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In 300 alla vigilia di Natale al Don Orione con Roby Facchinetti

Una vigilia quella di Natale 2015 che rimarrà indelebile nei ricordi degli ospiti della casa di riposo del Centro Don Orione. Erano in 300, tra ospiti, medici, infermieri, animatori oltre a una trentina di fan, accorsi per l’occasione unica, per salutare e stringere le mani al “maestro” Roby Facchinetti.

Alle 15,30 tutto è già pronto nel salone delle feste, posto al 2° piano, dove sono pronti ad accoglierlo, già da un’ora. l’animatrice Raffaella, una volontaria, e il Direttore Amministrativo. Alcuni fan sono in attesa all’ingresso a pian terreno per la prima foto-ricordo, poi un altro fan, Marcello, lo intrattiene brevemente e lo accompagna direttamente in ascensore al salone dell’incontro. Roby Facchinetti, accompagnato dall’amico Dumbo, saluta e ringrazia i preposti all’accoglienza, e gli ospiti della casa di riposo.

Per tutti ha parole di conforto, di speranza per un futuro migliore, a cominciare dalla salute. Alcuni si avvicinano, altri si commuovono, c’è chi chiede un bacio o una semplice stretta di mano. Una video-camera al centro della tribuna riprende il maestro che, accortosi, chiede informazioni di tale presenza e viene rassicurato dall’addetto che il filmato rimarrà agli atti del Don Orione.

Due note di prova del pianoforte che gira “per non voltare le spalle agli ospiti” ed è già pronto. Per dare il via alla “grande festa” introducendo uno dei brani “storici” dei Pooh “In silenzio”, cui seguiranno, invitando tutti a cantare insieme a lui “Piccola Katy, Noi 2 nel mondo e nell’anima, Figli (“io ho cinque figli”, passando dagli “acuti” di Domani, Uomini soli, (sottolineando come “la solitudine sia un problema attuale, che tuttavia non vi riguarda”) brano con il quale i Pooh vinsero il Festival di Sanremo 1990.

Tra un brano e l’altro Roby Facchinetti ripercorre la sua infanzia “Io sono di Longuelo e sono cresciuto ad Astino, ma ho abitato anche in San Giacomo in Città Alta, dove peraltro per alcuni anni, ha abitato anche il bassista dei Pooh Red Canzian.
Al termine del concerto, Roby Facchinetti è assalito dalla richiesta di autografi su 33 e 45 giri storici della band, fondata nel 1966 a Bologna da Valerio Negrini (scomparso improvvisamente e lasciando un vuoto incolmabile due anni fa) che il prossimo 28 gennaio taglierà il traguardo l’invidiabile traguardo del cinquantennale) e dalla richiesta di tantissime foto-ricordo. Un fan si fa riprendere con una gigantografia della “Reunion” (Roby approva) e raccoglie su essa il suo autografo.

Roby Facchinetti, soddisfa le richieste di tutti i fan, poi lo stesso che lo ha accompagnato dall’ingresso al salone-incontri del 2° piano lo riaccompagna alla macchina, dove farà ritorno a casa, ma “prima devo finire di prendere i regali per la famiglia”.
E’ ormai una tradizione, che in occasione del Natale, Roby Facchinetti raduna a casa sua il calore della sua famiglia, composta dall’attuale moglie Giovanna Lorenzi e dei suoi 5 figli, Alessandra, 43 anni,nota stilista di moda, attualmente nello staff del Marketing dell’azienda calzaturiera Tod’s; Valentina, 38 anni,   addetta all’ufficio stampa di RTL; Francesco, 35 anni, già noto DJ, con il quale ha cantato anni fa al festival di Sanremo, Giulia e Roberto, che vivono ancora in casa con lui, e i nipoti Mia e Leone (figli di Francesco, il primo avuto dalla prima moglie Alessia Marcuzzi e Leone, avuto dall’attuale moglie.

Nella circostanza, non ha fatto alcun accenno alla “Reunion” dei Pooh, per la quale sono attesi. da tutti i fan, oltre a Dody Battaglia e Red Canzian anche Stefano D’Orazio, (uscito dalla band nel 2009) e Riccardo Fogli, con i Pooh, dal 1966 al 1973. Quattro i concerti finora ufficializzati: due a San Siro, il 10 giugno (sold-out dopo solo 2 settimane dall’apertura della prevendita) e la sera dopo, il 15 giugno “tappa” allo Stadio Olimpico di Roma e il 28 a Messina.
Non sono escluse, naturalmente, altre date, al vaglio dell’Agenzia organizzatrice, la “FeP” di Milano, proprio uno “strano lavoro” per i Pooh, che entro dicembre 2016, si congederanno definitivamente dai propri fan, concludendo una intensissima carriera, fatta non solo di concerti, ma sviluppatasi anche in ambito sociale, con i progetti Telethon e Rock no-wear.

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