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Crisi artigianato, sì alla “piccola cassa”: a Bergamo 30mila lavoratori coinvolti

Accordo tra sindacati e associazioni artigiane contro la crisi nel settore: gli enti bilaterali possono sostituirsi all’Inps nell’erogare l’assegno ordinario o l’assegno di solidarietà.

È stato definito nella serata di giovedì 10 dicembre a livello nazionale l’accordo tra le quattro associazioni artigiane (Cgia, Cna, Claai, Casartigiani) e Cgil, Cisl e Uil per utilizzare la norma prevista dal decreto legislativo 148 di riforma degli ammortizzatori sociali che permette agli enti bilaterali di sostituirsi all’Inps nell’erogare l’assegno ordinario o l’assegno di solidarietà, ovvero quella “piccola cassa integrazione” che per la prima volta in Italia è stata definita anche alle aziende da 6 a 15 dipendenti.

L’accordo prevede il rilancio di Fsba (Fondo bilaterale nazionale) nella raccolta delle risorse e nella erogazione diretta del sostegno al reddito per i lavoratori dell’artigianato coinvolti in crisi aziendali. In Lombardia saranno almeno 150mila i lavoratori interessati da questo strumento e oltre 90mila sono quelli occupati in microziende fino a 5 dipendenti che beneficeranno in assoluto di una copertura di reddito altrimenti non prevista dalla legge.

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato per più motivi – dichiara Roberto Benaglia, segretario della Cisl Lombardia e responsabile della attività sindacale nel settore artigiano -. Anzitutto è importante che la bilateralità accetti la sfida delle riforme e rilanci il proprio ruolo prioritario nel dare sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti dalle crisi aziendali. Inoltre è certamente storico il fatto che le tutele previste dal Jobs act vengano in questo settore estese a tutti i lavoratori, anche a quelli occupati nelle imprese da 1 a 5 dipendenti per i quali lo stesso Jobs act non ha previsto nessun ammortizzatore – aggiunge -. Questi sono gli accordi che rilanciano il ruolo importante del sindacato e di tutte le parti sociali nel dare protezioni concrete a lavoratori che spesso sono poco tutelati”.

“È un accordo importante e significativo, quello raggiunto sul Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato ( FSBA) anche per il territorio di Bergamo – sottolinea Giacomo Meloni, della segreteria CISL provinciale – dove i lavoratori dipendenti del settore sfiorano le 30.000 unità e che in questi anni di difficoltà hanno sofferto fortemente la crisi, in parte attenuata dal ricorso alla cassa in deroga. L’auspicio è che a livello territoriale ci sia la massima collaborazione delle associazioni e delle imprese artigiane alla realizzazione di accordi orientati all’attuazione di questo nuovo ammortizzatore sociale, che la CISL è pronta ad implementare con il supporto attivo del proprio ente di riferimento per l’artigianato”.

La creazione del Fondo permette in concreto di superare la cassa integrazione in deroga che in questi anni ha dato risposte importanti alle piccole imprese e che verrà rifinanziata un’ultima volta nel 2016 dalla legge di stabilità per un massimo di 3 mesi.

A partire da gennaio 2016 le aziende artigiane verseranno una aliquota dello 0,45% sul montesalari per alimentare il fondo, mentre, come previsto dal Jobs act, una quota dello 0,15% sarà versata dai lavoratori a partire da luglio 2016.

Queste risorse permetteranno, a fronte di motivate crisi aziendali nell’artigianato, di erogare in un biennio 13 settimane di sospensione ordinaria o 26 settimane di solidarietà tra tutti i dipendenti dell’impresa.

Novità importante e rilevante dell’intesa è che non si limita ad adempiere all’obbligo di legge per le aziende da 6 dipendenti in su, ma prevede di far rientrare tutte le aziende artigiane (anche a partire da 1 dipendente) nel fondo bilaterale.

 

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