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Errore clamoroso su un cartello: il dialetto Gaì diventa Gay

Invece di indicare la località chiamata “Gaì”, come l'antico dialetto parlato dai pastori bergamaschi, il cartello riporta la scritta “località Gay”.

E’ un errore davvero clamoroso quello commesso da chi ha autorizzato l’installazione di questo cartello stradale tra Scanzorosciate e Torre de’ Roveri. Invece di indicare la località chiamata “Gaì”, come l’antico dialetto parlato dai pastori bergamaschi, il cartello riporta la scritta “località Gay”.

Il caso ci è stato segnalato da più lettori e ora una cittadina di Scanzorosciate ha deciso di scrivere direttamente al sindaco Davide Casati: “Salve Davide, penso che sia doveroso porre alla tua attenzione questi cartelli di segnaletica verticale affissi sul territorio di Scanzo penso (spero!) dal comune di Torre…
Puoi attivarti per farli correggere ? Il vocabolo corretto è Gaì cioè l’antico dialetto parlato dai nostri pastori… Oppure falli togliere e non capisco perché non siano già stati rimossi…ormai è passato più di un mese e il mio senso civico ogni mattino soffre per la mordace idea avuta dal genio (sarebbe bello sapere chi è e che si scusasse pubblicamente) che ne ha autorizzata l’affissione”.

Il primo cittadino risponde subito così: “Grazie di questa segnalazione…. lunedì lo dirò alla polizia locale per capire se sono autorizzati e se sì, chi ha autorizzato questi cartelli”.

Commenti

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  1. Scritto da usiamo il cervello

    In un paese normale chi ha messo questo cartello andrebbe trasferito a fare il pastore (così impara il dialetto “gaì”), dopo avergli fatto pagare le spese sostenute per la istallazione e la rimozione del cartello.