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“Il nuovo volto dell’Italia”, l’architettura del Bel Paese

"Il nuovo volto dell'Italia" è il prezioso volume ricco di immagini delle più belle costruzioni architettoniche che hanno cambiato il volto del Bel Paese. Il volume - edito da Grafica & Arte - ha una prefazione in lingua italiana, russa ed inglese ed è rivolto ad un pubblico internazionale.

Ce n’è per tutti i gusti, dalla Bolla di Renzo Piano sospesa a mo’ di astronave sul Lingotto di Torino, alla “cometa aerea” di Mario Bellini che riveste con le sue 8000 scaglie argentee il MiCo di Milano, dal MAXXI di Zaha Hadid con i suoi layers flessibili e aggettanti sul quartiere Flaminio a Roma, alla “casa cava” di Renato Lamacchia che interpreta per sottrazione il suggestivo “imbuto” di una cava dismessa a Matera.

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“Il nuovo volto dell’Italia”, appena edito da Grafica & Arte, è una ricognizione ricca e godibile delle architetture contemporanee nel nostro Paese, firmato da Paola Lodola, storica dell’arte e studiosa di architettura.

rovereto

Nel pregevole volume, molto curato nel formato “ad album” con cofanetto, si scorrono i progetti più avveniristici, dirompenti, acclamati, discussi, e in qualche caso deprecati, del terzo millennio: stazioni ferroviarie, sciistiche e metropolitane, centri congressi, auditorium, ponti, teatri, musei, scuole, terme, chiese, fabbriche, centri polifunzionali, edifici commerciali e residenziali, giardini pubblici, fontane.

La selezione raccoglie archistar, studi associati di progettazione, urbanisti e designers di fama: il libro è un viaggio nell’avanguardia che aiuta anche a intuire l’evolversi delle città e del territorio nelle loro trasformazioni sociali, politiche, culturali, tra landmark dirompenti e restyling di quartieri residenziali o di aree dismesse.

Tra gli episodi edilizi più eclatanti e noti, il MART di Trento e Rovereto di Mario Botta, con la sua scintillante cupola di acciaio e vetro che omaggia il Pantheon romano; Palazzo Lombardia di Pei Cobb Freed & Partners, premiato per design, innovazione e sostenibilità come migliore edificio alto d’Europa dal Council of Tall Buildings and Urban Habitats in Chicago (2012); il Ponte della Costituzione di Santiago Calatrava, in acciaio, vetro e pietra, tanto fotografato dai turisti quanto al centro di inesauribili polemiche tra i veneziani; la promenade del Foro Italico di Palermo, concepita da Italo Rota come un policromo e ludico lungomare tra panchine-divano e dissuasori in forma di birilli.

renzo piano

Fino ai concept-simbolo di Expo 2015, l’Albero della Vita di Marco Balich e Palazzo Italia, di Nemesi&Partners. L’Italia è bella, per la sua storia, i suoi gioielli plurimillenari, i suoi paesaggi naturali e antropizzati. I progettisti del 21esimo secolo non hanno un compito facile: dialogare con un paesaggio dalla fisionomia ben definita, con gli equilibri delicati e fragili di città antiche e usurate dal turismo e coste ricche di fascino e a volte povere di effettive tutele.

“L’architettura è una scultura abitata”, scrisse Constantin Brancusi. “L’architettura non deve essere espressione di un’autobiografia, ma professione collettiva, utile alleanza: non ha bisogno di geni”, ha affermato l’architetto David Chipperfield alla 13esima biennale di Architettura di Venezia (2012).

Grafica & Arte

“Il nuovo volto dell’Italia” documenta le attuali frontiere del costruire, tra design, architettura, scenografia, e fa riflettere sui diversi esiti di questi approcci: da una parte gli edifici-manifesto di rottura, dall’altra le riqualificazioni-simbolo che tendono a fare sintesi di tradizioni e competenze. Il volume (160 pagine, 91 immagini a colori), dà conto con bella evidenza fotografica del nuovo fermento architettonico urbanistico che ha investito il nostro territorio negli ultimi vent’anni, da Courmayeur a Palermo, da Genova a Venezia.
Non mancano, naturalmente, gli episodi edilizi più innovativi in terra orobica, dalla Chiesa di Paderno di Seriate di Mario Botta, al Kilometro Rosso di Stezzano di Jean Nouvel, dalla Biblioteca di Nembro di Archea Associati, alla Chiesa San Giovanni XXIII del nuovo ospedale di Bergamo di Aymec Zublen, Traversi+Traversi Architetti.

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