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Donna morta dopo antibiotico, polizia blocca la cremazione foto

Il pm Latorraca ha aperto un'inchiesta per fare luce sul decesso della 68enne Giannina Mossali e nelle prossime ore potrebbe disporre l'autopsia

Gli agenti del commissariato di Treviglio sono riusciti a bloccare appena in tempo la cremazione del cadavere di Giannina Mossali, la 68enne di Treviglio morta la mattina di Natale dopo malore a seguito di un’iniezione di antibiotico.

Il pubblico ministero della procura di Bergamo, Raffaella Latorraca, ha infatti aperto un’inchiesta per fare luce sul decesso e nelle prossime ore potrebbe disporre l’autopsia sul cadavere della donna, morta all’ospedale di Treviglio dove era arrivata tre giorni prima.

La donna, che viveva con la famiglia in via suor Chiara Spreafico, nel quartiere di Castel Cerreto, soffriva da tempo di episodi di bronchiti.

Aveva iniziato a sentirsi male martedì mattina,  poco dopo un’iniezione di antibiotico Rocefin, eseguita in casa da una conoscente. Un medicinale che le era stato regolarmente prescritto dal medico, tra l’altro in sostituzione di un altro simile al quale era allergica.

Giannina Mossali, da tutti conosciuta come Gianna, ha accusato gravi problemi respiratori, tanto che i parenti hanno richiesto l’intervento del 118.

Il personale medico l’ha prima soccorsa e poi trasportata d’urgenza all’ospedale di Treviglio, dove è morta dopo tre giorni di agonia, senza mai riprendere conoscenza.

Nel frattempo è stata aperta un’inchiesta per capire cosa ci sia dietro alla morte della 68enne, causata a quanto pare proprio da quell’iniezione. L’ipotesi più probabile è quella di uno choc anafilattico da reazione allergica, ma non sono escluse altre piste.

Il pm Latorraca lunedì ha aperto un fascicolo che per ora non prevede indagati o ipotesi di reato. Ha quindi chiesto agli agenti del commissariato trevigliese diretto da Angelo Lino Murtas, di recarsi in ospedale per acquisire la cartella clinica della paziente e il suo referto medico del Pronto soccorso (che non era stato trasmesso alle forze dell’ordine dopo la morte).

I poliziotti hanno poi iniziato a interrogare i parenti della vittima e quando hanno saputo che il suo cadavere stava per essere cremato, hanno bloccato l’operazione appena in tempo e hanno sequestrato la salma in attesa di sviluppi.

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