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Bergamo e l’Unesco, Ivrea non molla la presa: concorrenza agguerrita

Bergamo parte in vantaggio: ha un dossier molto complesso, di livello internazionale, ha già sottoscritto gli accordi a tutti i livelli istituzionali, lavora da anni a questo progetto.

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La strada è già in salita e con la concorrenza interna potrebbe diventarlo ancora di più. Nonostante le rassicurazioni dei mesi scorsi, il progetto di candidatura a patrimonio Unesco delle “opere di difesa veneziane tra il XV ed il XVII secolo”, che vede Bergamo come capofila, non è l’unico “made in Italy” a tentare l’impresa. Ivrea non molla la presa, anzi continua a lavorare per convincere il governo a scegliere il suo progetto come unico della “tentative list” italiana da presentare a Parigi entro l’1 febbraio 2016 quando si riunirà il consiglio direttivo Unesco. A quel punto inizieranno i 18 mesi entro cui l’assemblea internazionale dovrà decidere chi potrà fregiarsi dell’ambito inserimento nel patrimonio mondiale.

ivrea

Bergamo parte in vantaggio: ha un dossier molto complesso, di livello internazionale, ha già sottoscritto gli accordi a tutti i livelli istituzionali, lavora da anni a questo progetto.

Ivrea invece punta sul fatto di essere la “prima candidatura riferita al patrimonio culturale moderno” proposta in Italia e ha fatto qualche passo avanti in più rispetto a Bergamo sul fattore immagine e comunicazione: sito internet, pagina Facebook, video, logo, manifesti in città, molti articoli su giornali di architettura e convegni. L’ultimo passaggio è stato la presentazione del progetto in Regione Piemonte dove le commissioni hanno ascoltato il sindaco di Ivrea Carlo Della Pepa, l’assessore alla Cultura Laura Salvetti e il coordinatore del tavolo di candidatura Renato Lavarini.

Bergamo ha già ricevuto il sostegno di Regione Lombardia e soprattutto quello degli undici siti e delle tre nazioni che compongono il progetto complessivo: Palmanova, Peschiera del Garda e Venezia, Sebenico, Hvar, Zadar e Curzola, Cattaro (Croazia), Castel Nuovo e Dulcigno (Montenegro). La parola passa al governo, che dovrà decidere chi dei due rappresenterà ufficialmente l’Italia.

Nel 2015 l’Italia ha fatto centro, di nuovo. La commissione ha infatti inserito nella lista ufficiale il progetto denominato “il sincretismo culturale rappresentato dall’architettura arabo-normanna di Palermo e delle cattedrali di Cefalù e Monreale”. E’ il 51esimo ad entrare nella lista, mantenendo l’Italia in testa alla classifica mondiale dei Paesi con più siti. Con la speranza che il 52esimo possa essere Bergamo. O Ivrea?

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