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L’ordinanza anti smog di Bergamo inutile e discriminatoria

A Palafrizzoni forse non si sono resi conto della natura discriminatoria dell'ordinanza: chi ha i soldi per permettersi un'auto nuova (di qualsiasi cilindrata) può circolare, chi ha un macicino invece deve arrangiarsi.

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“Se mi danno dieci multe spendo meno che comprarmi la macchina nuova”. Luca lavora alla mia destra ed è così rispettoso del codice della strada che se ha mezza gomma sulla striscia del parcheggio piuttosto fa cinque o sei manovre in più. Da una settimana però viola l’ordinanza emanata dal Comune di Bergamo (leggi qui il provvedimento). E anche in modo ostentato. Ogni giorno da Dalmine arriva in centro a Bergamo con la sua sfumacchiante Euro 3 Diesel. Non è mai stato fermato dalla Polizia locale, ma anche se venisse sanzionato pagherebbe senza battere ciglio. Vale per Luca come per le tante altre persone che in questo momento non possono permettersi un’auto nuova e che hanno orari o tragitti casa-lavoro incompatibili con il trasporto pubblico.

A Palafrizzoni forse non si sono resi conto della natura discriminatoria dell’ordinanza: chi ha i soldi per permettersi un’auto nuova (di qualsiasi cilindrata) può circolare, chi ha un macicino invece deve arrangiarsi.

Il sacrificio serve? I dati dicono di no. In città la concentrazione di Pm10 nell’aria è identica, a volte anche peggiore, di Comuni in cui non è in vigore nessuna ordinanza come Dalmine, Lallio, Treviglio (e quando scenderà non sarà certo merito del provvedimento). Euro 3 o non Euro 3, l’inquinamento è alle stelle e per attenuarlo servirebbe un acquazzone oppure politiche strutturali in favore del trasporto pubblico.

Atb ha provato a fare la sua parte: dal 21 al 24 si può viaggiare su tutta la rete, tutto il giorno, con un solo biglietto timbrato. Lunedì mattina in tutta la città, il film era lo stesso di venerdì: stesse facce ad aspettare il pullman, stesse persone in coda in auto. Anche con le corse gratis, cambierebbe poco: con il trasporto pubblico tagliato e ridimensionato, come successo negli ultimi anni, ci saranno sempre meno persone “educate” a viaggiare sempre con i mezzi pubblici.

Autobus

Per chi amministra, non è compito facile. I soldi sono sempre di meno e le aziende sono costrette numeri da circo per far quadrare i conti. Solo così però si può pensare di diminuire l’utilizzo costante di auto.

Un capitolo a parte merita il fronte dei controlli. Dopo una settimana di ordinanza le porte dei negozi in via XX Settembre e in Città Alta sono sempre aperte, le temperature degli uffici pubblici arrivano fino ai 22°, 23° e anche 24°. Se l’ordinanza viene trasgredita perfino dalle istituzioni che l’hanno emanata, chi ha un’Euro 3 può sfumacchiare allegramente e ai sindaci non rimane che la danza della pioggia.

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Commenti

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  1. Scritto da Il Conte

    Ma se i dati confermano che nulla è migliorato con l’introduzione della norma di divieto euro 3, perché questi amministratori perseverano in questa scelta dimostratasi a conti fatti idiota?
    Sbagliare è umano, ma perseverare nell’errore per me non è diabolico, è, appunto, da idiota.

  2. Scritto da OscarBraendli

    Analisi corretta, tuttavia o non si fa nulla o si agisce su quello che è disponibile nel breve periodo. Esistono anche forme di mobilità smart, tipo il car sharing. Che si può fare anche pane e salame, ad esempio condividendo una parte della tratta con un vicino o un collega.