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Piccinelli lascia la leadership locale azzurra e guarda a Verdini

"Non ho lasciato Forza Italia - tiene a precisare il senatore Piccinelli - ma mi prendo una pausa, mettiamola così".

Lo scontro tra il premier Matteo Renzi e il capogruppo alla Camera di Forza Italia Renato Brunetta sulle nomine della Corte Costituzionale lascia strascichi perfino in terra bergamasca.
E’ forse la goccia che fa traboccare il vaso e che porta il senatore Enrico Piccinelli a fermarsi un attimo dopo aver lasciato il ruolo di commissario orobico a poche settimane dal congresso programmato per il 16 gennaio. E ad avvicinarlo, pare, verso la formazione di Denis Verdini.
“Non ho lasciato Forza Italia – tiene a precisare Piccinelli – ma mi prendo una pausa, mettiamola così”.

Una pausa proprio mentre il partito a Bergamo sta finalmente per andare a eleggere una squadra dirigente: “Avevo un accordo con Maria Stella Gelmini, leader lombarda azzurra, e l’ho mantenuto: ho portato a compimento i congressi locali e ho posto le premesse per eleggere un segretario con un  alto seguito, Paolo Franco. Tutto a posto, verso un congresso unitario. Se però c’è chi preferisce spaccare e andare alla conta, all’ultimo minuto, col rischio poi che il congresso nemmeno si faccia, ecco, io dico basta”.

E basta davvero, perché il senatore si dimesso da commissario provinciale.

Eppure non si tratta di un mal di pancia solo targato Bg: “E’ vero, in Senato faccio fatica a capire come muovermi. Noi non facciamo opposizione vera, ma nello steso tempo non siamo nemmeno maggioranza, non abbiamo più una linea politica”.

Enrico Piccinelli tiene a sottolineare il proprio rispetto e sostegno a Silvio Berlusconi, “ma Berlusconi praticamente non c’è più e io non vedo più un partito. Io non sono un estremista lepenista, sono un moderato centrista e il Cavaliere come riferimento per me era perfetto. Era, perché ora non c’è e io non so più”.
Forse sa però… già qualche mese fa è stato contattato da Denis Verdini che gli ha presentato un progetto: “Allora non lo condividevo, ma mai dire mai” ammette. Ed è un’ammissione che pesa.

Commenti

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  1. Scritto da Il Conte

    Un’altro sconosciuto, divenuto senatore per merito di Berlusconi, che non sarà più deputato o senatore nella prossima legislatura appunto perché, senza Berlusconi, è un perfetto sconosciuto. E lui lo sa bene, con o senza Verdini