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Emozioni, orgoglio e sold-out: dopo i successi la lirica si spalanca sul 2016

L’assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti: “Abbiamo vissuto un anno di emozioni e grandi entusiasmi. Il pubblico ha apprezzato: abbonamenti in crescita e sold out agli spettacoli”. Il direttore artistico Francesco Micheli annuncia la Donizetti Night per sabato 11 giugno e il festival monografico a novembre con due titoli di Gaetano Donizetti: “Olivo e Pasquale” e “Rosmonda d’Inghilterra”.

Bergamo capitale della musica di Donizetti.

Una rivendicazione che è chiara nel bilancio tracciato alla fine della stagione lirica dalla Fondazione Donizetti e dall’Amministrazione Comunale. Se servono i fondi per sostenere il bilancio di una sfida, nell’anno zero della stagione Micheli della lirica bergamasca, non si piò partire che dai dati del cartellone appena concluso: oltre agli apprezzamenti della stampa internazionale, pesa il pubblico.

Dalle 20 mila presenze della Donizetti Night del 20 giugno scorso – vero debutto della Donizetti Revolution – ai nuovi abbonati (con un incremento del 10%), passando dalle 4 serate sold-out per “Le nozze di Figaro” e per “Anna Bolena”.

La “Bolena” di Donizetti incassa oltre 65mila euro scalando nella classifica fino alla vetta degli spettacoli che hanno incassato di più negli ultimi 5 anni.

Poi ci sono una serie di segni più davanti alla media di presenze a spettacolo (opera, concerto, balletto) pari all’8% sul 2014, il +17% rispetto all’anno precedente per la media di presenze per le opere e, infine, +38% rispetto a dodici mesi prima per la media di presenze agli spettacoli, con una postilla di non poco conto: laboratori esclusi.

E da questi numeri che si guarda la stagione che si è appena chiusa. Un anno intenso e “rivoluzionario”, vissuto senza sosta dalla Fondazione Donizetti e dalla città di Bergamo fra musica, parole, immagini, colori di e per il compositore orobico. Un nuovo modo per far conoscere il repertorio operistico e la figura di Donizetti quello impresso nel suo primo anno di programmazione dal direttore artistico Francesco Micheli che non solo ha puntato sulla qualità artistica della proposta ma anche su un progetto innovativo di coinvolgimento della città natale di uno degli autori più rappresentati al mondo.

La programmazione 2015 ha avuto una prima importante novità nella sezione estiva, promossa in coincidenza con Expo, denominata Donizetti Pride for Expo, con la Donizetti Night in Città Alta e la nuova opera sulla vita e l’arte del Maestro Donizetti Alive, momenti di sollecitazione per il risveglio dell’orgoglio verso il compositore che hanno fatto da apripista per la stagione lirica autunnale che nelle settimane scorse ha toccato il proprio apice con il titolo di punta donizettiano, Anna Bolena, che ha convogliato su Bergamo appassionati e stampa da tutto il mondo.

anna bolena

“La versione che è stata presentata della Anna Bolena ha trovato degli interpreti sensibili ed è stata diretta in modo esemplare dal maestro Corrado Rovaris – afferma Paolo Fabbri, Direttore Scientifico della Fondazione Donizetti –. L’augurio che questa Anna Bolena possa essere messa a disposizione del grande pubblico con Dvd o incisioni proprio perché rivela partiture spesso tagliate e dimenticate del grande maestro di Borgo Canale”.

“Il 2015 è stato l’anno della svolta – sottolinea Nadia Ghisalberti, Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo –. Premeva la necessità di un rinnovamento nel rapporto tra la città e il suo compositore e di innalzamento della qualità della stagione, in particolare delle opere donizettiane. Grazie alla spinta di Expo abbiamo sperimentato per la prima volta un programma innovativo di lirica nel periodo estivo e, con Anna Bolena, lo sforzo produttivo più significativo della stagione, oltre al sould out, abbiamo avuto l’apprezzamento della critica nazionale e della stampa specialistica. Si è avviato un grande lavoro di rete grazie a importanti collaborazioni con l’Accademia del Teatro alla Scala, il Conservatorio, il Patronato, le scuole coinvolte in progetti di formazione e abbiamo riportato il Teatro Donizetti nel circuito lirico di OperaLombardia”.

nadiaghisalberti

Ha contribuito a raggiungere tali risultati la rete di rapporti che si sta costruendo con numerose realtà come il Conservatorio, la Mia, l’Accademia Carrara, il Patronato San Vincenzo, le associazioni dei commercianti e in particolare gli esercizi commerciali di Città Alta e quelli dell’area del Teatro Donizetti, gli istituti scolastici, nonché le altre sezioni di produzione artistica del Donizetti – la stagione di prosa, il jazz e il festival pianistico – e l’Accademia del Teatro alla Scala.

Inoltre la Stagione 2015 ha segnato il rientro positivo del Teatro Donizetti dopo molti anni di assenza nel circuito OperaLombardia, con la bella occasione di produrre proprio un titolo donizettiano, Don Pasquale che, dopo il debutto a Bergamo, è stato rappresentato a Como, Jesi, Cremona e Pavia.

“Il lavoro è solo all’inizio – dichiara il direttore artistico Francesco Micheli – ma di questo folgorante 2015 porto con me tante soddisfazioni che premiano la fatica profusa dalle tante persone che lavorano per la Fondazione: la folla festante di una città che ama Donizetti e ha bisogno di esprimerlo; i tanti bambini e ragazzi che ho visto appassionarsi alla figura e all’arte del Maestro di Borgo Canale; gli interminabili applausi alla fine di un produzione di Anna Bolena che entrerà nella storia. Il benefico virus donizettiano si è diffuso… ed è solo il principio”.

Francesco Micheli

In tema di contributi e donazioni liberali è da segnalare la gratitudine per l’adesione all’Art Bonus in favore della stagione lirica da parte della Banca Popolare di Bergamo.
Fra i traguardi del 2015 anche la vittoria del bando Cariplo “Cultura sostenibile” con il progetto triennale “Bergamo Città di Donizetti”, che costituisce una conferma delle possibilità di sviluppo culturale, economico, turistico e sociale del legame fra la città e il suo compositore, attraverso le coordinate tracciate in questi mesi di lavoro.

Da queste premesse prende vita il progetto artistico del 2016 che fa tesoro dei successi ottenuti e si spinge oltre, rimodulando soprattutto la sezione autunnale dedicata alle opere di Donizetti che assumerà sempre più i caratteri di un festival concentrato intorno al Dies Natalis del 29 novembre così da incrementare anche le presenze di pubblico dall’estero.

Saranno due i titoli donizettiani 2016, il melodramma giocoso Olivo e Pasquale e il melodramma serio Rosmonda di Inghilterra, due assolute rarità che coinvolgeranno in prima linea anche la sezione scientifica della Fondazione diretta da Paolo Fabbri e che faranno nuovamente accendere i riflettori sulla città di Bergamo, impegnata verso una sempre maggiore identità con il compositore.

Le opere donizettiane del 2016
Olivo e Pasquale
Presentata come prima opera del carnevale 1827, prosegue la collaborazione di Donizetti col librettista Iacopo Ferretti, e con i cartelloni del Teatro Valle di Roma, avviata con L’aio nell’imbarazzo (1824). Anch’essa commedia ‘d’interno’, stavolta borghese (derivata da una pièce di Sografi), quasi nella tradizione goldoniana, è però ugualmente arricchita di moderni ingredienti del repertorio francese larmoyant: in questo caso un doppio suicidio simulato per impietosire un padre tirannico. È un ulteriore esempio dello stile comico donizettiano degli anni ’20, di derivazione rossiniana ma che ha già imboccato nuove strade. A Bergamo 2016 Verrà presentata la versione dell’autunno 1827, realizzata per il Teatro Nuovo di Napoli sotto la supervisione di Donizetti stesso. Ricostruita per quest’occasione da Maria Chiara Bertieri, l’Olivo napoletano alterna dialoghi parlati e ‘numeri’ cantanti, alla maniera dell’opéra-comique (come già Don Gregorio, L’aio napoletano), traduce in dialetto la parte di Pasquale, muta in tenore la parte dell’amoroso (soprano in abiti maschili, a Roma), modifica qualche ‘numero’.

Rosmonda d’Inghilterra
Andata in scena al Teatro della Pergola a Firenze nella quaresima 1834, questo “melodramma serio” del librettista Felice Romani, ambientato nell’Inghilterra medievale, ha un soggetto il cui nucleo centrale ricorda quello di Anna Bolena. Virato com’è su tinte forti e situazioni perfino truci, esemplifica bene il recente interesse di Donizetti per una teatralità (romantica) fatta di gesti esasperati e violenti. Proprio il confronto con la Bolena andata recentemente in scena a Bergamo nella sua veste integrale, consentirà di verificare appieno il mutamento di rotta del teatro serio donizettiano agli inizi degli anni ’30. Con questo titolo, presentato secondo la revisione sull’autografo realizzata da Alberto Sonzogni per conto della Fondazione Donizetti, prende avvio il Progetto “Donizetti e Firenze”, che si propone di mettere a fuoco il rapporto del compositore bergamasco coi teatri e l’ambiente toscano.

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