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Matteo Bonfanti, il direttore-scrittore “innamorato del giornalismo di una volta” fotogallery

Il numero uno di Bergamo & Sport presenta i suoi due lavori: "Piccole e bellissime storie di grandi attaccanti" dedicato ai bomber del calcio dilettantistico orobico, e "L'ultima notte in redazione", un romanzo tragicomico da leggere tutto d'un fiato

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“La video-intervista preferirei non farla, mi limiterei a qualche foto, se proprio serve”. Matteo Bonfanti ci viene a trovare in redazione e ha una faccia che è tutto un programma.

Stanca, perché ha lavorato notte e giorno sui due libri che sta lanciando in questi giorni (e che è venuto a presentarci in anteprima, in via Maj).

Ma felice, tanto felice perché ha faticato come poche altre volte nella sua vita per raggiungere in un colpo solo non uno, ma addirittura due dei (tanti) sogni che ha: pubblicare il suo primo romanzo e, a distanza di poche ore, mettere in vendita la prima raccolta di storie dei bomber bergamaschi scritta da lui.

Ma andiamo con ordine.

Matteo Bonfanti è il direttore di Bergamo & Sport, il settimanale sportivo diventato da dodici anni a questa parte il giornale di riferimento per i tantissimi dilettanti della Bergamasca. Calcio soprattutto, ma anche volley, basket, pallanuoto, ciclismo.

Bonfanti la testata l’ha vista nascere, crescere, diventare autonoma (nel 2009 quello che un tempo era un dorso del Giornale di Bergamo è stato trasformato in una cooperativa editoriale, amministrata da Bonfanti stesso e dagli altri due soci Marco Neri e Monica Pagani), e per questo Natale 2015 ha scelto di farle un regalo tanto bello quanto inaspettato. Così, sabato 19 dicembre nella sede di piazzale San Paolo 27, a Bergamo, sarò presentato “Piccole e bellissime storie di grandi attaccanti”, un vero e proprio scrigno di racconti mai sentiti sui bomber che ogni domenica si danno battaglia sui campi di provincia: “Ho scritto questo libro in meno di tre settimane, per raccontare i trenta attaccanti che reputo più forti del calcio dilettanti – racconta Bonfanti -. Senza voler fare un torto a nessuno: so benissimo che in giro ci sono tanti altri giocatori bravissimi che non ho potuto sentire, ma i tempi e lo spazio erano questi e mi sono dovuto adattare”.

Matteo Bonfanti

Da Salandra, semi-professionista diventato grande con la Colognese e consacrato nell’olimpo dei bomber di D con la maglia del Pontisola, a Savarino, uomo-simbolo della Virtus Petosino, passando per Ravasio, Pellegris, Zamblera, Franchini e Spampatti: “Ho raccontato delle mini-biografie che parlano non di una vita o di un mestiere, ma di una vera e propria passione – spiega il direttore di Bergamo & Sport -, con protagonisti che non sono altro che persone semplicissime, non abituate a stare sotto i riflettori. Sostanzialmente si tratta di gente che lavora tutta la settimana e che la domenica stacca la spina cercando di segnare gol e di regalare punti alla propria squadra”.

All’interno di “Piccole e bellissime storie di grandi attaccanti” è possibile trovare il racconto di Giulio Fogaroli, che a 26 anni ha scelto di lasciare il mondo del calcio professionistico a Prato per un posto di lavoro stabile alla Montello Spa, l’azienda del suo paese natale, diventando la bandiera del Brusaporto dei miracoli; o quella di Michele Ravasio, che 32enne ha detto addio al campionato di Eccellenza per portare in Seconda categoria la squadra nella quale è cresciuto, la Polisportiva Bergamo Alta. Con un incredibile scherzo che il destino ha scelto di giocargli nel giorno della finalissima dei playoff (che non vi sveliamo).

Bonfanti, però, è anche l’autore di “L’ultima notte in redazione”, il romanzo edito da Edda Edizioni, scritto dal direttore di Bergamo & Sport nell’ultima caldissima estate. E studiato nei minimi particolari: “Sono solo settanta pagine da leggere tutte d’un fiato – spiega -. Perché? Perché ai tempi di internet ho cercato di scrivere un libro che durasse tanto quanto un film. Circa 90 minuti, 93 secondo i miei calcoli. Si tratta di una riflessione dissacrante e semi-seria sulla lenta fine alla quale si stanno avvicinando i giornali cartacei. La storia parla di sette giornalisti che stanno per perdere il lavoro ed è ambientata in quella redazione che il giorno dopo chiuderà i battenti. Tra gli altri, ci sono il redattore 60enne che ha vissuto gli anni del grande giornalismo italiano, il caporedattore 39enne che ha iniziato a lavorare nel periodo in cui chiunque riusciva a diventare professionista e, infine, la collaboratrice 25enne sottopagata che non avrà nemmeno diritto alla cassa integrazione. Tutti insieme decidono di organizzare una rapina per poter andare avanti, e ne succederanno delle belle. Ovviamente, per il pubblico italiano amante di questo genere, ho scelto un finale misericordioso che ben si sposa con lo spirito natalizio a cui andiamo gioiasamente incontro”.

Matteo Bonfanti

“L’ultima notte in redazione” riesce a spaziare dal dramma, quello di un gruppo di persone che sta per restare senza lavoro (quasi tutte con un grosso punto interrogativo al posto del futuro), alla commedia, rappresentata dal grottesco tentativo di organizzare una rapina senza il minimo senso. Il tutto spinto da un ritmo – che l’autore è riuscito a dare al suo lavoro praticamente in ogni pagina – che permette al lettore di divorare letteralmente il libro che si trova davanti. Un libro nel quale traspare chiaro e netto il grande amore che Bonfanti prova per il giornalismo: “Quello di una volta, però – ci tiene a precisare il direttore-scrittore -. Perché oggi i social network ce l’hanno ammazzato”.

“Mi sono divertito moltissimo nello scrivere questo romanzo che avevo dentro da tempo – racconta Bonfanti -. Non sapevo fino a che punto sarei potuto arrivare perché vedere messe a nudo quelle stesse pagine pensate e partorite nella più totale intimità è molto strano, ma sono davvero felice di aver potuto pubblicare questo libro. Scrivere per me è come se fosse una psicoterapia: mi fa staccare la spina da tutto, mi rilassa e mi fa tornare in pace col mondo. Poche altre cose mi fanno stare bene come rileggere un periodo ben riuscito”.

“L’ultima notte in redazione” sarà presentato sempre nella sede di Bergamo & Sport, in piazzale San Paolo 27, a Bergamo, lunedì 21 dicembre alle 18.30.

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