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“Il labirinto del delitto”, una nuova indagine per Massimo Caliari video

Dopo aver presentato all’Hotel San Marco, in una sala piena di appassionati, il suo ultimo libro, Fabio Bergamaschi, 72 anni, dirigente d’azienda in pensione, veronese d’origine ma bergamasco d’adozione, ci racconta le nuove avventure dell’investigatore Massimo Caliari.

Fabio Bergamaschi

“Questa volta si parte dal suicidio della moglie di un noto commerciante di Bergamo”. Su questo tema si struttura “Il labirinto del delitto” (edizioni Robin, 285 pagine, 14 euro).

Il romanzo fa seguito a “Il veleno della vendetta” del novembre 2013 e a “Natura morta con delitto” del novembre 2014: al centro di tutti l’investigatore Massimo, la città di Bergamo e… un giallo da dipananre.

Qual è il rapporto che lega Fabio Bergamaschi a Massimo Caliari?

Sono molto legato alla sua figura, forse perché c’é un po’ di me dentro alla sua storia e al suo carattere. Poi mi piace e mi stuzzica sempre mettere in evidenza come l’intelligenza, l’intuizione e la professionalità siano vincenti rispetto alla società di oggi, una specie di tuffo nel passato che risolve problemi del terzo millennio.

C’è stata una prima presentazione: qual è stata la risposta del pubblico?

Una risposta incredibile, superiore alle mie aspettative. La sala era stracolma di gente e abbiamo dovuto aggiungere anche qualche sedia, più di cento persone. Mi ha fatto particolarmente piacere, ed è stato un grande onore vedere la presenza del vice sindaco in rappresentanza del Comune. Probabilmente uno dei motivi è che i miei gialli omaggiano la bellezza di una città come Bergamo. Il mio desiderio è quello di esportare, tra i miei lettori, la voglia di visitare la nostra splendida città.

I suoi romanzi raccontano molto dettagliatamente la vita di Bergamo, con i suoi angoli nascosti e le zone più famose…

Penso faccia parte della mia cultura umanistica, la cultura e l’arte sono sempre state importanti per me. Ho avuto inoltre la fortuna di esser inserito, con questo ultimo libro, nella collana “I luoghi del delitto” della casa editrice Robin: la tradizione di questa collana è quella che l’autore deve anche descrivere, come prefazione, la città in cui avviene il delitto.

Con che cosa si trova alle prese questa volta l’investigatore Caliari?

Il tutto nasce dal suicidio della moglie di un noto commerciante di Bergamo. Massimo Caliari, dopo questo evento luttuoso, viene contattato dalla sorella della vittima che non crede al suicidio, ma pensa a un omicidio commesso dal marito. Poco dopo avere iniziato le indagini, Massimo scopre che il commerciante ha un carattere manesco e violento e che maltrattava sua moglie. Un colpo di scena mette in crisi le sue indagini: viene trovato un cadavere completamente carbonizzato, vicino all’auto intestata al commerciante, la cui identità viene confermata dal ritrovamento di un anello sicuramente suo. Massimo è scettico e ipotizza che possa essere una messinscena, preparata ad arte dall’assassino, per sparire dalla circolazione. Scopre durante le sue indagini infatti che l’assassino è vivo e intende fuggire all’estero. Dopo averlo assicurato alla giustizia poco prima che espatriasse, deve ricredersi sulla sua colpevolezza e inizia a indagare sul fratello gemello che, alla fine, risulta estraneo all’omicidio. Massimo entra in crisi, ma la sua intuizione e la sua determinazione lo rimettono in carreggiata, alla caccia dell’assassino, che questa volta non avrà scampo.

Questa passione per il genere giallo da dove è nata?

Fin da ragazzo sono sempre stato legato ai romanzi d’avventura, e passare dal romanzo d’avventura al romanzo poliziesco-giallo è stato un passo breve. Ho sempre avuto questa passione, ma soltanto dopo l’esser andato in pensione ho deciso di iniziare questa avventura da scrittore.

Come sta andando?

Direi molto bene, perché evidentemente era una strada aperta che io non vedevo. Quando ho iniziato a percorrerla è stata dura, soprattutto con la pubblicazione del primo libro. Ma da lì ho capito che era una strada che mi stava aspettando e che ha cambiato la mia vita.

Per il prossimo futuro a quali progetti sta lavorando?

Nella mia testa ci sono altri due libri che riguardano sempre la vita di Massimo Caliari, anzi uno è già pronta la bozza. Il suo carattere, la sua vita per me sono molto importanti e hanno un significato particolare. Perciò voglio continuare in futuro a raccontare sia la sua storia che diversi temi ricorrenti nella società attuale.

Ultima domanda: quali sono le sue aspettative per quest’ultimo libro?

Con questo terzo romanzo penso sia cambiata la mia, chiamiamola, posizione sul mercato, visto che ha raggiunto, secondo alcuni esperti, una maturità descrittiva maggiore rispetto ai primi due romanzi. Inoltre i primi due libri erano disponibili soltanto nel territorio bergamasco, mentre quest’ultimo è distribuito su tutto il territorio nazionale. Perciò direi che le mie aspettative sono alte, mi aspetto un buon seguito e spero che i lettori si appassionino sia alla figura dell’ispettore Caliari sia alla città di Bergamo.

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