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Il sindaco Gori punta sul 2016: “Sarà l’anno decisivo”

Scherza, ma non troppo, il sindaco Giorgio Gori dopo il tradizionale brindisi con i giornalisti. Su un foglio bianco rubato in sala Giunta ha segnato a penna una serie di progetti da iniziare o portare a termine.

“Ho qui l’elenco degli obiettivi del 2016. Ce n’è per tre mandati”. Scherza, ma non troppo, il sindaco Giorgio Gori dopo il tradizionale brindisi con i giornalisti. Su un foglio bianco rubato in sala Giunta ha segnato a penna una serie di progetti da iniziare o portare a termine nei prossimi dodici mesi.

In realtà ha tutto ben fisso in testa. A raffica: “Dare il via ai lavori del teatro Donizetti. Vendita dello stadio. Via alla riqualifica del centro piacentiniano. Modificare le rotte dell’aeroporto. Protezione della cintura verde. Progetto scuole aperte. Grande capitolo della mobilità con metrobus e car sharing. Politiche sociali. Bergamo città di Donizetti. Piano delle regole per le attività commerciali”.

Il primo cittadino ha già avvisato i suoi assessori: il 2016 sarà l’anno decisivo del mandato. “Sì, ho cercato di dirlo anche a loro – spiega -. E’ l’anno in cui dobbiamo spingere. Ci sono progetti di lungo respiro come la Montelungo, che andranno oltre il mandato, ma anche cose che potremo vedere prima della scadenza dei cinque anni. E’ importante approfittare del superamento del patto di stabilità”.

Tra che potrebbero rivelarsi storicamente più rilevanti c’è la vendita dello stadio comunale, che dovrebbe portare nelle casse di Palafrizzoni qualche milione di euro. “Non ho particolare aspettative dal punto di vista economico, perché non credo che abbia un valore stratosferico. Poi se sarò smentito meglio. Ne ricaveremo qualche milione”.

Sulla mobilità il sindaco invita i cronisti ad avere ancora poca pazienza. Secondo Gori la svolta arriverà presto. “Non manca molto. Stefano (Zenoni, assessore alla mobilità, ndr) ha lavorato per preparare innovazioni visibili sul piano della mobilità e della sosta. Mi piacerebbe realizzare il trambus entro il mandato”.

Uno nodo critico da affrontare è il delicato rapporto tra amministrazione, cittadini e società aeroportuale di cui il Comune è anche socio. “Sono sicuro che si possa trovare una soluzione condivisa anche con gli altri Comuni. E non è il solo fronte aperto sullo scalo. C’è anche l’accordo tra Sacbo e Sea con la variabile delle elezioni amministrative a Milano. E poi il collegamento con la città. Ritengo che la soluzione ferroviaria sia la migliore, come ho sempre detto”.

Una sola è la domanda a cui non risponde direttamente: “Ci saranno progetti che avvierete nel 2016 e che saranno difficilmente digeribili dai cittadini?” “Penso di sì”. Punto.

Rivolgendo lo sguardo ai 12 mesi appena conclusi, il primo vero anno alla guida del Comune di Bergamo, il bilancio è positivo. “La mia percezione è di consenso. Credo che la città abbia raccolto positivamente il tentativo di dare un dinamismo maggiore. Non è solo merito nostro. Evidentemente non siamo soli e c’è una discreta coralità nel tentativo di modernizzare la città e renderla più attrattiva”.

E sul futuro, a differenza dello scorso anno, Gori si sbilancia: “L’impegno è molto faticoso e gratificante. Se dovessi decidere domani mi ricandiderei senza problemi”.

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