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Quasi 40 anni tra i lebbrosi, l’India nega visto a missionaria bergamasca

L'India ha negato il visto a suor Bertilla Capra, missionaria bergamasca originaria di Bagnatica, da quasi 40 anni vicina agli ultimi.

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L’India ha negato il visto a suor Bertilla Capra, missionaria bergamasca originaria di Bagnatica, da quasi 40 anni vicina agli ultimi. E’ responsabile del Vimala Dermatological Centre di Bombay dove cura persone malate di lebbra. Proprio per il suo impegno ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Come riporta l’agenzia Asianews, il ministero degli interni del Maharashtra ha chiarito che non si tratta di deportazione o espulsione: il suo visto è scaduto e non è stato rinnovato perché sono cambiate le regole. Suor Bertilla dovrebbe richiedere il visto con “differenti categorie di visa”, altrimenti non potrà rimanere in India e dovrà ritornare per sempre in Italia.

Le nuove regole non sono chiare e – secondo alcune personalità indiane – lo stesso Ufficio regionale per gli stranieri a Mumbai “non è di aiuto”.

Il “Vimala Dermatological Centre” è un centro dalle molteplici attività, che gravitano attorno al lebbrosario, con una settantina di pazienti. Accanto, una casa che ospita un’ottantina di bambine, alcune orfane, altre figlie di lebbrosi. E poi il laboratorio di analisi, il centro per la riabilitazione, le équipe di lavoro negli “slum”, la scuola di computer, la sartoria e tante altre piccole attività i cui protagonisti sono quasi tutti ex malati di lebbra, guariti, riabilitati, fatti studiare. E accompagnati verso una nuova vita.

Le suore che lavorano con Bertilla sono scioccate. Suor Tessie spiega ad AsiaNews: “Fino al 2010 il suo visto veniva rinnovato ogni cinque anni, poi ogni anno. Questa volta, lo scorso novembre, la sua richiesta di rinnovo è stata rifiutata. Lei ha chiesto che le dessero almeno un visto temporaneo di tre mesi per trovare una soluzione, ma le hanno negato anche questo”.

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Commenti

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  1. Scritto da Il Conte

    E’ un paese medioevale. Basta vedere la faccenda Marò.
    Possibile che per meri interessi economici dobbiamo tener vivi rapporti con un paese così retrogrado?