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Lavori non pagati, l’Ospedale di Bergamo condannato a versare 5 milioni

L'Ospedale Papa Giovanni condannato a versare 5 milioni di euro alle 24 ditte aderenti alla Lia che avevano lavorato alla costruzione della nuova struttura attraverso dei subappalti e non erano state pagate. Il direttore Nicora: "Siamo di fronte all’ennesimo danno creato da DEC ai bergamaschi".

L’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è stato condannato a versare 5 milioni di euro alle 24 ditte aderenti alla Lia (Liberi Imprenditori Associati). Imprese che avevano lavorato alla costruzione della nuova struttura ospedaliera attraverso dei subappalti e che non erano stati pagate.

“Siamo più che soddisfatti di questa sentenza – afferma il presidente della Lia, Marco Amigoni – gli imprenditori sono al settimo cielo. Giustizia è stata fatta. Ora aspettiamo di chiudere la procedura e i pagamenti. E’ una sentenza che gratifica anche tutta l’attività svolta dalla nostra associazione”.

Se si respira aria di vittoria, ci sono anche degli appunti da non sottovalutare: “Delle 24 ditte che si sono costituite in associazione per vedere pagati i lavori svolti nella costruzione del nuovo ospedale di Bergamo, cinque sono fallite nel tempo – aggiunge Amigoni -. Per le altre 19 imprese questo pagamento rappresenta il giusto riconoscimento dei lavori eseguiti e ossigeno per ripartire, in un momento economico di certo non facile”.

A margine dei commenti di soddisfazione, il presidente della Lia non manca di citare l’azienda ospedaliera di Bergamo.

“Devo ammettere che da parte dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, in fase di Ctu, c’è stata molta disponibilità e lealtà nei nostri confronti – conclude Amigoni -. Dobbiamo ringraziare la controparte, l’azienda ospedaliera, che durante la fase dell’azione legale ha dimostrato disponibilità e collaborazione”.

Dal canto suo il direttore generale dell’ospedale Carlo Nicora dichiara: “Siamo di fronte all’ennesimo danno creato da DEC ai bergamaschi. La sentenza di oggi non suona come una condanna dell’azienda ospedaliera, ma è finalmente lo strumento che ci permette di sapere con certezza che i lavori oggetto della causa sono stati eseguiti, sono stati conclusi regolarmente, ma non sono mai stati pagati da DEC.

Abbiamo sempre dichiarato che, senza l’evidenza fornita da una parte terza, come pubblica amministrazione non potevamo assumerci il rischio di pagare due volte o di usare il denaro dei cittadini in maniera imprudente. Oggi possiamo finalmente pagare chi ci ha aiutato ad aprire il Papa Giovanni XXIII: non era un nostro obiettivo far fallire le imprese bergamasche e la massima collaborazione fornita al consulente nominato dal Tribunale lo attesta con chiarezza.

Salderemo chi oggi vanta legittimamente un credito utilizzando le somme trattenute dal Saldo  finale a DEC, e faremo valere anche questo nella causa di risarcimento che abbiamo intentato alla società barese”.

 

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