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Petrolio sotto i 40 dollari, ma la benzina non cala

Il prezzo del petrolio al barile è arrivato a toccare i 36 dollari, eppure il costo della benzina al consumatore finale non risente dello stesso crollo.

Il prezzo del petrolio al barile continua a scendere, non così il costo della benzina per il consumatore finale. Eppure il Brent lunedì 21 dicembre il prezzo è crollato a 36,04 dollari al barile. Per trovare una cifra simile si deve tornare indietro fino al luglio 2004.

Ma le condizioni era ben diversamente. Il crollo del prezzo dell’oro nero è dovuto a diverse cause, prima fra tutte le nuova produzione di greggio americano da fonti alternative (shale oil). Shale oil si riferisce ad argille e altri tipi di rocce in cui il petrolio si accumula in maniera diversa da quella dei tradizionali giacimenti.
Fino a pochi anni fa gli idrocarburi in queste formazioni geologiche non venivano sfruttati, perché nei giacimenti tradizionali sono sotto pressione e spruzzano fuori quando una trivella li raggiunge, invece gli idrocarburi shale non hanno pressione, sono dispersi in piccole nicchie. Per estrarli bisogna usare una tecnologia di frammentazione delle rocce (fracking) che solo di recente è diventata economicamente competitiva.

Una produzione sviluppata dagli Usa che hanno annunciato nei mesi scorsi di essere autonomi per questa materia prima, lasciando a piedi i Paesi arabi che – dalla crisi del 1973 – hanno dettato il bello e il brutto tempo sul prezzo del petrolio.
Destabilizzati i Paesi dell’Opec (Organization of the Petroleum Exporting Countries), l’Arabia Saudita ha intrapreso una nuova linea e si è messa a vendere petrolio a prezzi sempre più bassi per mandare fuori mercato i produttori alternativi. Perché, bisogna dirlo, produrre shail oil costa molto in macchinari e trasformazione del prodotto. Alla politica dell’Arabia Saudita si è aggiunto il ritorno in grande dell‘Iran, riammesso nel consesso internazionale grazie alla fine dell’embargo, che ha buttato sul mercato altro petrolio.

Se l’offerta si è ampliata, la domanda si è ristretta. Prima gli Stati Uniti d’America, poi la stagnazione cinese ha ridotto la richiesta di consumi spingendo ad un nuovo ribasso il prezzo del petrolio.
Di fronte a questo calo del prezzo del petrolio, ci si aspetterebbe una parallela discesa del costo della benzina. Ma così non è. La benzina e il gasolio in Italia costano meno dell’anno scorso, ma il vantaggio del petrolio a basso prezzo non è ancora arrivato in pieno nelle tasche dei consumatori.
Al netto delle accise e dell’Iva (che nel frattempo sono aumentate) e tenendo conto anche delle variazioni del cambio euro/dollaro, il prezzo industriale della benzina in Italia da agosto 2015 è del 44% più alto del gennaio 2009.

In una nota del Codacons si legge dettagliatamente che cosa e a chi paghiamo effettivamente un litro di benzina al distributore. Prendendo il costo medio della benzina , del 7 dicembre scorso, la Codacons svela a chi vanno in percentuale le diverse imposte.
Alla pompa di benzina il costo per litro è di 1,460 euro al litro: il prodotto finito sarebbe di 0,468 euro al litro, poi si devono aggiungere 0,728 euro di accise e 0,263 di Iva al 22%. Gli stessi conti e percentuali valgono anche per il gasolio.

Basti sapere che davanti ad un litro di benzina, i 728 centesimi al litro che si versano non vanno nel serbatoio ma a tasse di scopo risalenti alla campagna di Abissinia, a varie tragedie nazionali come l’alluvione di Firenze del 1966, i terremoti del Belice, del Friuli, dell’Irpinia, dell’Abruzzo…
Ecco spiegato perché, anche nell’ultima Legge di Stabilità, non si è rinunciato a tutte le accise che incidono sul prezzo finale della benzina.

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    a me stupisce il fatto che mentre gli altri carburanti calano di prezzo,il metano per auto rimane uguale se non con leggeri aumenti….sono metanauto da sempre,ma attualmente non so se vale la pena averne una in futuro,il vantanggio sul gpl è praticamnete azzerato,mentre il gap con un diesel da almeno 20 km al litro si è ridotto di molto in termini di risparmio,calcolando il costo revisione bombole e altre eventuali spese..questo anno le auto a metano hanno fatto -6%