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Piano emergenza smog, Legambiente: “Serve più decisione” fotogallery video

Legambiente Bergamo, che domenica è scesa in strada in bicicletta per chiedere alle istituzioni più attenzione al tema inquinamento dell'aria, rivolge un appello ai sindaci attraverso il suo presidente Nicola Cremaschi.

I sindaci dell’hinterland si sono dati una settimana per convocare un tavolo operativo e varare un nuovo protocollo contro l’emergenza smog. Le misure non sono state ancora discusse anche se dalle prime ipotesi sembra che l’intenzione dei primi cittadini sia di fissare alcuni provvedimenti automatici in caso di sforamento del limite di Pm10 per più giorni consecutivi (ad esempio stop agli euro e diesel dopo 7 giorni di sforamento, targhe alterne dopo 20).

Legambiente Bergamo, che domenica è scesa in strada in bicicletta per chiedere alle istituzioni più attenzione al tema inquinamento dell’aria, rivolge un appello ai sindaci attraverso il suo presidente Nicola Cremaschi.

“Cari sindaci, abbiamo letto sulla stampa quanto avete discusso nel vostro incontro in Provincia. Apprezziamo molto lo sforzo che state facendo di cercare delle soluzioni all’annoso problema dell’inquinamento atmosferico ma vi chiediamo di essere più decisi. Del resto avete avuto in varie occasioni la dimostrazione che la cittadinanza è attenta a questi temi e disposta a mettersi in gioco. Avete parlato di un protocollo che si attivi automaticamente quando inizia a crescere la presenza di Pm10. Siamo d’accordo con voi.

Vi chiediamo però di sottoscrivere un documento che prevenga il problema non che intervenga solo quando il limite è stato superato. Per farvi un esempio: ci piacerebbe che il blocco degli euro 3 scattasse al raggiungimento dell’80% del limite ossia a 40 microgrammi. E che il blocco del traffico si attivasse prima della soglia dei 50 microgrammi. Oppure che provaste ad attivare progetti di sostegno alla riqualificazione energetica degli edifici che permettano diminuire le necessità energetiche.

Magari tramite l’attivazione di fondi di garanzia… Oppure che inseriste nella documentazione necessaria alle richieste di trasformazione del territorio l’obbligo del “bilancio ambientale”… un documento che dica quali sono le conseguenze sulla qualità dell’aria, sulla salute dei cittadini, di quella trasformazione e come va ad essere compensata… Insomma, vi vorremmo un po’ più decisi. Ci piacerebbe sentirvi uno’ più attenti a questa questione”.

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