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Chi inquina in provincia di Bergamo? Stufe e camini i responsabili – Tutti i dati

Per studiare un piano strutturato però è bene conoscere i dati e prendere misure conseguenti. L'unico strumento disponibile per individuare tutti i responsabili del Pm10 è lo studio Inemar.

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Sono diverse le strade scelte dalle amministrazioni per rispondere all’emergenza smog: a Milano blocco totale, a Bergamo targhe alterne, a Vicenza si è pensato di imporre lo stop all’uso di stufe a legna. Le strategie vengono decise dalla politica, che spesso prende decisioni affrettate sull’onda della pressione mediatica, senza una programmazione strutturale.

Ne sono un esempio i risultati rilevati settimana scorsa dalle centraline Arpa: a Milano la concentrazione di polveri è salita proprio nei giorni in cui è stato imposto lo stop alle macchine, mentre a Bergamo solo il vento spirato su tutta la provincia ha contribuito a far scendere i microgrammi di Pm10 per metro cubo sotto la soglia di 50 fissata dalla legge.

La pioggia e la neve hanno finalmente chiuso, almeno per ora, il capitolo emergenza. Per studiare un piano strutturato però è bene conoscere i dati e prendere misure conseguenti. L’unico strumento disponibile per individuare tutti i responsabili del Pm10 è lo studio Inemar, pubblicato da Arpa con i dati relativi al 2012 (gli ultimi disponibili), che per ogni Comune lombardo ha valutato peso e percentuale degli inquinanti emessi nell’aria.

Abbiamo realizzato un’infografica con tutti i risultati dello studio per la provincia di Bergamo e la città. I “colpevoli”, come si può vedere, sono diversi a seconda del contesto. Per la provincia di Bergamo la principale fonte di Pm10 sono le stufe a legna e i camini. La combustione della legna infatti, molto più diffusa in provincia che in città, rilascia nell’aria una quantità di polveri superiore a qualsiasi altra fonte.

A Bergamo città invece la causa principale di inquinanti è il traffico e l’usura delle strade. L’aeroporto, su cui ha puntato il dito Legambiente, è nelle parti basse della classifica (solo per quanto riguarda i Pm10, non prendendo in esame altri inquinanti). E un’altra sorpresa è il dato relativo ai fuochi artificiali, che nonostante vengano ammirati in poche occasioni durante l’anno (feste patronali, capodanno) emettono nell’aria tonnellate di Pm10.

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Commenti

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  1. Scritto da Powerhp73

    Bisogna considerare che la maggior parte delle stufe di nuova concezione sono a doppia combustione (postcombustione dei fumi) e sono molto meno inquinanti a livello di PM10 rispetto a quelle tradizionali. 92 contro 520! Inoltre bisognerebbe entrare del merito da che cosa è composto un PM10. E ovvio che se il PM10 analizzato è composto principalmente da piombo, cadmio o alluminio è estremamente più tossico di uno composto da grafite o argilla.

  2. Scritto da Patrizio

    La Provincia controlla le caldaie a metano che inquinano molto meno delle stufe e dei camini. Credo che prima bisogna controllare chi inquina di più.
    Più assurdo e credo incivile è che nei paesi si brucia ancora per eliminare potature, foglie di giardini, (non tutti)o per pulizia boschi, Pulire il bosco per sporcare l’aria è peggiorativo. Dopo il taglio quello che non viene portato via dovrebbe essere lasciato a seccare e consumarsi nel bosco. Provincia ci sei?

    1. Scritto da Il Conte

      Ma le Province non esistono più. Lo dice ogni sera lo stupidotto che ci governa ed i cavrones che gli credono

      1. Scritto da Patrizio

        Forse non ha capito come stanno le cose. Le provincie non ci sono più? Gli stipendi ci sono ancora andranno a qualcuno!
        La riforma delle provincie non è funzionata perchè le riforme alla politica non le vogliono fare. Le provincie ci sono ancora tutte è stato solo una farsa fino ad ora.

  3. Scritto da piertoccagni

    L’approccio dell’articolista è corretto: si parta dai dati e il PM 10 è una sola componente dello SMOG. Io aggiungerei che non è a più pericolosa (molto più pericoloso il PM 2,5, perché si inala e accumula nei polmoni = cancerogeno). Più pericolosi, per la salute, gli ossidi di azoto (NOx), in particolare il biossido che irrita le mucose e gli occhi e, per l’ambiente, l’anidride carbonica; anche l’ozono non è male. Tutti e 3 sono prodotti da qualsiasi combustione. ARPA ha ancora molti limiti di rilevazione e tempi di elaborazione. I dati di mortalità e malattie da SMOG indicano una concentrazione pedemontana (asse dell’A4 e dintorni): per emissioni no male le code. E, dove ci sono vecchie fonderie (Ponte San Pietro e Ambivere) o impianti di incenerimento, par di stufe e camini è ridicolo.

  4. Scritto da il polemico

    la legna si brucia praticamente dall’invenzione del fuoco,diciamo da qualche millennio di anni….se si calcola che fino a qualche decennio fa si bruciava solo legna per scaldarsi,ci saremmo gia dovuti estinguere per il massiccio inquinamento che producono stufe e camini….non sarà che tutta questa campagna anti stufe sia in atto solamente perchè la legna è l’unico combustibile che si trova in giro per molti a costo zero tasse?

    1. Scritto da Patrizio

      Con queste teorie non miglioreremo mai. Lei tecnicamente o scientificamente può confermare quello che ha scritto?
      L’articolo riporta dati rivelati da centraline ARPA del 2012, oggi siamo peggiorati, un dato senza essere tecnici: la popolazione aumenta l’inquinamento aumenta. Il clima ha già dato tutti i segnali. Non bastano? Le malattie non ci attendono.
      Se voleva fare il polemico, poteva farlo sui dati vecchi del 2012! Nel 2013-2014-2015 l’ARPA cosa ha fatto?

  5. Scritto da Pluto

    Possiamo-posso ridere? Sono dati del 2012. Adesso siamo tre anni dopo… Eppoi chi ci crede che le pochissime stufe a legna creano 500 ton di PM10. Eddai che non sono barzellette.

    1. Isaia Invernizzi
      Scritto da Isaia Invernizzi

      Ciao Pluto, sono dati ufficiali Arpa, gli ultimi disponibili. Non sono barzellette. Le stufe a legna e i camini non sono pochi in provincia di Bergamo ed emettono più Pm10 di quanto possa sembrare.

      1. Scritto da Il Conte

        Non sono pochi? ma QUANTI SONO? 10, 100, 1000.
        Hanno fatto quelli dell’ARPA un censimento serio su quanti sono?
        Io di caminetti e stufe ne ho piena la casa (anche se non uso). Ma nessuno li ha mai censiti, ne saprei come potrebbero censirli: in case private si entra solo con il mandato.
        Quindi da dove cavolo vengono quei dati quando la logica dice che ormai il riscaldamento a legna pochi lo usano, e quindi pochi inquinano

      2. Scritto da Pluto

        Egr. Invernizzi, non ho messo in dubbio che i dati se li sia inventati lei. Ho detto solo che sono informazioni vecchie come il cucco (a che serve sapere che nel 2012 le stufe inquinavano? chissà nel 195X….) e che sono ASSOLUTAMENTE poco credibili. Lo dimostrino in maniera incontestabile. Non voglio sparare cifre a caso ma credo che oggi nemmeno il 5% delle abitazioni facciano uso del camino e della stufa a legna come riscaldamento. Oltre al fatto che -guarda caso- tutti i grandi comuni hanno aziende che distribuiscono il metano….
        Allora dei nostri anziani, le stufe-camini avrebbero fatto una autentica strage.

        1. Scritto da Patrizio

          Credo che lei sia fuori strada. Forse vuole giustificarsi perchè usa la legna. In provincia di BG sono molti di più del 5% come sostiene Lei che usano legna. Quando passeggia, guardi i camini, riconoscerà facilmente quelli che usano legna. Mi è capitato di recente guardare camini fumanti, ho detto a chi mi accompagnava: guarda quel camino, in un giorno inquina quello che la mia caldaia a condensazione inquina in un mese! I miei non sono dati arpa, ma sono convinto di andarci vicino alle affermazioni fatte. Inoltre chi acquista la legna spende più di me, perche con le caldaie a condensazione consumano 100 scaldano per 95, camini e stufe consumano 100 e scaldano 50. Molto meglio della legna il pellet!

          1. Scritto da Il Conte

            Camini fumanti magari al quinto piano. Chissà che fatica portarci la legna e trovare lo spazio per stoccarla al quinto piano.
            Poi, in città, le villette con caminetto a legna al piano terreno sono migliaia. ma con caminetto senza legna, bensì lampadina e carta colorata, effetto fuoco.

        2. Isaia Invernizzi
          Scritto da Isaia Invernizzi

          Sono dati di 3 anni fa e non vecchi come il cucco, peraltro puntualissimi ed elaborati da esperti di Arpa. Forse non è chiaro: qui non si parla della percentuale di case alimentate con camino o stufa, ma il fatto che questo tipo di combustibile rilasci nell’aria una quantità di Pm10 sopra qualsiasi altra fonte (stufe e camini ci sono anche in case riscaldate a metano). In più questo è il dato dell’inquinamento da Pm10, poi ci sono tutte le altre sostanze inquinanti da tenere in considerazione.

          1. Scritto da Il Conte

            Non mi risulta che l’ARPA o la Provincia abbiano fatto l’inventario dei camini a legna attivi sul territorio. (In casa mia ne esistono ben 5, seppur quasi mai usati, che non sono stati inventariati da alcuno).
            Quindi i dati di legna bruciata ai camini da dove provengono? Boh.
            Controllino questi signori le caldaie degli edifici e dei mezzi pubblici, che è meglio, non solo quelle dei privati.Li sta il problema: difatti, dopo l’inverno, a parità di circolazione auto, il problema non esiste.
            Per quanto riguarda il divieto di circolazione alle euro 4, mi scuso, è un refuso: intendevo euro 3

          2. Scritto da Il Conte

            E che ci frega del fatto che l’inquinamento prodotto da camini a legna rilasci nell’aria una quantità di Pm10 sopra qualsiasi altra fonte, quando questi camini per presenza sul territorio sembrano per numero essere una parte irrilevante nel contribuire all’inquinamento complessivo?
            Mi sembra lo stesso tema di quando vietano la circolazione di auto euro 4 senza sapere quante di queste auto effettivamente circolano e come contribuiscano effettivamente all’inquinamento complessivo.
            Se si fan studi, fan fatti con analisi più serie, non tanto per fare qualcosa (Gori docet)

          3. Isaia Invernizzi
            Scritto da Isaia Invernizzi

            Una parte irrilevante? Guardi che sono tonnellate annue e contribuiscono in modo determinante all’inquinamento complessivo, come può vedere dai dati. Ps: non c’è stato nessun blocco di veicoli Euro 4.