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“Dissequestrate Massimo”: raccolta firme per la scarcerazione di Bossetti fotogallery

Petizione on line ideata da una 40enne milanese per chiedere al ministro Orlando la scarcerazione del carpentiere di Mapello rinchiuso dal 16 giugno 2014 come presunto omicida di Yara Gambirasio

“Dissequestrate Massimo”. E’ il titolo della petizione on line ideata da Cristina Gibi, una 40enne milanese, per chiedere al ministro della giustizia Andrea Orlando la scarcerazione di Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere 45enne di Mapello rinchiuso dal 16 giugno del 2014 per il delitto di Yara Gambirasio.

Un’iniziativa lanciata in rete a inizio anno (LEGGI QUI) e che in pochi giorni ha già raccolto circa 150 firme, da parte di bergamaschi e non solo.

“Petizione per consentire a Massimo Bossetti l’assegnazione ai domiciliari, a casa propria con braccialetto elettronico, al posto del carcere – si legge nel testo dell’iniziativa – ! Si chiede al ministro di giustizia onorevole Andrea Orlando di verificare perché la Corte ha disatteso la legge in vigore sulla carcerazione preventiva!”.

Il riferimento è al rifiuto della Corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja di fronte alla richiesta avanzata nel corso dell’ultima udienza, lunedì 21 dicembre, da parte dei legali di Bossetti.

Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini avevano presentato un’istanza di scarcerazione basata su una presunta insussistenza delle esigenze cautelari, anche alla luce dell’entrata in vigore della riforma della custodia.

I due legali avevano aggiunto che il pericolo di reiterazione del reato non c’è e che comunque Bossetti non potrebbe reiterare alcun reato, se posto agli arresti domiciliari, magari con braccialetto elettronico.

Di diverso avviso la Corte, che ha negato la richiesta, secondo cui il pericolo di reiterazione si desume in maniera specifica per Bossetti dalle circostanze particolarmente efferate in cui è stato commesso il delitto della giovane ginnasta.

Un giudizio in linea con quello espresso da giudici o collegi giudicanti dopo le otto precedenti istanze, che hanno sempre negato la scarcerazione.

Ma Salvagni e Camporini non mollano e sabato 2 gennaio hanno depositato un nuovo ricorso al Riesame di Brescia, contro l’ordinanza emessa dalla Corte d’Assise il 23 dicembre.

Una battaglia per la libertà di Bossetti che ora trova il supporto anche della rete, con la raccolta firme “Dissequestrate Massimo”.

“Fino al terzo grado di giudizio è giusto che Bossetti possa rimanere a casa con la propria famiglia – aggiunge Cristina Gibi, l’ideatrice della petizione che sta girando anche su Facebook – . Come è stato ad esempio per Alberto Stasi. Se non sono disponibili questi braccialetti elettronici, possiamo anche compraglielo noi.  Non conosco personalmente Bossetti, mi batto solo per la giustizia. Tante cose non mi tornano in questa indagine”.

“Ho preso parte nel 2011 al funerale di Yara – conclude – e ho un figlio che ora avrebbe la sua età. Posso capire cosa sta provando sua madre e voglio che si arrivi alla verità su questo caso”.

Commenti

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  1. Scritto da Albertino

    Senza vergogna!