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“Non era una prostituta, volevo solo mostrarle casa”: il giudice gli dà ragione

Si è giustificato così di fronte al Giudice di pace l'automobilista che era stato multato da una pattuglia della polizia locale di Dalmine che lo aveva sorpreso mentre dalla propria auto parlava con una donna ferma sul ciglio della strada. E alla fine ha avuto ragione.

“Non era una prostituta quella donna. Avevamo un appuntamento in strada, di sera, perché doveva visionare un appartamento”. Si è giustificato così di fronte al Giudice di pace l’automobilista che era stato multato da una pattuglia della polizia locale di Dalmine che lo aveva sorpreso mentre dalla propria auto parlava con una donna ferma sul ciglio della strada. E alla fine ha avuto ragione. 

Un vicenda che risale al 2012. Gli agenti della Locale dalminese, dopo aver sorpreso l’uomo, pensando che stesse concordando una prestazione sessuale con quella donna, gli avevano elevato una salata contravvenzione secondo l’articolo 61 bis del regolamento comunale di polizia urbana. 

Ma l’uomo aveva deciso di rivolgersi al Giudice di pace, spiegando quelle che erano le sue motivazioni, per chiedere l’annullamento della sanzione. E aveva avuto ragione, con il giudice che aveva ritenuto valida la sua tesi secondo cui i due dovessero visionare un’abitazione. 

Una versione che era stata ritenuta inverosimile dalla Giunta comunale di Dalmine, che aveva deciso di ricorrere in appello contro l’annullamento della sanzione. 

Nelle settimane scorse, però, il Giudice di Pace ha confermato quanto aveva stabilito. Il Comune di Dalmine dovrà così pagare all’automobilista 930 euro, di cui 200 per la fase di studio della controversia, 200 per la fase introduttiva del giudizio, 280 per la fase dibattimentale di discussione, 250 per la fese decisionale, oltre a spese generali forfettarie per un totale di 1356,98 euro.  

 

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    ecco creato il precedente,i comuni con questo regolamento finiranno per dissanguarsi per risarcire i multati.un regola superficiale priva di fondamento giuridico in quanto nessuna legge vieta ad una persona di fermarsi in presenza di persone sul ciglio della strada,altrimenti si dovrebbero multare qualsiasi automobilista che si ferma per chiedere informazioni,o per salutare o altro

    1. Scritto da giggi

      ha tutta l’aria di essere un regolamento fatto da leghisti. c’entra forse l’attuale assessore regionale già sindaco di dalmine?

      1. Scritto da il polemico

        a dire la verità,è una regola in vigore in tutti i comuni della zona,quindi cosa cambia?sempre di una regola assurda si tratta,e ora i comuni che l’hanno adottata.dovranno risarcire,almeno per i multati che hanno o faranno ricorso…500 multe sono 500mila euro di costi da sostenere per la comunità