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Italcementi, i sindacati: accordo che salvaguarda l’occupazione

“Una struttura industriale più efficiente e adeguata alla nuova realtà del mercato del cemento in Italia. Grazie all’accordo siglato nella giornata di giovedì 3 dicembre a Roma al Ministero del Lavoro, il piano di riorganizzazione di Italcementi avviato nel 2013 si completa nel biennio 2016-2017 con un nuovo riassetto”. Inizia così la nota del Gruppo Italcementi che definisce nei dettagli il nuovo piano 2016-2017 della Riorganizzazione Italia.

Il piano prevede una capacità produttiva più in linea con l’attuale contesto di mercato, passato dai 46 milioni di tonnellate del 2007 ai circa 19 milioni di tonnellate con cui si prevede chiuderà l’anno in corso. Italcementi manterrà sei cementerie a ciclo completo: Calusco D’Adda, Rezzato (Brescia), Colleferro (Roma), Matera, Isola Delle Femmine (Palermo), Samatzai (Cagliari). Questi impianti alimenteranno, a loro volta, una rete di otto centri di macinazione operativi sul territorio nazionale, che sono i seguenti: Borgo San Dalmazzo (Cuneo), Novi Ligure (AL), Sarche di Calavino (Trento), Trieste, Ravenna, Salerno, Castrovillari (CS), Porto Empedocle (Agrigento).

Agli impianti si aggiunge lo stabilimento di Guardiaregia (CB), dedicato ai prodotti speciali.

UN NUOVO ASSETTO PER UN MERCATO DIVERSO
La seconda fase della riorganizzazione si propone il completamento del piano industriale intrapreso nel 2013 con l’obiettivo di adeguare l’assetto produttivo al mercato italiano del cemento, che dai 46 milioni di tonnellate del 2006, si attesterà quest’anno a circa 19milioni di tonnellate. In particolare, gli obbiettivi sono quattro. Il primo èconcentrare la produzione del clinker nelle 6 fabbriche a ciclo completo (Calusco, Rezzato, Colleferro, Matera, Samatzai e Isola delle Femmine).
Il secondo è trasformare in centri di macinazione e spedizione le 3 fabbriche ad utilizzo flessibile (Sarche, Salerno e Castrovillari). Il terzo è adeguare gli staff amministrativi, tecnici e commerciali al nuovo assetto industriale, infine, il quarto è decentrare progressivamente attività e servizi dalla sede centrale di Bergamo verso gli impianti e le altre country del Gruppo.

IL NETWORK INDUSTRIALE IN ITALIA
Il nuovo assetto produttivo di Italcementi in Italia prevede dunque: 6 cementerie a ciclo completo (Calusco D’Adda, Rezzato, Colleferro, Matera, Isola delle Femmine, Samatzai); 8 centri di macinazione (Borgo San Dalmazzo, Novi Ligure, Sarche, Trieste, Ravenna, Salerno, Castrovillari, Porto Empedocle) e un impianto per prodotti speciali (Guardiaregia).

LE COPERTURE SOCIALI: LA CIGS
Per realizzare il piano di riorganizzazione l’Azienda ha richiesto al Ministero del Lavoro il ricorso alla cassa integrazione guadagni per 20mesi, dal 1 febbraio 2016 al 23 settembre 2017, per un numero massimo di 430 lavoratori in forza nella sede Centrale di Bergamo e rete commerciale, nelle sei fabbriche a ciclo completo e nelle tre fabbriche trasformate in centri di macinazione. Analogo intervento di CIGS per riorganizzazione verrà richiesto alla Regione Lombardia per un numero massimo di 130 lavoratori in forza al CTG SpA. Per i 108 lavoratori delle unità produttive in via di dismissione (Monselice e Scafa) verrà fatto ricorso alla CIGS per cessazione dal 1 febbraio 2016, per la durata di 12 mesi.

LE COPERTURE SOCIALI: IL WELFARE AZIENDALE
Oltre alla cassa Integrazione, Italcementi ha previsto le seguenti misure: sostegno al reddito, l’indennità di cassa integrazione è integrata da un contributo aziendale; il welfare per le famiglie, a favore delle famiglie di dipendenti in CIGS è previsto il rimborso delle spese sanitarie e formative; prepensionamenti e trasferimenti interni, attraverso incentivi al pensionamento, si ricercheranno soluzioni occupazionali in altri siti produttivi, favorendo il trasferimento familiare; riqualificazione professionale e out placement. È prevista l’attivazione di percorsi per riorientare le competenze e cogliere nuove opportunità occupazionali interne ed esterne. Infine, sono previste degli Incentivi all’autoimprenditorialità, per coloro che intendano intraprendere un’attività autonoma.

LA VOCE DEI SINDACATI
In una nota congiunta firmata da Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil Bergamo, i sindacati rimarcano che “Dopo mesi di discussione e 8 ore di sciopero, effettuate presso la sede centrale di Bergamo, il risultato raggiunto per quanto riguarda il mantenimento occupazionale è di soddisfazione. Lo stesso si colloca in un momento che vede la provincia di Bergamo, ai massimi storici di disoccupazione”.

“Nella prima proposta formulata dall’azienda la quale prevedeva un percorso di CIGS per riorganizzazione, che avrebbe coinvolto 680 lavoratori nella nostra provincia (477 Italcementi di cui 10 a Calusco e 203 CTG) l’accordo raggiunto prevede una riduzione significativa con 250 lavoratori coinvolti in Italcementi e 130 presso il CTG per un totale di 390 lavoratori. Con l’accordo sono stati anche definiti investimenti per 21,9 mln di Euro di cui 1,9 per la sede centrale e 1,8 mln di euro per la cementeria di Calusco d’Adda – dichiarano Danilo Mazzola della Filca Cisl, Luciana Fratus della Fillea Cgil, e Giuseppe Mamcin della Feneal Uil -. Inoltre è stato riconfermato e implementato un accordo di protezione sociale dei Lavoratori, anche con una integrazione mensile da parte dell’azienda alla indennità di cassa integrazione e la possibilità di accedere alla Mobilità volontaria con un sostegno al reddito significativo”.

“Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, non avendo avuto il consenso del Governo ad inserire nell’accordo ministeriale la possibilità di ricorrere all’art. 42, le parti hanno sottoscritto congiuntamente un impegno a richiedere al Governo, quando sarà insediata l’apposita commissione, l’applicazione dell’art. 42 della legge n.148/2015 per ricorso agli ammortizzatori sociali per gli anni 2017 e 2018 – aggiungono i sindacati -. Mentre, per la sede di centrale di Bergamo, si è convenuto che, prima di ricorrere alla collocazione in cassa del numero massimo di lavoratori si svolgerà un incontro fra le organizzazioni sindacali, le rsa e l’azienda in via preventiva per la verifica del numero delle posizioni in Cigs e la definizione dell’adeguato piano sociale”.

“Le segreterie di Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil di Bergamo, ritengono che l’accordo non solo ha mantenuto 3 cementerie, gia destinate a diventare centri di macinazione nel perimetro del Gruppo, ma tutela al meglio in questo delicato momento i lavoratori della Sede di Bergamo e conceda ulteriori spazi di discussione e di trattativa che saranno sicuramente necessari, vista la vendita di Italcementi ai tedeschi di Heidelberg. Nell’assemblea sindacale dei lavoratori della sede, convocata per mercoledì 9 dicembre 2015 condivideremo nei particolari i contenuti dell’accordo”.

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