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Jobs Act, a Bergamo 106mila avviamenti in 9 mesi: +31% quelli a tempo indeterminato

I dati del Jobs Act in provincia di Bergamo: la leva della riforma del lavoro sta avviando la ripresa.

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Un volume cartaceo e una serie di pagine internet sul tema del Jobs Act dedicate e riservate ai delegati delle categorie per poter intervenire al fianco dei lavoratori che ne avranno bisogno: la Cisl di Bergamo mette in campo nuovo strumenti tecnici sulla riforma del lavoro promossa e attuata dal Governo Renzi.
Il volume “Jobs Act, tutto quello che c’è da sapere sulla nuova legge del lavoro” è stato presentato mercoledì 23 dicembre dal segretario generale orobico Ferdinando Piccinini e da Giacomo Meloni, segretario responsabile dell’iniziativa.
“Nel prossimo futuro vorremmo renderlo disponibile anche per gli studenti e per chi si approccia al mercato del lavoro – commenta Piccinini – Su questo tema la Cisl vuole spingere per il futuro: essere più presenti su tutti gli snodi fondamentali, dall’alternanza scuola lavoro, allo sportello lavoro e alla formazione”.
Complessivamente il giudizio della Cisl sul Jobs Act rimane molto positivo, nonostante ci siano ancora alcuni punti da perfezionare: la riforma viene vista come un intervento necessario per incentivare i contratti a tempo indeterminato anche se rimane la criticità delle risorse per le fasce più deboli, come i lavoratori over 45 espulsi dai processi produttivi.
“Speriamo che nei prossimi giorni si concretizzi la proposta unitaria sul modello contrattuale – auspica Piccinini – Potrebbe inaugurare una nuova fase sindacale: avere un fronte compatto su questo tema è un passaggio importante. Come Cisl c’è la voglia di rilanciare un sindacato che ha voglia di sviluppare una rappresentanza per tutte le fasce, facendo evolvere la nostra organizzazione: abbiamo stilato anche un codice etico, per comportamento e trasparenza”.
L’occasione della presentazione del volume è stata ghiotta per illustrare gli ultimi dati sugli effetti del Jobs Act sul territorio bergamasco: “Chiudiamo l’anno con due buone notizie – aggiunge Meloni – La già citata proposta unitaria e i dati statistici che certificano che nel 2015 a Bergamo si registrano primi segnali significativi di inversione di tendenza”.
Nei primi 9 mesi dell’anno sono stati 105.933 gli avviamenti, in aumento del 9,6% sullo stesso periodo del 2014, mentre le cessazioni sono state 99.919, sempre in aumento del 7,3% ma con una percentuale minore di quanto fatto registrare 12 mesi fa.
Le proroghe dei contratti (26.395) sono aumentate del 48%, le trasformazioni in tempo indeterminato (11.485) del 38%: le assunzioni con questo tipo di contratto (26.179) sono aumentate del 31,4%.
Tra avviamenti e cessazioni il dato rimane in negativo (-176) solo nel settore delle costruzioni mentre rimane postivi in tutte le altre categorie.
Altro dato positivo è quello relativo alla mobilità nelle aziende con più di 15 dipendenti: nel 2015 sono stati 2237, in calo dai 2710 dello scorso anno.
Il ricorso alla cassa integrazione a Bergamo vede una riduzione complessiva del 30% nel metalmeccanico, del 37% nel tessile e del 2,5% nell’edilizia: commercio, agroalimentare e cartai poligrafici in controtendenza con segno più.
A livello regionale la disoccupazione si è attestata al 6,7% mentre l’occupazione dei lavoratori dipendenti ha raggiunto e superato i livelli pre-crisi.
A proposito di fasce deboli, significativo il dato dei centri ascolto Caritas: il numero delle persone in difficoltà è quadruplicato dal 2008 al 2013, passando da 900 a 3500.
“Parte della ripresa occupazionale è imputabile al Jobs Act, una riforma che indipendentemente dalle valutazioni politiche ha voltato pagina su tanti aspetti del mondo del lavoro – conclude Meloni – Abbiamo voluto dare un opuscolo volutamente agile sugli aspetti complessivi, uno strumento di lavoro per i delegati. La forma e-book che verrà distribuita a giorni sarà un elemento in più che potrà essere costantemente aggiornato con gli ultimi sviluppi. L’idea è quella, attraverso il sito della CISL di Bergamo, di rendere disponibile la consultazione anche per chi si approccia al mondo del lavoro. Sul 2016 l’impegno è quello di attivare lo sportello lavoro, entro la primavera, per non lasciare solo nessuno: impiegando le nostre risorse come patronato e ufficio vertenze sarà punto di riferimento per assistenza e accompagnamento verso la ricerca di nuova occupazione”.

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Commenti

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  1. Scritto da Il Conte

    106 mila avviamenti e 100 mila cessazioni. Ma dove sta l’entusiasmo jobs act per un saldo di soli 6 mila nuove assunzioni.
    Il titolo è fuorviante, la sostanza mi pare è ben altra.
    Poi vedremo tra tre anni, quando gli effetti fiscali del jobs act verranno annullati.
    E’ la solita sbruffonata del bulletto che ci governa.