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Superstrada Bergamo-Treviglio: nuovo progetto, stessi “no”

Nuovo progetto per la strada di collegamento tra Bergamo e Treviglio, ma le prime reazioni sono identiche al passato. Il consigliere provinciale delegato alla Viabilità, Pasquale Gandolfi, ha spiegato ai sindaci dei Comuni interessati le modifiche apportate: non può autostrada, ma superstrada con tratte intermedie gratuite, corsie più strette, taglio dello svincolo diretto alla fine della Pedemontana, collegamento diretto con il casello dell’A4 a Dalmine e non più in tangenziale Sud, niente più area di servizio a Pontirolo Nuovo. Costo: 180 milioni di euro (contro i 280 iniziali) reperibili attraverso investimenti privati in stile Brebemi.

I primi cittadini per ora hanno solo ascoltato le parole di Gandolfi, che ha presentato i progetti di Autostrade Bergamasche, la società privata promotrice della superstrada. Il prossimo 15 gennaio è prevista un’altra riunione istituzionale in cui le amministrazioni, dopo aver esaminato le modifiche, potranno dire la loro.

Nel frattempo le reazioni non sono differenti rispetto alla proposta iniziale. Nostra Dalmine, gruppo consiliare che sulla superstrada Bergamo-Treviglio ha lavorato a lungo, non cancella le criticità: “Come Nostra Dalmine ci schieriamo convintamente contro questo progetto, che prevede un consumo di suolo di poco minore rispetto alla soluzione autostradale – si legge nella presa di posizione resa nota attraverso la pagina Facebook -. Si tratta di un progetto che non serve, che costa (ricordate i finanziamenti pubblici alla Brebemi? un brutto precedente), che rovina suolo e territorio e che potrebbe essere superato da una seria riqualificazione della viabilità locale e del trasporto pubblico. L’approvazione di un progetto simile segnalerebbe la scarsa lungimiranza degli amministratori provinciali e, soprattutto, una forte distanza dal sentimento dei cittadini, che siamo sicuri non approvino un’opera simile. In Consiglio Comunale, qualche settimana fa, abbiamo proposto una contromozione insieme a Patto Civico (e simile nelle intenzioni a un documento del Movimento 5 Stelle), approvato anche dalla maggioranza – oltre che dai due gruppi citati -, che impegnava Dalmine a schierarsi contro un progetto che prevedesse un consumo di suolo paragonabile alla soluzione autostradale. Riteniamo che, di fronte alla presentazione di un progetto di tale portata, la posizione del Comune di Dalmine debba essere quindi quella del “no”. Un buon amministratore non può sempre dire “no”, ma può e deve farlo quando l’interesse dei cittadini viene scavalcato dall’interesse dei privati”.

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