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Confindustria: se si dimezzasse l’evasione il Pil salirebbe del 3,1%

Il Centro studi di Confindustria stima che nel 2015 l’evasione fiscale e contributiva in Italia ammonti a 122,2 miliardi di euro, pari al 7,5% del Pil.

Il dimezzamento dell’evasione fiscale e contributiva in Italia porterebbe a un 3,1% di maggiore Pil e a un aumento di 335.000 occupati. E’ quanto emerge dalle stime elaborate dal Centro studi di Confindustria (Csc).

Nel report Scenari economici – presentato nella giornata di mercoledì 16 dicembre – il Csc stima che nel 2015 l’evasione ammonti a 122,2 miliardi di euro.

«L’evasione fiscale e contributiva blocca lo sviluppo economico e civile del Paese perché penalizza l’equità, distorce la concorrenza, viola il patto sociale, peggiora il rapporto tra cittadini e Stato e riduce la solidarietà» spiega il Csc.

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