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Il Movimento 5 Stelle fa le pulci a Tecnodal: “Presidente incompatibile”

Capelli, pensionato, è stato nominato presidente il 28 luglio 2014 nonostante l'entrata in vigore, il 24 maggio dello stesso anno, del decreto Madia.

Il Movimento 5 Stelle presenterà un esposto alla Corte dei Conti per fare luce sulla possibile incompatibilità di Giovanni Capelli, ex vice segretario della Camera di Commercio e presidente di Tecnodal srl, società pubblica partecipata dalla Camera di Commercio (49%), dalla Provincia (49%) e dal Comune di Dalmine (2%) che si occupa della riqualificazione e della valorizzazione del “Point” (polo delle innovazioni tecnologiche) di Dalmine. Capelli, pensionato, è stato nominato presidente il 28 luglio 2014 nonostante l’entrata in vigore, il 24 maggio dello stesso anno, del decreto Madia che vieta espressamente la nomina di pensionati ai vertici di società pubbliche.

Manuel Steffenoni, consigliere comunale dalminese del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione per chiedere al sindaco Lorella Alessio se sia a conoscenza dell’incompatibilità. “Lo sa che la suddetta società sborsa un compenso che si va a sommare alla pensione di Capelli e che ciò non è consentito dal Decreto? – chiede Steffenoni – È curioso notare come nessuno dei tre enti pubblici soci di TECNODAL, ovvero Camera di Commercio, Provincia di Bergamo e Comune di Dalmine, si sia accorto della palese incompatibilità”.

Il Movimento 5 Stelle chiede anche più trasparenza. “Lo stesso sindaco dovrebbe inoltre spiegarci perché sul sito della società non è pubblicato né il bilancio 2014, né l’elenco dei dipendenti e dei consulenti, né i compensi agli amministratori,  in barba al Decreto Trasparenza 33/2013. E’ ora che il Comune di Dalmine razionalizzi i costi delle società partecipate – continua Steffenoni – e magari pure le società stesse, visto che per un organico di soli tre dipendenti, TECNODAL ha ben cinque consiglieri di amministrazione, tre revisori dei conti più due revisori supplenti, oltre ad avvalersi di una società esterna per la revisione del bilancio. E’ ora che il Comune valuti seriamente la possibilità di dismettere la propria quota. Il Movimento 5 Stelle ha pronto un esposto per segnalare alla Corte dei Conti la posizione illegittima, affinché valuti se il caso rientri, come noi crediamo, tra le posizioni incompatibili definite dal Decreto Madia. In caso di risposta positiva, il passo successivo sarà recuperare le somme percepite da Capelli in modo illegittimo. E’ ora di finirla con le società pubbliche vissute come poltronifici da alcuni amministratori”.

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