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“A Bergamo è realtà l’integrazione virtuosa fra sanità pubblica e privata”

Presentato il primo bilancio sociale delle strutture accreditate che conferma l’importanza crescente del settore

La sanità privata ha varato  il bilancio sociale, che coinvolge 11 strutture sanitarie bergamasche, unite per la prima volta per dare una visione d’insieme sull’identità, le azioni di responsabilità, l’attenzione ambientale e la sostenibilità economica del comparto. L’obiettivo è proprio quello di monitorare l’impatto economico, ambientale e sociale nei confronti del territorio. Una scelta di trasparenza che è una novità a carattere nazionale, frutto della collaborazione dell’AIOP, Associazione Italiana Ospedalità Privata, e dell’ARIS, Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari che a Bergamo hanno costituito un gruppo di coordinamento.  

“Un percorso importante – ha sottolineato Giovanna Ricuperati, presidente del Gruppo Servizi Innovativi di tecnologici di Confindustria Bergamo, nella cui sede si è svolta la presentazione dei bilancio sociale 2014 – che intendiamo accompagnare e sostenere e grazie al quale già emerge la dimostrazione della possibilità di poter contare su una buona sanità sostenibile anche dal punto di vista economico”.  

“E’ un iniziativa nata dal basso – ha precisato Giuseppe Fraizzoli, referente aziende Sanità Confindustria Bergamo – che avrà tutto il tempo per crescere ma che già fin da ora presenta numeri di sicuro interesse, mettendo in luce una realtà in grado di far fronte con risposte di qualità alle crescenti richieste del territorio”.     

Dario Beretta, Presidente AIOP Lombardia, ha in effetti sottolineato come le prestazioni offerte dalle strutture sanitarie private costino in media il 20 per cento in meno, contribuendo così all’equilibrio complessivo dei conti pubblici. Di qui l’importanza di un’offerta di servizi integrata, ma anche, ha ricordato Padre Virginio Bebber, presidente ARIS Lombardia, di una sempre maggiore attenzione alla qualità dell’accoglienza, cercando sempre il giusto connubio fra tecnica e sensibilità.   

Il bilancio delle strutture accreditate comprende i risultati della Casa di cura Beato Palazzolo, della Casa di cura San Francesco, della Clinica Castelli, di FERB Onlus – ente gestore centro eccellenza Alzheimer di Gazzaniga e di FERB Onlus – ente gestore Ospedale S. Isidoro di Trescore Balneario, di Habilita Ospedale di SarnicoHabilita di Zingonia, dell’Humanitas Gavazzeni, degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi – Policlinico San Marco di Osio Sotto, degli Istituti Ospedalieri Bergamaschi – Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro e dell’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino Terme. 

Il gruppo, come ha delineato Alberto Girardi, senior partner Ernst & Young, che ha curato il bilancio sociale,  rappresenta il 38,8% dei posti letto accreditati con il SSN nella provincia di Bergamo, per un totale di 1.477 posti letto.

Ecco alcuni dati salienti: più di 3.000 persone lavorano nelle strutture sanitarie private accreditate, a cui si aggiungono altre centinaia attraverso l’indotto.

Significativa l’alta percentuale di dipendenti, pari al 73% del totale, di cui oltre il 90% a tempo indeterminato. 

L’89% dei pazienti è molto soddisfatto o più che soddisfatto del servizio ricevuto. Hanno scelto per il ricovero una delle strutture accreditate oltre 3500 pazienti residenti fuori Regione. Sono stati pagati ad aziende bergamasche più di 100 milioni per beni e servizi in tre anni, oltre a investimenti per quasi 50 milioni di euro.

Le strutture private accreditate bergamasche nel 2014 hanno investito complessivamente più di 17 milioni di euro, di cui il 70% per investimenti edili/impiantistici (es. ampliamenti, ristrutturazioni) e il 13% per macchinari e attrezzature. Il valore aggiunto globale netto generato nel 2014 ammonta a più di 215 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto al 2013. 

“I dati emersi – ha rilevato Francesco Galli, presidente AIOP e coordinamento AIOP – ARIS provincia di Bergamo – in particolare sia il gradimento e la soddisfazione dei nostri pazienti sia il rilievo nazionale indicato dall’attrattività di pazienti di altre Regioni, ci paiono estremamente confortanti: danno una risposta chiara a chi afferma che non si può fare ‘buona sanità’ ed essere virtuosi nella gestione economica”.    

“Siamo passati da una fase di competizione ad una collaborazione che porta ad un’offerta realmente integrata – ha sottolineato Mara Azzi, direttore generale Asl di Bergamo – si tratta di un grandissimo successo che determina un vero e proprio cambiamento culturale”.       

“I numeri sono chiari – ha sottolineato anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori – e definiscono un sistema di qualità. Credo però che ci siano anche spazi di ulteriore miglioramento, basati sulla competizione virtuosa fra pubblico e privato. Da un lato il settore privato può non concentrarsi solamente sugli interventi più remunerativi, mentre al settore pubblico gioverebbe un approccio meno burocratico sul reclutamento del personale e sull’acquisto di beni e servizi”.

Angelo Capelli, vice presidente commissione sanità Regione Lombardia, ha messo in luce l’importanza della nuova legge regionale che ha recepito una realtà dove la forte integrazione fra pubblico e privato è un asset vincente. “E’  un testo – ha sottolineato – che porta dentro molto dell’esperienza bergamasca”.

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