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Atalanta, a Udine la prima senza Maxi. Per iniziare l’anno col botto foto

Dopo le due sconfitte consecutive contro Chievo e Napoli, la squadra di Reja riparte da una trasferta piuttosto ostica

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L’Epifania che tutte le feste si porta via, ci riporta però nel campionato che una volta era definito il più bello del mondo. E così, dopo le due sconfitte consecutive contro Chievo e Napoli, l’Atalanta riparte da Udine e da una trasferta piuttosto ostica.

Circa un mese fa le due squadre si erano affrontate nello stesso luogo in una gara valida per la Coppa Italia e in quella occasione una Dea troppo leggera e sciupona aveva ceduto le armi e il passaggio del turno ai friulani.

Certamente la gara di oggi, che peraltro si giocherà all’ora di pranzo, avrà tutt’altro valore, non foss’anche per la presenza in campo dei titolari di entrambe le squadre che all’inizio di dicembre avevano invece lasciato il posto (come spesso succede al di fuori del campionato) alle seconde linee.

La prima cosa da evidenziare è che si giocherà nel nuovissimo stadio del Friuli, un gioiellino che, proprio in questi giorni, dopo i lavori di ristrutturazione e di rifacimento delle due curve e dei distinti, ha ricevuto anche l’omologazione del settore ospiti nel quale, si spera, si siederanno numerosi tifosi atalantini, pronti ad incoraggiare i loro beniamini.

La squadra bianconera non è più la forte formazione che negli scorsi anni ha fatto soffrire tutte le grandi del campionato, ma non è certamente una squadra da sottovalutare. Quindi non c’è alcun dubbio sul fatto che se l’atteggiamento con cui la squadra orobica si presenterà in campo sarà quello di alcune trasferte apparentemente abbordabili (Bologna e Chievo), il rischio di finire nello stesso modo potrebbe diventare realtà.

Quindi che Atalanta vedremo? La sosta sarà servita per riordinare le idee o i giocatori saranno reduci da bagordi e panettoni? Scherzi a parte, qualche curiosità l’ho, a partire da come mister Reja pensa di sostituire il Frasquito Maxi che è tornato nel suo continente accettando le offerte dei messicani del Leon.

Come ho già avuto modo di esternare, Moralez non sarà certamente stato Messi, ma era un giocatore che, pur con alcuni evidenti limiti (fisico, forza e tiro), faceva della fantasia e della classe le sue armi vincenti. Se devo fare un bilancio della sua permanenza a Bergamo, non posso che scriverne bene; sono più le volte che mi è piaciuto che quelle in cui non gli avrei dato la sufficienza, ma soprattutto quello di cui, da tifoso (permettetemi), lo ringrazio è che non si è mai tirato indietro, ha sempre corso e lottato come un leone: insomma la maglia sudata, sempre.

Per capire come Reja intenda far fronte, a regime, a questa partenza dovremo forse attendere la fine di questo mese e quindi del mercato di riparazione. Diversi sono i nomi sul taccuino dei dirigenti atalantini, vedremo cosa succederà.

Per quanto concerne invece il presente, dando per scontato il fatto che il mister goriziano non intenda modificare il proprio modulo 4-3-3, sarà D’Alessandro a far parte del tridente d’attacco insieme al Papu e al Tanque (non ancora pronto Pinigol che però dovrebbe essere convocato).

In difesa, l’assenza di Paletta costringerà mister Reja a schierare il rientrante Cherubin e Toloi (che sembra preferito a Stendardo). Le due fasce difensive saranno appannaggio di Bellini e Dramè (indisponibile Raimondi).

Nel centrocampo nerazzurro, inamovibili Grassi e De Roon, ci sarà un ballottaggio tra Kurtic (anche lui rientrante dal turno di squalifica) e Ciga per il terzo posto disponibile.

Mister Colantuono dal canto suo recupera sia Thereau che Heurtaux, mentre invece appare molto difficile che Kone possa essere convocato. Sarà quindi con tutta probabilità il temibile attaccante francese ad affiancare il grandissimo Totò Di Natale, anche se diverse sono le alternative a disposizione del tecnico bianconero (Aguirre, Perica).

Ancora assente invece Duvan Zapata, che si è però ristabilito dall’infortunio ed è prossimo a mettersi a disposizione del suo allenatore. In difesa l’assenza per squalifica di Wague sarà colmata da Piris. In mezzo al campo dovrebbero essere schierati dal primo minuto Badu, Lodi e Iturra.

Per quanto riguarda i precedenti, Udinese e Atalanta si sono affrontate, 31 volte al Friuli. I padroni di casa hanno vinto in 18 occasioni, l’Atalanta in 7 e 6 sono stati i pareggi. Tenendo invece conto anche delle gare disputate a Bergamo, nel totale delle 61 sfide 24 sono le vittorie dei friulani, 17 quelle degli orobici mentre le due squadre si sono divise la posta 20 volte. Sono complessivamente 78 i gol segnati al Friuli, 49 di marca bianconera e 29 nerazzurra.

Lo scorso anno un gran gol di Di Natale e un colpo da biliardo di Thereau fissarono il risultato sul 2-0. L’ultimo pareggio risale al campionato 2013-2014, quando la gara terminò 1-1 con gol di Brivio e Di Natale. L’ultima vittoria dell’Atalanta in terra friulana é invece datata 2010, quando i nerazzurri vinsero 3-1 grazie ai gol di Tiribocchi, Valdés e De Ascentis (di Lodi la marcatura per i friulani).

L’Udinese in casa, nella sua storia, non è mai andata oltre il 3-0 contro l’Atalanta. La partita più ricca di gol risale alla stagione 2000-2001, quando i nerazzurri vinsero per 4-2 (Sottil, Gargo e doppiette di Ventola e Morfeo).

Gli ex della gara sono due. Sulla panchina bianconera siederà Stefano Colantuono, allenatore nerazzurro per ben 7 stagioni (2005/2007 e 2010/2015) durante le quali, pur ricevendo diverse critiche per il suo gioco definito non proprio brillante, ha avuto indubbiamente dalla sua parte i risultati: 2 promozioni dalla B alla A, due salvezze raggiunte nonostante la penalizzazione di punti, record di punti e di vittorie in serie A. Personalmente l’ho sempre difeso, i risultati raggiunti parlano chiaro e faranno storia.

In maglia nerazzurra l’altro ex è il Tanque Denis che con la maglia bianconera ha disputato il campionato 2010-’11 collezionando 25 presenze con 4 reti.

Attendiamo dunque con trepidazione le 12.30 per vedere se la Dea comincerà il nuovo anno in maniera positiva.

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