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Scuola della Celadina: un anno dopo le polemiche ecco il presepe

Dodici mesi fa in questo periodo dell'anno Matteo Salvini si recava a Celadina per portare un presepe in legno, in risposta all'assenza dello stesso per volontà del dirigente scolastico: a un anno di distanza le cose sono profondamente cambiate.

Lo scorso anno aveva fatto parecchio rumore la decisione del preside dell’Istituto comprensivo De Amicis di Celadina Luciano Mastrorocco di negare l’autorizzazione ad un’insegnante che avrebbe voluto realizzare un presepe in classe, per altro sempre smentita dal diretto interessato.

Un caso ingigantito dai riflettori che a un anno di distanza torna d’attualità per un’iniziativa che in un’altra realtà e in altri contesti non farebbe notizia: in questo dicembre 2015 anche gli alunni della scuola De Amicis di Celadina hanno realizzato il proprio presepe come tanti altri studenti della provincia di Bergamo.

“La scuola pubblica è di tutti – aveva spiegato nel dicembre scorso il dirigente scolastico, per replicare alla polemica – e non va creata alcuna occasione di discriminazione. In classe ognuno può portare contributo, ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno, che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l’anticristo ma questo è l’orientamento che ho dato all’istituto da otto anni, quando sono arrivato qui. E’ stato un modo per rispettare tutti: in questa scuola la percentuale media di studenti non italiani rasenta il 30% e in alcune classi ha picchi che si avvicinano al 50%”.

Una decisione che aveva scatenato, in prima battuta, le proteste di alcuni genitori che avevano sollevato la polemica fino ad elevarla a livello politico locale e nazionale: sul caso erano intervenuti i consiglieri Andrea Tremaglia, Fratelli d’Italia, Alberto Ribolla, Lega Nord, e Alessandra Gallone, Forza Italia, chiedendo un intervento immediato da parte della Giunta.

Dal canto suo Giorgio Gori non si era tirato indietro e aveva affrontato di petto la questione: “Rispetto la scelta del preside ma dico la mia – commentava sul suo profilo Facebook – Laicità non è azzerare le differenze ma dare voce a tutti. Un presepe non offende nessuno”.

Intanto il polverone mediatico si era ingigantito, raggiungendo il proprio apice con l’intervento del leader della Lega Nord Matteo Salvini che, dicendosi scandalizzato, aveva annunciato un intervento in prima persona, puntualmente arrivato sabato 6 dicembre 2014 quando, insieme a Roberto Calderoli, Roberto Castelli, l’ex assessore comunale Massimo Bandera e un centinaio di simpatizzanti, si era recato nel quartiere di Celadina per portare una capannina in legno: “Non è un problema di religione. Il presepe è un simbolo di integrazione, gioia, pace e accoglienza – aveva sentenziato – Il problema è di qualcuno che dovrebbe educare, che se fa questi ragionamenti dovrebbe cambiare lavoro”.

Questa volta Maria, Giuseppe, il bambin Gesù e tutto il contorno di pastori, pecorelle e angeli cantanti sono arrivati di spontanea volontà.

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