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Rossi: “Ho invitato Renzi per discutere di autonomia della Lombardia”

La trattativa tra Regione Lombardia e governo è naufragata prima ancora di partire, il presidente della Provincia Matteo Rossi però non è disposto a chiudere la partita per convincere Renzi a concedere più autonomia alla Lombardia.

La trattativa tra Regione Lombardia e governo è naufragata prima ancora di partire, il presidente della Provincia Matteo Rossi però non è disposto a chiudere la partita per convincere Renzi a concedere più autonomia alla Lombardia. Il numero uno di via Tasso ha chiesto all’amico e ministro Maurizio Martina di invitare il premier in Lombardia per riprendere il discorso accantonato da Maroni.

L’obiettivo è sopperire alla mancanza della regione prima della convocazione del referendum. “A fine agosto andai a festa della Lega dicendo che il tema era fondamentale – spiega Rossi durante gli auguri di Natale ai giornalisti -. Anche con il mandato di sindaci e presidenti delle Province sono passati sette o otto mesi e l’interlocuzione non si è aperta. Maroni ha perso la sfida con Salvini. Lui ha avuto una posizione legata ai costi standard, ma poco c’entra con l’autonomia. Cosa bisogna fare? Io ho incontrato il ministro Martina e gli ho chiesto di farsi carico in termini politici della questione con il governo. Invito Renzi in Lombardia per discutere insieme a noi quali possano essere i passi concreti per l’autonomia. Cercheremo di rappresentarci da soli di fronte al governo, sapendo che è la battaglia tutta da vincere. Non rinuncio a questa partita, perché mentre si discute di riforma della costituzione l’autonomia non può essere messa in secondo piano”.

Il presidente Rossi ha poi fatto un bilancio di un anno di lavoro alla guida della Provincia in un periodo storico di transizione molto delicato. “Abbiamo fatto tante cose buone. Via Tasso è stato un punto d’incontro: abbiamo aperto porte e finestre a tutte le idee e le energie del territorio. Noi possiamo, tutti insieme, essere portatori di un’idea di sviluppo e tornare ad essere un ente centrale. Ringrazio tutti i consiglieri: hanno fatto poco salotto e molta frequentazione del territorio. Io ho segnato 12 mila chilometri in agenda: non è lo stile “bettoniano”, è lo stile “rossiano”.

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