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Il modello Bergamo e la Dc: Franco Cortesi, libro e incontro

Franco Cortesi, classe 1935, che è stato presidente degli Ospedali Riuniti per un quinquennio fino al 1980, ma anche assessore a Bergamo nella giunta Zaccarelli, prova a tracciare un filo tra la Democrazia Cristiana e la città. E lo fa in un libro, "Bergamo 1990-2010 Un modello sospeso?", che viene presentato venerdì.

Un democristiano. Un democristiano lucido e poco incline ad accettare semplificazioni sul suo partito ma, fin da giovane, anche i diktat di partito. Franco Cortesi, classe 1935, che è stato presidente degli Ospedali Riuniti per un quinquennio fino al 1980, ma anche assessore a Bergamo nella giunta Zaccarelli, prova a tracciare un filo tra la Democrazia Cristiana e la città. E lo fa in un libro che propone un’intervista rilasciata appositamente al giornalista Franco Cattaneo (“Quando da ragazzi andavamo alla Dc”) e gli interventi pubblicati sull’Eco di Bergamo dopo che la Dc ha concluso la sua parabola politica.

Un filo, dicevamo, ed è il filo che appare sulla copertina di “Bergamo 1990-2010 Un modello sospeso?” (edizioni Corponove), in un’acquaforte di Andrea Mastrovito che si intitola “Come tracciare una linea”. Spiega Cortesi: “Non si sa cosa o chi sostiene, ma la corda regge…  il linguaggio dell’arte tradotto in termini comunitari e sociali ci aiuta, ci parla di politica, della buona politica”.

La buona politica, già, il filo che Franco Cortesi vuole seguire nel delineare il ruolo della Democrazia Cristiana nella Bergamo dal dopoguerra agli anni Novanta, con scelte, impostazioni e decisioni che ancora oggi condizionano la città: “La Dc a Bergamo – scrive Cortesi, che è stato, nei primi anni Duemila, tra i fondatori dell’Aratro, gruppo civico che ha sostenuto la candidatura di Roberto Bruni a sindaco – ha dato complessivamente buona prova di sé, governando con correttezza, pulizia e imparzialità… Questa straordinaria esperienza di democrazia, pur con tutti i suoi errori e omissioni, ha lasciato sicuramente un’eredità positiva… La lezione che viene dall’esperienza e dalla fine della Dc è moto amara. Non è stata sconfitta in battaglia, anzi è stato il suo avversario, il Pci a essere sconfitto dalla storia. Complementare a questo, la mancanza di ricambio della classe dirigente e di leadership, e anzi il suo senso di impunità, la sua permanenza immutabile grazie al sistema di spartizione delle correnti. Una fine ingloriosa e inevitabile. Peccato…”

Il libro di Franco Cortesi verrà presentato venerdì 8 gennaio alle 17.30 alla Sala Galmozzi (via Tasso 4). Intervengono: Gilberto Bonalumi, Ivo Lizzola, Filippo M. Pandolfi e Giorgio Gori. Coordina Franco Cattaneo editorialista del L’Eco di Bergamo.

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