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“Ho detto no al velo e lui mi ha accoltellata”: 59enne accusato di tentato omicidio

Una cinquantenne marocchina ha ricostruito in aula ciò che è successo nella loro casa dell'hinterland bergamasco il 13 dicembre 2014: “Da quando si è avvicinato alla moschea è peggiorato, accoltellata perchè volevo essere me stessa”.

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Una storia drammatica che, tra le mura domestiche, poteva trasformarsi in una tragedia: è quella che ha raccontato davanti al giudice del Tribunale di Bergamo Antonella Bertoja nel pomeriggio di giovedì 3 dicembre una cinquantenne marocchina, in presenza del marito, un 59enne che deve rispondere di tentato omicidio.

Una storia di violenza che, ha ricostruito la donna in aula, andava avanti da tempo: l’uomo avrebbe voluto una moglie più praticante, più attaccata ai valori e alle tradizioni della religione musulmana mentre lei preferisce farsi “uccidere che vivere una vita come vuole lui. Non volevo fingere di essere diversa solo per farlo contento, volevo essere me stessa”.

Nella loro casa dell’hinterland bergamasco i due coniugi, sposati dal 1988 e con tre figli, hanno sempre discusso per la voglia della donna di comportarsi come meglio credesse ma, spiega lei, “da quando si è avvicinato di più alla moschea è peggiorato. Voleva fare la figura del buon musulmano, voleva che anche io mettessi il velo e che la domenica ospitassi a casa la gente della moschea. Preferisco morire che vivere così, per questo volevo la separazione”.

La 50enne ha anche descritto un episodio inquietante, una frase pronunciata di fronte a una figlia durante una festività religiosa: sgozzando una pecora l’uomo avrebbe poi detto alla bimba che la prossima sarebbe stata la madre.

La situazione è precipitata il 13 dicembre dello scorso anno quando la donna, pronta per andare al lavoro, si sente accoltellare alla schiena, all’altezza dei polmoni: poi altri due fendenti, alla pancia e al petto e la disperata richiesta d’aiuto che arriva fortunatamente all’orecchio di un vicino di casa che già in un’altra occasione l’aveva soccorsa.

“Un vicino ha cominciato a picchiare alla porta e il padre dei miei figli è andato ad aprire: io l’ho seguito e sono scappata fuori”: per lei il ricovero in ospedale e una prognosi di 30 giorni, per lui da gennaio il carcere con l’accusa di tentato omicidio.

L’udienza è stata aggiornata al 15 dicembre: in quell’occasione sarà proprio il marito della donna a deporre e spiegare il proprio gesto.  

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