed Enrico. Un’amicizia che ci ha portato a condividere palchi in tutt’Italia. Leggenda vuole che mentre si trovava a Tokyo, precisamente a Kōenji, un quartiere di artisti e tizi – cosiddetti ‘alternativi’ – vestiti un po’ come gli pare a loro, Enrico sentì provenire dagli altoparlanti qualcosa tratto da “Tarkus” di Emerson, Lake and Palmer. Subito dopo partì un Rondò Veneziano… Ora, discutere dei gusti musicali del Sol Levante mi pare inutile, visto che hanno un senso del bello tutto loro. Detto questo, Enro ci chiamò e fu così che nacquero i Winstons. Ci dissimo che quella che c’era a Kōenji era musica un pò di merda, e che noi ne avremmo fatta di migliore. Forse”.

Sta di fatto che il Sol Levante non deve dispiacervi, visto che cantate anche in lingua giapponese…

“In giapponese, certo. Ma anche in inglese. Pure la copertina del disco è realizzata da un artista giapponese. Si chiama Gun Kawamura. Che, tra l’altro, è anche l’autore dei testi di due brani dell’album (“Diprotodon” e “Number Number”, ndr), cantati proprio da Rob ed Enro. E poi, la nostra etichetta, la AMS, ha molti contatti in Giappone, quindi…”

Quindi, è tutto molto chiaro… Detto questo, la vostra non può essere stata una scelta di marketing. Cantare in italiano, al giorno d’oggi, sembra essere diventato un requisito indispensabile per avere successo e vendere dischi. E poi, diciamoci la verità, anche il progressive non è esattamente un genere facile da masticare. E’ un po’ lo ‘slow food’ del rock, siete d’accordo?

“Certamente. Il nostro, infatti, non vuole essere un progetto mainstream. Facciamo quel che ci pare e piace, cercando di ripercorrere le orme degli artisti che hanno segnato la nostra passione musicale. Vogliamo divertirci e, se possibile, divertire. Tutto qua”.

E questo vi fa onore. In ogni caso, siamo distanti anni luce dalle colonne sonore poliziottesche reinterpretate dai Calibro 35 e dall’alt-rock degli Afterhours. E’ strano pensare ad un progetto che coinvolga musicisti provenienti da esperienze musicali così diverse.

“Il bello, forse, è anche questo. Abbiamo deciso di suonare quel che ci piaceva da ragazzini: Gong, Soft Machine, Pink Floyd… A dirla tutta, nemmeno sapevamo quale risultato avremmo ottenuto una volta entrati in studio. Eppure, ‘The Winstons’ è un bel disco. Non lo dico per tirare l’acqua al nostro mulino. Sono davvero contento del lavoro svolto con Enrico e Roberto”.

Ovvero, ‘Enro’ e ‘Rob’ Winston. Ho notato che, proprio come all’epoca fecero i Gong, avete giocato con i soprannomi…

“Si, è vero. Ci siamo costruiti degli pseudonimi. Questo anche per evitare il solito accostamento con i Calibro 35 e gli Afterhours”.

E tu, dei tre, chi saresti?

“Io sono Linnon Winston, quello con i baffi”.

E il nome ‘Winstons’, da dov’è saltato fuori?

“Il nome della band è nato subito, alla prima prova. Abbiamo visto il nome del pacchetto di sigarette che eravamo soliti fumare e abbiamo pensato di chiamarci così, senza esitare”.

Che cosa vi aspettate da questa union e dove sperate possa condurvi?

Come ho già detto, il primo obiettivo è divertirci e divertire. E poi, suonare… In Italia come all’estero, dove ci aspettiamo un maggior numero di concerti. Per essere una band appena nata, siamo già parecchio seguiti sui social”.

A tal proposito, gennaio sarà un mese fittissimo di date…

“Gennaio sarà un vero e proprio tour de force. Abbiamo date fissate in tutt’italia, dal 6 al 31 gennaio, con pochissimi giorni di riposo. Abbiamo voluto una cosa in stile anni ’60 e ’70, ‘on the road‘, dove ci si fa il mazzo giorno per giorno viaggiando col furgone. Al resto, ci penserà il nostro tour manager. Sai una cosa? Non lo invidio proprio”.

Cosa dovrà aspettarsi chi verrà a sentirvi suonare al Druso?

“Un concerto decisamente ‘vintage’, chiamiamolo così. Siamo un power trio composto da basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. La nostra musica è libera, per natura e vocazione”.

E allora, ecco “Nicotine Freak”, il primo singolo estratto dall’album. Per una band che si chiama The Winstons, non poteva esserci titolo più azzeccato.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.