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Alex Lazzari, cantautore del terzo millennio

“Ingiustizia, innocenza, vergogna e speranza”: sono le parole che caratterizzano la società odierna secondo Alex Lazzari, giovane cantautore bergamasco al suo primo EP “La parola di quest’oggi”.

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“Ingiustizia, innocenza, vergogna e speranza”.
Queste sono le parole che caratterizzano la società odierna secondo Alex Lazzari, giovane cantautore bergamasco che con il suo primo EP “La parola di quest’oggi” sta già conquistando il web e non solo.
Per andare alle origini della sua storia, per conoscere chi è un cantautore del ventunesimo secolo, per saperne di più sul pregnante titolo della sua prima opera lo abbiamo incontrato.

“Nasco come pianista” esordisce Alex “ho preso lezioni di piano per otto anni iniziando alle scuole medie. La passione per la chitarra, invece, è nata molto dopo, verso le superiori (attualmente Alex ha 23 anni), semplicemente notando che ciò che risultava così difficile a mio fratello per me era naturale; così ho deciso di iscrivermi all’Accademia Centro Musicale di Bergamo specializzandomi in chitarra classica e avvicinandomi alla musica flamenco, mia grande passione”.

Nell’EP è evidente lo stile di Fabrizio De André, sia nel tono della voce che nella poesia dei testi: quando è nata la passione per la musica cantautorale italiana?
“Credo che le origini nascano sempre da qualcuno che ti insegna. Mio padre è stato fondamentale nella mia formazione artistica: da sempre mi ha fatto ascoltare i grandi cantautori italiani come Francesco de Gregori, Franco Battiato e Lucio Dalla, ma il suo grande idolo è sempre stato Fabrizio De André, e ben presto è diventato anche il mio, nonostante l’abbia conosciuto relativamente tardi, verso i sedici anni. Ascoltando la “Canzone dell’amore perduto” ho capito che era a De André che volevo assomigliare, musicalmente parlando. Sono cresciuto con quello stile di musica, con il culto del poetare italiano, sforzando la voce per renderla il più possibile uguale a quella di Fabrizio e con il tempo è diventata molto simile; adesso non so dire se apprezzo questa caratteristica della mia voce, temo di essere considerato una sua copia, e sto cercando sempre di più di distaccarmi dalla sua influenza. Voglio mantenere la mia voce, ma senza che il pubblico la ricolleghi per forza a De André.”

Nel 2012 Alex Lazzari ha potuto mettere alla prova le sue doti di cantautore alla Scuola di Mogol (CET) dove ha frequentato per tre mesi un corso per autori di testi tenuto dal musicista e paroliere Giuseppe Anastasi (autore dei testi della cantante Arisa).
“Sono state lezioni fondamentali”, tanto da permettergli di comporre e scrivere “La parola di quest’oggi”, canzone che, nel novembre 2014, il giovane cantautore ha presentato alla Giura del Festival di Sanremo: “Non ho passato le selezioni, ma non ha importanza. Sono soddisfatto di aver ricevuto delle buone recensioni sul testo e la musica.”

“La Parola di quest’oggi” è il brano d’apertura dell’EP. Come è nato?
“L’estate scorsa, Lorella Morlotti, attrice italiana degli anni ’80, ha ascoltato le mie canzoni e ne è rimasta entusiasta; con il produttore e sound designer romano Marco Lecci ho lavorato intensamente alle canzoni, arrangiate poi da Natalio Mangalavite, pianista ed arrangiatore argentino”.

Qual è il senso del titolo del disco, che suona come un epigramma schiacciante, “La parola di quest’oggi”?
“All’inizio non avevo un vero e proprio progetto tematico, l’intento era quello di presentare al pubblico la mia musica e la mia personalità, creare una sorta di ‘vetrina di presentazione’. Poi sono nate queste parole (innocenza, ingiustizia, vergogna, speranza) la sintesi, a mio parere, della società di oggi, della modernità. Io non desidero diventare famoso, essere il più ‘grande cantautore’, quello che voglio è cantare la nostra società e comunicare il mio messaggio di speranza e di amore, uniche boe a cui aggrapparsi in questi tempi dediti ai soldi e all’avere; e che ‘riuniranno l’universo e dentro ad un abbraccio tutto il mondo sarà immerso fino a diventare così unito che d’amore esploderà’, per citare il testo.”

Tra i brani dell’EP “La parola di quest’oggi” e “Casa Verri” sono improntate sull’attualità.
“Certamente, Casa Verri ha anche uno sfondo letterario. Ci vorrebbe un altro Illuminismo per portare un po’ di ragione nel nostro mondo”.

“Niente di strano” e “Piccolo Istante” sono invece autobiografiche?
“Sì, le ho scritte basandomi su un forte sentimento provato per una persona un tempo importante nella mia vita, e a lei sono dedicate.”

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