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Da Bellini a Gomez, dal Cola a Sartori: Atalanta, i promossi e i bocciati di un 2015 in chiaroscuro foto

Gioie e dolori, sorrisi e pianti: l'anno solare che si chiude è stato assolutamente altalenante per la Dea e per i suoi tifosi, passati dallo spettro della retrocessione all'entusiasmo di questa prima metà di stagione

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Una salvezza sudata come poche altre, un esonero inaspettato e doloroso, l’ombra del calcioscommesse sempre presente, un inizio di campionato esaltante e profumato d’Europa. Quello che si chiude è un 2015 in chiaroscuro per l’Atalanta.

Altalenanti. Si potrebbero definire così i dodici mesi appena passati sotto le Mura venete dai tifosi bergamaschi, che sono passati dalla grande paura per una retrocessione solo sfiorata nella passata stagione, all’avvio esaltante di questa nuova annata calcistica 2015-’16.

 

BOCCIATI

Tra i bocciati spicca sicuramente un nome, quello di Stefano Colantuono. Il tecnico di Anzio ricorderà l’anno appena passato per l’indagine sul calcioscommesse che l’ha visto coinvolto e l’esonero, tanto amaro quanto inaspettato, che l’ha portato lontano da Bergamo dopo anni di soddisfazioni e trionfi. La situazione gli era sfuggita di mano.

Dietro la lavagna anche Gianpaolo Bellini, la bandiera: ha scelto di continuare a giocare, ma il fisico lo sta assistendo gran poco. Nell’ultimo anno non è riuscito nemmeno ad andare vicino alla sufficienza.

Anno non proprio indimenticabile anche per Luca Cigarini, diviso tra i fischi della passata stagione e le tante panchine di questo campionato. Il regista emiliano – che in estate sembrava pronto a partire – negli ultimi tempi ha però trovato sempre più spazio. Chissà che il 2016 non sia l’anno del suo riscatto.

Bocciato anche Carlos Carmona. Il mastino ex Reggina, però, ha un’attenuante grande così: la fortuna in questo 2015 gli ha voltato le spalle. Tanti, troppi infortuni (oltre al problema all’anca che l’ha costretto all’operazione di inizio dicembre, va ricordato il ko che l’ha tenuto lontano dalla Copa America vinta dal suo Cile, in Cile) hanno condizionato il suo anno solare.

Niente da fare, invece, per Rolando Bianchi: un gol (inutile, in Coppa Italia) e tanta panchina hanno segnato la sua avventura in nerazzurro, chiusa senza rimpianti il 30 giugno del 2015.

Restando in tema di attaccanti, quello appena concluso è stato un anno tremendamente difficile per German Denis, che da titolare inamovibile è diventato un panchinaro. In estate è stato a un passo dal ritorno in Argentina, un trasferimento tanto chiacchierato ma mai andato in porto. I sogni di rilancio, però, non sono mai riusciti a decollare: in questa prima metà di stagione il Tanque si è accomodato in panchina tante volte e quando è stato chiamato in causa non ha esaltato (tranne qualche rara occasione).

 

PROMOSSI

In cima alla lista dei promossi viene difficile non piazzare Marco Sportiello. Il portierone nerazzurro, fresco di matrimonio e di rinnovo, nella scorsa stagione è stato l’uomo in più dell’Atalanta e in questo avvio di campionato si è confermato ad altissimi livelli. Giura di voler restare a Bergamo a vita: i tifosi sperano che non siano le solite parole di circostanza.

Bene, molto bene anche il Papu Gomez: l’argentino con l’arrivo di Reja è letteralmente rinato, tornando a fare la differenza come accadeva ai tempi di Catania. Gol, assist, giocate d’altra scuola: un numero 10 così sotto le Mura non si vedeva da un bel po’.

Sorpresa e punto fermo della squadra, Marten de Roon è senza dubbio l’uomo che più ha lasciato a bocca aperta i bergamaschi. Arrivato senza far rumore nell’ultima caldissima estate, l’olandese si è ritagliato il suo spazio poco alla volta, iniziando il campionato già da punto fermo del centrocampo di Reja. Oggi è insostituibile. E, inutile dirlo, il suo valore di mercato è almeno dieci volte maggiore della cifra sborsata dall’Atalanta a luglio per acquistarlo.

Promosso anche Gabriel Paletta, uno dei volti nuovi di questa Dea 2015-’16. La difesa da anni non era così solida ed equilibrata. Merito – soprattutto – dell’ex Parma e Milan.

Freccia in alto anche per Maxi Moralez, tornato grande dopo un 2014 piuttosto difficile. Il folletto ex Velez nel 4-3-3 disegnato dal tecnico goriziano si stava trovando benissimo. Peccato che sia stato ceduto.

Tra i promossi anche Mauricio Pinilla. D’accordo, la sua esuberanza in campo è troppo spesso il suo limite (quante ammonizioni prende?!), ma il suo estro, la sua potenza e la sua voglia di lottare sono stati decisivi nella corsa alla salvezza dello scorso campionato.

Citazione finale d’obbligo per il ds Giovanni Sartori, colui che spendendo poco o nulla è stato capace di costruire una signora squadra che può sicuramente ambire a qualcosa più della salvezza. De Roon in mezzo al campo e Paletta dietro sono stati i suoi due capolavori del 2015.

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