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Lara Magoni e il dolore di Selvino: “Michele era anche figlio nostro” foto

Il 18enne morto nello schianto la notte di Natale ha lasciato incredulità e sgomento in paese, dove tutti si conoscono. Il ricordo del consigliere regionale

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Un’intera comunità si è svegliata nel silenzio la mattina di Natale. A Selvino in pochi, anche a distanza di alcune ore dalla notizia della morte di Michele Iannelli, riescono a credere che sia tutto vero.

Per questo sul luogo dell’incidente sono stati tantissimi gli amici, i conoscenti ma anche gli abitanti del paese che per tutta la giornata di venerdì hanno sostato davanti al luogo dell’incidente.

Michele Iannelli avrebbe compiuto 19 anni a fine gennaio.

E’ morto poco dopo la mezzanotte del 25 dicembre, vittima dello schianto con la Nissan Terrano che stava guidando in via Talpino.

Pochi minuti prima aveva accompagnato a casa un amico con il quale aveva trascorso la serata della Vigilia, poi l’ultimo messaggio sul cellulare alla fidanzata prima di rimettersi al volante del mezzo.

“Sono stati tantissimi gli amici che per tutta la notte hanno sostato davanti al luogo dell’incidente increduli, smarriti, sconvolti – ha scritto in un ricordo Lara Magoni, consigliere regionale e selvinese doc -. Michele era uno di loro, un ragazzo allegro, sportivo e generoso. Una carambola durata 30-40 metri, l’auto accartocciata si è fermata dopo aver divelto l’ingresso di una casa in prossimità della rotonda all’ingresso del paese. Diciotto anni troppo pochi per morire, in pochi secondi è volato via. Quest’anno per tutti noi selvinesi è stato un Natale sottotono, ci conosciamo tutti, Michele era anche ‘figlio nostro’. Un figlio che porteremo sempre con Noi, nei nostri cuori… La sua pagina di Facebook si sta riempiendo di messaggi e di foto che lo ritraggono sorridente. Quel sorriso che non incontreremo più per le vie del paese. Una tragedia, un sogno interrotto troppo presto. Sono certa che la sensibilità che distingue la gente di montagna saprà portare solidarietà alla famiglia, affinché attraverso la fede possa trovare il coraggio di riprendere a vivere. Perdere un figlio credo sia la condanna più grande. Selvino abbraccia la mamma Sara, il papà Ginetto e il fratellino. RIP Michele”.

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