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“Bergamo: servizi vecchi per una città anziana”

“In una città che invecchia e rimane sempre più da sola - dice Roberto Corona, segretario della sezione cittadina della Fnp Cisl- , diventa necessaria una rete di servizi in grado di rispondere alle nuove fragilità della popolazione anziana”.

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“In una città che invecchia e rimane sempre più da sola – dice Roberto Corona, segretario della sezione cittadina della Fnp Cisl- , diventa necessaria una rete di servizi in grado di rispondere alle nuove fragilità della popolazione anziana”.

Invece, in due anni, si sono “persi” 160 utenti del servizio Sad (da 790 a 630) nel solo ambito di Bergamo. Nello stesso periodo, è cresciuta la spesa pro capite a carico dei pazienti di quasi 50 €, mentre il costo totale d’appalto che i comuni versano alle cooperative che gestiscono il servizio è calato di 136 mila euro.

 In poche cifre, sono descritti il pianeta Sad (servizio di assistenza domiciliare) e la sua crisi: una situazione messa profondamente in sofferenza dalla “concorrenza” delle badanti e del “fai da te”,  garantito dal sistema dei voucher distribuiti dalla Regione. “Eppure il servizio Sad garantisce capacità e professionalità – continua Corona -. Nella sola città di  Bergamo, sono 9.700 gli over 65enni che vivono soli. Tra questi molti avrebbero bisogno di attenzioni, se non cure.  Ma il sistema non è adeguato a bisogni e possibilità che invecchiamento e solitudine richiederebbero”.

A fine anno scade l’appalto per il Servizio Sad al Comune di Bergamo. Gli altri comuni seguiranno nel volgere di poco tempo (massimo un anno). Il prossimo rinnovo varrà per tutto l’ “ambito Bergamo”: in pratica il capoluogo gestirà la gara affidando l’incarico alla cooperativa che, in seguito, gestirà il servizio in tutti gli altri comuni del comprensorio. Ciò comporterà risparmio e uniformità di gestione.

“Diamo naturalmente un giudizio positivo di questa decisione – dice ancora Corona -. Lo chiediamo da tanti anni, e speriamo che questa nuova forma produca maggiore equità. Adesso, dobbiamo lavorare perché si caratterizzi il servizio non solo sul Sad ma perché si allarghi il concetto di domiciliarità: un mix di servizi che rispondano ai bisogni emergenti degli anziani, del venir meno delle reti familiari o del loro indebolimento, dato anche dalla composizione sempre più ridotta dei nuclei familiari (da una recente ricerca risulta infatti che su 57.000 famiglia a Bergamo 39.200 siano composta da uno o sue soli membri). Sarebbe opportuno che si colmi questo gap”.

La Fnp di Bergamo ipotizza una “custodia sociale” che introduca figure professionali di riferimento per le persone sole; l’assistente di condominio; un sistema infermieristico efficace; il co- housing sociale (alloggi privati con ampi spazi destinati alla condivisione), e servizi di prossimità e di vicinato che attivino relazioni in un’ottica di “famiglia estesa”.

“Il prossimo servizio, con la forma della co-progettazione – insiste Corona – si dovrà muovere per servizi innovativi, con la prerogativa della prevenzione”.

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