BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Solo nell’interesse di Giorgio i controlli Asl sul giovane uscito dal coma” foto

Mara Azzi, direttore dell'Agenzia di tutela della salute (ex Asl, ora Ats) della provincia di Bergamo), si dice amareggiata dalle dichiarazioni della signora Grena, la mamma di Giorgio, uscito dal coma dopo 5 anni

Mara Azzi, direttore dell’Agenzia di tutela della salute (ex Asl, ora Ats) della provincia di Bergamo, si dice amareggiata dalle dichiarazioni della signora Grena, la mamma di Giorgio, uscito dal coma dopo 5 anni. La signora Rosa Vigani Grena aveva lanciato il suo grido di delusione, che era anche una forte richiesta d’aiuto, proprio venerdì dalle pagine di Bergamonews perchè Giorgio, non più ricoverato, ma certamene non in grado di gestirsi e bisognoso di cura continua e totale, sta ricevendo in queste settimane e in questi mesi controlli da parte di commissioni e personale sanitario e intanto non riceve sussidi in attesa che queste verifiche si completino.

Ecco quanto ha spiegato il direttore Ats Mara Azzi:

“Per dovere di cronaca – e per rispetto del lavoro dei dipendenti dell’ex Asl (da oggi Ats) che mi onoro di rappresentare – mi permetto di spiegare come stanno realmente le cose.
Nello scorso mese di novembre, in seguito al miglioramento delle condizioni cliniche di Giorgio Grena e la conseguente uscita dallo stato di coma (notizia riportata con grande risalto da molti giornali e siti on line), alcuni funzionari dell’Asl di Bergamo si erano recati nella struttura in cui era ricoverato il paziente (l’istituto clinico Quarenghi di San Pellegrino) per prendere atto della nuova situazione.

In quell’occasione la madre di Giorgio Grena era stata informata che il contributo mensile previsto per i pazienti in stato di coma non poteva più essere erogato (proprio perché – giuridicamente – non ne sussistevano più i motivi), ma che, contemporaneamente, veniva subito attivato il contributo riconosciuto ai pazienti portatori di grave disabilità, contributo dello stesso indentico importo – 1.000 euro – percepito fino ad allora.
I successivi «controlli» – come li definisce la signora Vigani Grena – al domicilio del paziente (che nel frattempo aveva lasciato l’istituto clinico Quarenghi) da parte del medico del Distretto competente avevano – e hanno – il solo e unico scopo di verificare di quali necessità e di quali ausili il paziente ha ora bisogno nella propria abitazione per poter essere assistito al meglio, tenendo appunto presente che fino a poco prima la degenza al «Quarenghi» copriva automaticamente tutte queste esigenze.

I «controlli» lamentati dalla signora Vigani Grena altro non sono che lo sforzo dell’ex Asl di soddisfare presto e al meglio possibile le esigenze di un suo assistito.

Stando così le cose mi corre dunque l’obbligo di sottolineare nuovamente che tutti i passaggi sono stati effettuati per
consentire i necessari aiuti e la regolare contribuzione prevista dalle
norme regionali, e non certamente per una verifica della effettiva condizione del signor Grena, condizione che non è mai stata motivo di discussione da parte dell’Asl.

La «lotta» che la signora Grena dice di voler continuare nell’interesse di tutti i pazienti che si trovano nelle condizioni di suo figlio, noi la conduciamo tutti i giorni a fianco di tutti i malati, nel loro interesse”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da il polemico

    I successivi «controlli» – come li definisce la signora Vigani Grena – al domicilio del paziente (che nel frattempo aveva lasciato l’istituto clinico Quarenghi) da parte del medico del Distretto competente avevano – e hanno – il solo e unico scopo di verificare di quali necessità e di quali ausili il paziente ha ora bisogno nella propria abitazione per poter essere assistito al meglio…..potrebbe avere senso la prima visita dove si fanno le valutazioni sulla nuova sistemazione,ma le successive che servono a fare,se la sistemazione dove avviene il ricovero rimane uguale?non è piu logico che sia la signora stessa a fare richieste se serve qualcosa di particolare?che pare poi quello che diceva la signora stessa,per evitare spreco di denaro con visite inutili