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Protezione civile di Seriate: 5 mila ore al servizio dei cittadini nel 2015

Nel 2015 la Protezione civile di Seriate, un esercito di 30 persone, ha operato per più di cinquemila ore tra esercitazioni sul rischio idrologico, un campo scuola a Torre Pallavicina e un servizio a Expo: per festeggiare cena di Natale offerta dalla storica Trattoria Brea.

Parola d’ordine: operatività, per essere in prima linea su più fronti, soprattutto nell’assistenza alla popolazione in casi di emergenza. Di chi si parla? Dei volontari del Gruppo comunale di Protezione Civile della Città di Seriate. Un “esercito” di oltre 30 persone, di ogni età, al servizio del bene comune. Nel 2015 sono stati protagonisti di oltre 5 mila ore spese per la comunità in attività di tutela ambientale, primi interventi e supporto alla popolazione durante le manifestazioni organizzate dall’Amministrazione comunale.
Il coordinatore del gruppo, Claudia Campana ringrazia “il sindaco, per il sostegno morale ed economico, il nostro dirigente comandante Giovanni Vinciguerra e il suo staff per il supporto e la fiducia riposte in ogni iniziativa portata avanti dalla Protezione civile”.
Il ringraziamento è rivolto anche alle altre associazioni di volontariato del territorio, con cui il gruppo collabora, soprattutto per contrastare situazioni critiche come le calamità naturali. Queste ed altre sentite parole di gratitudine sono state dette in occasione della cena per lo scambio di auguri di Natale, offerta, per il secondo anno consecutivo, dalla storica “Trattoria Brea”.

“Facciamo quello che sappiamo fare – sorride Monica Carlessi, figlia della titolare Maurina Brevi -. È il nostro modo per dire grazie a chi si mette al servizio della città e dei cittadini”.

La Trattoria Brea è uno storico locale di Seriate con alle spalle una tradizione di 112 anni; la gestione famigliare garantisce un ambiente solare e una cucina casalinga apprezzata dalla Protezione Civile che proprio lì ha festeggiato la cena di Natale ricordando quanto realizzato per la città quest’anno.
Alle parole corrispondono i fatti. Il Gruppo comunale di Protezione civile ha operato per più di 5 mila ore, spese tra esercitazioni sul rischio idrologico, un campo scuola a Torre Pallavicina e una esercitazione di 3 giorni a Seriate. I volontari hanno inoltre prestato servizio su più turni a Expo. Con la provincia milanese è iniziata una collaborazione che proseguirà anche l’anno prossimo, oltre a intensificare quella con i comuni della bergamasca. Tra enti locali, istituzioni quali la Provincia e la Prefettura, associazioni come Anppe e gruppo Fipsas, Gruppo Alpini e Bersaglieri, le forze dell’ordine, a oggi sono circa una ventina le realtà con cui la Protezione civile seriatese intreccia rapporti di cooperazione, per prevenire i rischi, soccorrere le popolazioni colpite da situazioni critiche, contrastare le emergenze.

Nel monte ore annuale è compreso anche il tempo speso a sostegno della popolazione, assistendo a manifestazione come la Notte bianca dello sport, Summer Sound, i concerti in villa. Sul fronte della tutela ambientale hanno tagliato piante a rischio caduta sulle sponde del fiume Serio e lungo la pista ciclo-pedonale. Nel campo educativo, per la prima volta a Seriate, sono stati attivati corsi per aspirante volontario e corsi base, rientranti nella formazione obbligatoria della Protezione civile, a cui hanno partecipato da tutta la provincia. Grazie alla collaborazione con la Provincia a dicembre si è tenuto un corso per aspirante e l’anno prossimo se ne organizzerà uno base.

La formazione è alla base del gruppo perché “essere volontari di Protezione civile significa essere volontari a cui si richiedono disponibilità, capacità e formazione – conclude Campana -. Questo vuol dire indossare la nostra divisa: mettersi a disposizione dell’altro. È una divisa che portiamo con orgoglio perché rappresenta un insieme di diverse competenze messe a disposizione per superare le emergenze e insegnare a farlo. Purtroppo l’Italia è martoriata da rischi, terremoti, alluvioni, frane, incendi. Rischi naturali legati alle attività dell’uomo, che contribuiscono a rendere fragile il nostro territorio. Non basta sperare che nulla accada, bisogna essere preparati a gestire le emergenze e preparare anche gli altri, soprattutto le generazione future”.

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